CyberCultura

UE, tutti contro Microsoft

Un'alleanza di grosse imprese del settore, comprese IBM, Oracle e Nokia, chiede alla Corte europea di Giustizia di intervenire nel caso antitrust contro il big di Redmond
7 aprile 2005
Punto Informatico

Bruxelles - Si alza la tensione nel procedimento voluto dalle autorità antitrust europee contro Microsoft: due giorni fa è infatti sceso ufficialmente in campo lo European Committee for Interoperable Systems, ECIS per gli amici, un'alleanza che comprende alcuni grossi player dell'ICT, tra cui IBM, Oracle e Nokia.

Sebbene ECIS esista da anni, è la prima volta che viene utilizzata dalle grandi aziende che la compongono per far sentire la propria voce in Europa. Ed è interessante notare come questa scelta sia stata fatta a poche ore dalle dichiarazioni di Microsoft con cui l'azienda si è detta pronta a eseguire quanto richiesto dalla Commissione in materia di interoperabilità dei software server, uno dei nodi chiave dell'intero procedimento.

ECIS in sostanza ha chiesto alla Corte europea di Giustizia di poter partecipare al procedimento aperto presso la Corte stessa da Microsoft che intende così appellarsi contro le decisioni antitrust assunte dalla Commissione Europea. Come noto, le sanzioni deliberate comprendono una multa di quasi 500 milioni di euro, la distribuzione sul mercato di un Windows privo del Media Player, nonché appunto la concessione ai competitor di tutte le informazioni necessarie per far girare al meglio su Windows i propri middleware, come i player multimediali.

La Corte non deve decidere subito e, come ha specificato uno dei legali di ECIS, Thomas Vinje, potrebbe annunciare solo qualche mese se l’alleanza potrà o meno intervenire nell'appello.

Inutile dire che la richiesta di ECIS, che secondo il Financial Times risale allo scorso dicembre, alza la posta in quel braccio di ferro tra Commissione e Microsoft che si è recentemente riaperto sulla questione del prezzo delle licenze stabilito dal big di Redmond per l'accesso dei propri competitor alle informazioni che l'azienda, come detto, deve rilasciare secondo quanto deciso dall'antitrust.

Va detto che Microsoft, pur ricorrendo contro la sentenza delle autorità antitrust comunitarie, non si è invece formalmente opposta alle sanzioni.

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