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creativi di rete

Da ipertesti a ipervideo

5 ottobre 2006
Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

Il colonnello Robert Henderson, delle Special Forces americane è stato mandato nel 2005 a Kandahar, in Afganistan, per una missione speciale, nome in codice Onyx. E «The Onyx project» si chiama il film che racconta quella storia di fantasia ma che non vedremo mai nelle sale perché esiste solo in Dvd e per essere gustato chiede un personal computer abbastanza potente. La trama c'è, il finale (non rivelato) anche, ma tra l'inizio e la fine della narrazione i percorsi possono essere praticamente infiniti, a seconda delle scelte di navigazione degli spettatori-navigatori. In altre parole questo iper-film è l'analogo di quei romanzi ipertestuali dove ogni pagina contiene diverse possibili diramazioni. The Onyx project è stato realizzato con 200 mila dollari dal regista Larry Atlas e dal socio Douglas Smith, avendo ricevuto scettiche risposte e zero dollari da molti produttori di Hollywood.
Ma non è l'unica sperimentazione in corso: un giovane danese, Andreas Haugstrup Pedersen (http://www.solitude.dk), ha sviluppato un sistema per realizzare da soli i propri link visuali. Si tratta di questo: un software speciale permette di identificare (marcare) un singolo oggetto in movimento in una scena, per esempio un personaggio, o un'auto, e di collegare ad esso un link che lo seguirà negli spostamenti, di modo che chi vede la scena possa cliccarvi sopra e così saltare a un altro segmento visivo, non necessariamente dello stesso filmato. In altre parole i cultori dei video, i gestori dei blog video, detti anche vlog, potranno creare iperlegami tra diversi filmati, consentendo di passare dall'uno all'altro, alla stessa maniera che nel web si salta da un testo a un altro su altri siti.
La tendenza è appena agli inizi, ma visto il peso crescente dei video sulla rete internet, uno sviluppo in questa direzione è del tutto probabile. E ovviamente apre dei nuovi problemi, che già YouTube il più grande portale di video liberi, sta conoscendo: i soliti diritti di proprietà intellettuale sugli spezzoni che «appartengono» ad altri ma che è bello rilavorare e mixare. Altre cause legali in vista.

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