La questione delle privacy digitale e le insidiose iniziative della Commissione Europea

Chat Control: fino al 3 aprile 2028 quali sono le app più sicure?

Il 9 luglio 2026 il Parlamento Europeo ha consumato una delle pagine più controverse della sua storia recente. Una legge che rischia di violare la privacy digitale dei cittadini è stata approvata nonostante la maggioranza dei deputati presenti in aula avesse votato per respingerla.
12 luglio 2026
Redazione PeaceLink

Il paradosso potrebbe essere riassunto così: lo scorso 9 luglio la maggioranza degli europarlamentari presenti in aula ha detto "no" e ma la normativa sul "Chat Control" - fortemente voluta dalla Commissione Europea - è passata lo stesso. Foto del Parlamento Europeo



Ma perché questa normativa fa discutere?

Da un lato, l'obiettivo dichiarato è encomiabile e condivisibile (proteggere i minori dagli abusi online). Dall'altro, i critici denunciano il rischio concreto di una sorveglianza di massa delle comunicazioni private, una sorta di "Grande Fratello" digitale che mina le fondamenta della privacy e della riservatezza della corrispondenza.

Il dibattito è incentrato proprio su questo equilibrio: come combattere un crimine odioso senza trasformare ogni cittadino in un sospettato.

La deroga introdotta dal Regolamento (UE) 2021/1232 (vedere campo note) agisce nello specifico rispetto alla riservatezza delle comunicazioni e dei dati sul traffico. [1, 2]
Senza questa eccezione temporanea, l'attività di scansione automatica dei messaggi costituirebbe una violazione diretta della normativa europea sulla protezione dei dati nelle comunicazioni elettroniche.



La questione più scottante è che la scansione si applicherebbe anche alle chat protette da crittografia end-to-end (come WhatsApp e Signal), che in teoria dovrebbero essere illeggibili per chiunque, incluso il fornitore del servizio

Il paradosso del voto europeo

Il 9 luglio 2026 il Parlamento Europeo ha consumato una delle pagine più controverse della sua storia recente. Una legge sulla privacy dei cittadini è stata approvata nonostante la maggioranza dei deputati presenti in aula avesse votato per respingerla. Un paradosso reso possibile da una combinazione micidiale di procedure d'urgenza, tempistiche sospette e soglie aritmetiche. Per chi difende la riservatezza della corrispondenza—un principio sancito dall'articolo 15 della Costituzione italiana—è un campanello d'allarme che merita di essere raccontato nei dettagli.

I dettagli del "Chat Control"

Il cosiddetto "Chat Control" non è il nome ufficiale di una legge, ma l'espressione con cui critici e attivisti indicano le norme che permettono controlli automatizzati sulle comunicazioni private. In realtà, si intrecciano due dossier distinti.

  • Il primo—quello votato il 9 luglio—è la deroga temporanea al Regolamento ePrivacy (Regolamento 2021/1232), una misura ponte che consente alle piattaforme di scansionare su base volontaria le comunicazioni degli utenti per individuare materiale pedopornografico e adescamento di minori. Era stata introdotta nel 2021, prorogata nel 2024, ed era scaduta il 3 aprile 2026.
  • Il secondo è il regolamento permanente proposto dalla Commissione nel 2022, noto come "Chat Control 2.0", che introdurrebbe l'obbligo (non più la facoltà) di scansione per tutte le piattaforme. Quella partita è ancora aperta.

La cronaca di una sconfitta annunciata

Per comprendere cosa sia successo il 9 luglio, bisogna fare un passo indietro.

Il 26 marzo 2026, il Parlamento Europeo aveva bocciato il rinnovo della deroga con 311 voti contrari, 228 favorevoli e 92 astenuti. La misura era scaduta il 3 aprile, lasciando le piattaforme senza una base legale specifica per la scansione volontaria.

Il 2 luglio 2026, il Consiglio dell'Unione Europea ha ripresentato un testo praticamente identico a quello già respinto, ma sotto forma di un nuovo regolamento. Un trucco procedurale, lecito ma sostanzialmente un aggiramento della volontà parlamentare.

La presidente del Parlamento Roberta Metsola ha riaperto il fascicolo in seconda lettura. E qui cambia tutto: in seconda lettura, per respingere la posizione del Consiglio non basta più la maggioranza dei presenti in aula: serve la maggioranza assoluta di tutti i 720 deputati, pari a 361 voti.

Il 7 luglio, l'Eurocamera ha approvato la procedura d'urgenza con 331 voti a favore e 304 contrari. Il voto di merito è stato fissato per giovedì 9 luglio, ultimo giorno di plenaria prima della pausa estiva. Un giorno in cui, storicamente, l'aula è più vuota del solito. E così è stato.

I numeri del paradosso

Il risultato delle votazioni è emblematico:

  • La mozione per respingere la posizione del Consiglio ha ottenuto 314 voti favorevoli, 276 contrari e 17 astensioni. La maggioranza dei presenti ha detto "no" al provvedimento.

  • Ma la soglia per il rigetto in seconda lettura era 361 voti. I 314 erano 47 voti sotto la quota necessaria.

  • Il testo è quindi passato senza che una maggioranza lo abbia mai votato a favore.

Come ha osservato Patrick Breyer, ex eurodeputato del Partito Pirata e da anni attivista per i diritti digitali: "Il fatto che il Chat Control stia andando avanti contro la volontà della maggioranza dei deputati che hanno votato è una farsa e danneggia la democrazia".

Due emendamenti chiave sulla crittografia

Il Parlamento è comunque riuscito a far approvare due emendamenti chiave che escludono dall'ambito della norma le "comunicazioni alle quali è, è stata o sarà applicata la crittografia end-to-end".

In concreto, WhatsApp, Signal e iMessage sono fuori dalla scansione. Restano invece scansionabili—su base volontaria—servizi come Gmail, Instagram, Facebook Messenger, Snapchat e Skype.

Ha dichiarato l'eurodeputato Gaetano Pedullà (M5s): "Approvando l'emendamento 30 che vieta l'applicazione del regolamento alle conversazioni interpersonali protette da crittografia end to end abbiamo salvato la privacy dei cittadini. Tuttavia, noi avremmo preferito il rigetto totale della proposta".

Ma c'è un'ombra. Come sottolinea Breyer, si tratta di un'esenzione simbolica: i provider che utilizzano crittografia end-to-end non effettuano comunque la scansione. La vera "minaccia" resta quella sul Chat Control 2.0, che vorrebbe imporre la scansione anche per i messaggi cifrati.

Chi ha votato come

Le posizioni dei gruppi politici sono state nette e, in alcuni casi, spaccate.

Contrari alla legge (favorevoli al rigetto) si sono schierati:

  • I Verdi (Greens/EFA)

  • La Sinistra Unitaria (GUE/NGL)

  • I Conservatori e Riformisti Europei (ECR)—che include Fratelli d'Italia

  • I Patrioti per l'Europa—che include Lega e Futuro Nazionale

  • Il Movimento 5 Stelle

Favorevoli alla legge (contrari al rigetto) si sono schierati:

  • Il Partito Popolare Europeo (PPE)—il gruppo più numeroso

  • I Socialisti e Democratici (S&D)—che includono il Partito Democratico

  • I liberali di Renew Europe

Proprio all'interno del gruppo S&D si è registrata la spaccatura più significativa: circa la metà del gruppo ha votato a favore del provvedimento, nonostante la raccomandazione ufficiale del gruppo fosse di votare contro

Gli europarlamentari italiani hanno espresso 39 voti favorevoli al rigetto e 13 contrari.

Un richiamo alla Costituzione

Vi sono persone che hanno seguito con attenzione la vicenda, richiamando esplicitamente l'articolo 15 della Costituzione italiana, che definisce "inviolabili" la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione. In quest'ottica il Chat Control è visto come una forma di sorveglianza di massa incompatibile con i principi costituzionali e con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

I prossimi passi: cosa succede ora?

Il testo emendato dal Parlamento torna ora al Consiglio dell'Unione Europea, che ha tre mesi di tempo per:

  1. accettare tutti gli emendamenti del Parlamento—il testo verrebbe adottato definitivamente:

  2. respingere le modifiche—si aprirebbe una procedura di conciliazione tra Parlamento e Consiglio per trovare un testo condiviso.

La deroga—il cosiddetto Chat Control 1.0—resta in vigore fino al 3 aprile 2028. In scadenza a quella data, salvo che il regolamento permanente (Chat Control 2.0) non venga approvato prima.

Proprio sul Chat Control 2.0 si gioca la partita decisiva. Il regolamento permanente, che prevederebbe la scansione obbligatoria e senza sospetto di tutte le comunicazioni private—anche quelle crittografate—è ancora in negoziato. Cinque round di trilogo tra Parlamento, Consiglio e Commissione sono già falliti, l'ultimo dei quali a giugno proprio sulla questione della scansione senza sospetto. I negoziati riprenderanno a settembre.

Un precedente che preoccupa

La vicenda del 9 luglio lascia un'amara sensazione. Una legge sulla privacy—che molti ritengono incompatibile con la Carta dei diritti fondamentali dell'UE—è stata fatta passare con un espediente procedurale, all'ultimo giorno utile, contro la volontà della maggioranza dei presenti.

La prossima iniziativa sarà sul Chat Control 2.0. E questa volta, come ha avvertito l'eurodeputato Pedullà, chi difende la privacy dovrà vigilare perché "con la scusa della tutela dei minori, alcuni governi vorrebbero assicurarsi uno strumento potente di sorveglianza e controllo dei cittadini".

La posta in gioco è alta: non solo il futuro delle nostre comunicazioni private, ma il principio stesso di riservatezza che sta alla base di ogni democrazia liberale. Un principio che, come ricorda PeaceLink, è scritto nero su bianco nell'articolo 15 della Costituzione. E che il 9 luglio 2026, a Strasburgo, è stato messo a dura prova.

Fino al 3 aprile 2028 quali sono le app più sicure?

Per il periodo fino al 3 aprile 2028, la scelta dell'app di messaggistica più sicura si basa su un criterio fondamentale: la crittografia end-to-end (E2EE).

Come stabilito dal Parlamento Europeo il 9 luglio 2026, le comunicazioni protette da questa tecnologia sono state esplicitamente escluse dalle scansioni volontarie previste dal "Chat Control 1.0". Le app che la adottano garantiscono che solo mittente e destinatario possano leggere i messaggi, rendendoli di fatto invisibili a qualsiasi scansione.

Le app più sicure (esenti da scansione)

Queste app sono la scelta più sicura perché la loro architettura le rende tecnicamente impossibili da scandire per i provider.

  • Signal: ampiamente considerata l'app di messaggistica più sicura in assoluto. Utilizza una crittografia end-to-end fortissima e raccoglie una quantità minima di dati, quasi nulla.

  • WhatsApp: estremamente diffusa, utilizza la crittografia end-to-end per tutti i messaggi, le chiamate e i contenuti multimediali. È quindi esente dalle scansioni.

  • iMessage: Il servizio di messaggistica di Apple è citato esplicitamente tra le app escluse dalla scansione grazie alla sua crittografia end-to-end.

  • Telegram: utilizza la crittografia end-to-end nelle "Chat Segrete"

  • Altre App Specializzate: esistono altre applicazioni progettate specificamente per la privacy che offrono crittografia end-to-end e funzionalità avanzate di anonimato, come Wire, Threema, Session, Element e SimpleX.

Le app meno sicure (soggette a scansione volontaria)

Al contrario, i servizi che non adottano la crittografia end-to-end per tutti i messaggi o le email potrebbero essere soggetti a scansione volontaria da parte dei provider.

  • Gmail, Instagram, Facebook Messenger, Snapchat, Skype, Discord: questi sono esempi di servizi che, secondo quanto riportato, potrebbero rientrare nell'ambito della scansione volontaria.

  • Per Telegram bisogna fare attenzione. Non tutte le chat sono infatti cifrate end to end: nell'app solo quelle chiamate "chat segrete" sono protette dalla crittografia di questo tipo. 

E quindi?

In sintesi, per garantire la massima riservatezza delle tue conversazioni fino al 3 aprile 2028 (sempre che non venga approvata prima la normativa Chat Control 2.0), la scelta più sicura è orientarsi verso app come

  • Signal
  • WhatsApp
  • Telegram ("Chat Segrete")
  • iMessage (messaggistica Apple)

    Altre informazioni? Clicca qui.
Note: Nel dicembre 2020 è entrato in vigore il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche. Questo passaggio ha esteso l'applicazione della Direttiva ePrivacy anche ai fornitori di servizi di comunicazione interpersonale indipendenti dal numero (i cosiddetti servizi Over-The-Top o OTT, come WhatsApp, Messenger, Signal, Gmail, ecc.). Di conseguenza, le tecnologie di tracciamento automatizzato che alcune piattaforme già usavano volontariamente per rilevare abusi sui minori sono diventate improvvisamente illegali, poiché violavano il principio di segretezza delle chat. Per evitare un vuoto normativo e consentire la continuazione della lotta contro il materiale pedopornografico online (CSAM), l'Unione Europea ha approvato il Regolamento 2021/1232 come eccezione temporanea e strettamente limitata a tali scopi, in attesa di una legislazione permanente.

Allegati

  • FAQ su Chat Control

    Redazione PeaceLink
    159 Kb - Formato pdf
    Chat Control il soprannome dato dai critici e dai media a un filone di normative dell'Unione Europea nate con l'obiettivo di contrastare la diffusione del materiale pedopornografico online.

    Licenza: Pubblico Dominio

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