La storia di una resistenza digitale

A/I chiude dopo 25 anni

Il collettivo Autistici/Inventati sospende i servizi dopo le sanzioni statunitensi. PeaceLink aveva espresso solidarietà e denunciato l'uso politico delle liste antiterrorismo. "Ora mollate il pc, uscite, lottate, abbracciatevi e non perdete il sorriso, restare umani", è l'ultimo messaggio di A/I.
6 settembre 2026
Redazione PeaceLink

Sono stati 25 anni di militanza digitale silenziosa e ostinata. Il collettivo Autistici/Inventati (A/I), nato attorno al G8 di Genova del 2001 e legato a Indymedia Italia, oggi ha annunciato la chiusura di tutti i servizi

La decisione arriva dopo che il Dipartimento del Tesoro americano ha inserito l'associazione nella lista delle organizzazioni terroristiche globali il 26 agosto, applicando l'Ordine Esecutivo 13224.


Le accuse del governo USA

Le contestazioni di Washington sono pesanti: Autistici/Inventati verrebbe descritto come "un gruppo estremista con sede in Italia che costruisce e gestisce l'infrastruttura digitale per cellule violente Antifa e altri militanti di estrema sinistra in tutto il mondo". Secondo il governo americano, i servizi di email cifrate, hosting e anonimato offerti dal collettivo sarebbero "specificatamente progettati per sostenere le operazioni delle reti terroristiche", consentendo di "organizzarsi, reclutare, comunicare, diffondere propaganda, condividere informazioni sugli obiettivi e compiere attacchi violenti".

Tuttavia è importante notare che il collettivo non è considerato un'organizzazione terroristica in Italia.

La designazione come "Specially Designated Global Terrorist" (SDGT) è stata emessa unicamente dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. L'accusa di Washington non ha trovato un corrispettivo in alcun provvedimento da parte delle autorità italiane. Nessun tribunale o ministero italiano ha mai emesso un provvedimento simile.

Ciò nonostante le conseguenze del provvedimento del governo americano sono state immediate e devastanti per un progetto che si sosteneva esclusivamente con donazioni volontarie.


L'oscuramento digitale

Il 28 agosto 2026 - tecnicamente parlando - il dominio autistici.org è diventato irraggiungibile perché il registry .org (Public Interest Registry, PIR, con sede negli USA) ha applicato lo stato serverHold al dominio, rimuovendolo dalla zona DNS .org e quindi i siti sotto quel dominio non sono più raggiungibili.

Ciò ha paralizzato 16.000 caselle mail, 10.000 blog, 5.500 mailing-list e 1.500 siti. PayPal e Banca Etica hanno congelato i conti del collettivo, temendo le cosiddette "sanzioni secondarie" che potrebbero colpire chiunque intrattenga rapporti con un'organizzazione sanzionata . Anche il progetto noblogs.org ha subito un pesante cyber-attacco, con la homepage modificata e il database potenzialmente compromesso.

La decisione di chiudere, però, non nasce solo dall'impossibilità tecnica ed economica di proseguire. È stata una scelta dolorosamente consapevole. "Per noi restare umani non è un semplice slogan", scrive il collettivo nel comunicato di chiusura. "Significa che, prima di tutto, sono le utenti, le persone che costruiscono le reti umane a cui ci appoggiamo e le comunità che ci hanno inondato di messaggi e di amore e solidarietà, che devono essere tutelate". A/I teme che la propria presenza possa esporre sostenitrici e sostenitori a gravi conseguenze in un contesto globale segnato da "autocrati, fascisti e agenzie che agiscono per vie extra-legali". Aggiungendo: "Nessuna di noi ha simpatia per i gesti eroici e men che meno per i martiri, quindi non ne faremo e non ne chiederemo".


La solidarietà di PeaceLink: "Uno strumento contro il terrorismo diventa un'arma contro il dissenso"

La vicenda ha suscitato immediata solidarietà nel mondo dell'attivismo e dei diritti digitali. L'associazione PeaceLink, che da anni si batte per una telematica per la pace e un'informazione libera, ha espresso il proprio sostegno al collettivo in un articolo pubblicato il 5 settembre, dal titolo: "Quando lo strumento contro il terrorismo diventa un'arma contro il dissenso" .

Già nel 2005, PeaceLink aveva denunciato il monitoraggio occulto dei server di A/I da parte delle autorità italiane, definendolo "un inquietante segnale di un clima che in nome di una presunta sicurezza chiude gli occhi davanti alle libertà individuali"

Anche Luca De Biase - sul Sole 24 Ore del 4 settembre scorso - ha sottolineato l'aspetto paradossale della vicenda: A/I non può accedere ai contenuti delle comunicazioni dei propri utenti, proprio per come è tecnicamente concepito il servizio, e una piattaforma non è responsabile di come viene utilizzata secondo i principi della stessa legge americana, basata sulla Section 230 del Communications Act del 1996. Eppure, il gruppo non ha potuto difendersi in tribunale e il governo americano non ha avuto bisogno di provare le proprie accuse. Banca Etica stessa, nel comunicare il blocco del conto, ha chiesto "forti interventi da parte delle autorità europee per ridurre la dipendenza dal sistema finanziario americano" e ha condannato "l'uso politico delle liste Ofac".


Il comunicato di chiusura

Il comunicato di chiusura di Autistici/Inventati lancia un appello che è un testamento politico: "Ora mollate il pc, uscite, lottate, abbracciatevi e non perdete il sorriso. Perché noi ci fermiamo. Ma la resistenza e le idee no. Restiamo umani". Il collettivo promette di pubblicare a breve istruzioni tecniche per permettere a utenti e attivisti di salvare i contenuti di blog, mail e siti, ma avverte che potrebbero verificarsi ulteriori problemi tecnici imprevedibili.

Con la chiusura di Autistici/Inventati, il mondo dell'attivismo digitale perde un pezzo di libertà. Ma oggi il dibattito sull'uso politico delle sanzioni e sulla necessità di difendere spazi di agibilità digitale è più vivo che mai.

Ritornano alla mente le parole di Edward Snowden: "In tutta coscienza non posso consentire al governo degli Stati Uniti di distruggere la privacy, la libertà di Internet e la libertà di base per le persone di tutto il mondo con questa enorme macchina di sorveglianza che stanno segretamente costruendo”. Una frase di Snowden sulla libertà digitale controlla sorveglianza di massa USA. Edward Snowden è un informatico e attivista statunitense, celebre per aver svelato al mondo nel 2013 i programmi segreti di sorveglianza di massa del governo degli Stati Uniti.

 

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