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Scienze dell'informazione, Unibo: no ai brevetti

Ieri il Consiglio Dipartimento di Scienze dell'Informazione dell'Università di Bologna, con voto unanime ha approvato una mozione in cui chiede ai ministeri del governo italiano di esprimersi contro la proposta di direttiva che vorrebbe introdurre i brevetti sul software. Ulteriore scopo è quello di stimolare e avviare un dibattito all'interno delle accademie relativo alla brebettabilità. Di seguito viene riportato il testo della mozione.
26 novembre 2004 - Antonella Beccaria
Il Dipartimento di Scienze dell'Informazione dell'Università di Bologna

IN MERITO

alla proposta di Direttiva Comunitaria n. 2002/0047 avente titolo "on the patentability of computer-implemented inventions";

PREMESSO

  • che il Parlamento Europeo dopo un anno di lavoro delle commissioni Cultura e Industria in seduta plenaria in prima lettura ha approvato il testo del provvedimento con numerosi e fondamentali emendamenti (24 settembre 2003);
  • che il 18 maggio 2004 il consiglio dei Ministri dell'Unione ha dato una approvazione tecnica ad un testo che di fatto annulla i limiti imposti alla brevettabilità del software contenuti nel testo dell'europarlamento;
  • che il Ministro Stanca e il sottosegretario Baldassarri con delega all'informatica hanno espresso una posizione fortemente critica sul provvedimento;
  • che già nella riunione del 18 maggio 2004 i rappresentanti Italiani ministri Buttiglione e Moratti si sono astenuti a seguito anche della lettera del Ministro Stanca;
  • che la Polonia con voto del 16 novembre 2004 ha ritirato l'appoggio alla decisione politica rilevando ambiguità e contraddizioni nel testo;
  • che la forte discordanza di contenuti mette in luce la necessità di una approfondita discussione sui metodi di protezione del software e sugli effetti delle decisioni nella economia nazionale e dell'Unione;
  • che l'Ufficio Europeo dei Brevetti ha già rilasciato numerosissimi brevetti sul software in disaccordo con le normative attuali, molti dei quali tutelano componenti software di uso comune;
  • che famosi studiosi si sono espressi criticamente sulla brevettabilità del software;
  • che numerosi sviluppatori di software, software house, associazioni di sviluppatori, piccole e medie imprese hanno manifestato contro questa direttiva

CHIEDE

al Governo Italiano, in particolare ai Ministri Stanca e Marzano competenti per materia, di non approvare l'accordo tecnico del 18 maggio nel voto politico che si dovrà tenere in un prossimo Consiglio di Europa e ad iniziare un confronto aperto con le Università e le realtà economiche dell'Unione per trovare le forme migliori di tutela.

Riferimenti:
Lettera del Prof. Knuth all'Ufficio Brevetti Statunitense
Posizione del Prof. Ullman
Posizione del Prof. Di Cosmo
Lettera di Linus Torvalds e Alan Cox al presidente del Parlamento Europeo
Decisione del Governo Polacco
Petizione di oltre 396000 persone e aziende per difendere la versione emendata dall'europarlamento

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