Albert, bollettino internazionale per la pace e il disarmo

Il Vietnam presiede la conferenza ONU sul Trattato di non proliferazione nucleare

Il discorso di apertura del Segretario generale dell'ONU, António Guterres, è stato un campanello d'allarme. Ha infatti dichiarato che "per la prima volta in decenni, il numero di testate nucleari è in aumento e i test nucleari sono di nuovo sul tavolo". I lavori all'ONU dureranno fino al 22 maggio.
28 aprile 2026
Redazione PeaceLink

Albert, Pacifist Bulletin

New York – Dal 27 aprile al 22 maggio, l'11ª Conferenza di revisione del Trattato di Non Proliferazione Nucleare (NPT) è presieduta dal Vietnam, rappresentato dall'Ambasciatore Do Hung Viet, Rappresentante Permanente presso l'ONU.

"È uno spirito di impegno costruttivo, dialogo e cooperazione multilaterale quello che deve guidarci", ha dichiarato Do Hung Viet. Parole che assumono un peso particolare se lette alla luce della storia del suo Paese.

L'allarme di Guterres: "Testate in aumento, test nucleari di nuovo sul tavolo"

Il discorso di apertura del Segretario generale dell'ONU, António Guterres, è stato un campanello d'allarme. Ha infatti dichiarato: "Per la prima volta in decenni, il numero di testate nucleari è in aumento e i test nucleari sono di nuovo sul tavolo". Il Presidente vietnamita della conferenza sul TNP (al centro)

Un'affermazione che riporta indietro l'orologio della storia, agli anni più bui della Guerra Fredda, quando il mondo viveva nell'incubo del pericolo costante di un conflitto atomico. Guterres ha descritto l'NPT come "una pietra angolare insostituibile" del regime globale di non proliferazione e disarmo, ma ha dovuto constatare amaramente che i suoi pilastri sono oggi scricchiolanti.

A preoccupare il Segretario generale sono tre fenomeni convergenti:

  • la modernizzazione degli arsenali nucleari da parte delle grandi potenze;

  • l'escalation delle tensioni geopolitiche in molti punti caldi del pianeta;

  • l'erosione della fiducia nei meccanismi multilaterali. La conferenza ONU del 27 aprile 2026 sul TNP

"Occorre ricostruire la fiducia tra i Paesi, promuovere il dialogo strategico e prevenire azioni che potrebbero minare il Trattato", ha esortato Guterres, invitando gli Stati membri a reimpegnarsi sui tre pilastri dell'NPT: non proliferazione, disarmo e uso pacifico dell'energia nucleare.

Il Vietnam: da vittima di una guerra di aggressione a mediatore per un mondo senza nucleare

Il Vietnam è la memoria vivente di ciò che accadde quando gli agenti chimici e bombardamenti massivi vennero scatenati su una popolazione civile. Decenni dopo la fine della guerra, le conseguenze dell'Agente Arancio continuano a segnare il territorio e le persone.

È proprio da questa ferita profonda che nasce oggi la determinazione del Vietnam a farsi promotore del disarmo nucleare. Come ha ribadito l'Ambasciatore Do Hung Viet: "Sosteniamo in modo coerente un disarmo nucleare completo e non discriminatorio".

Un messaggio che Guterres ha voluto sottolineare con forza: la presidenza vietnamita rappresenta un'opportunità per i Paesi in via di sviluppo di far sentire la propria voce nel processo globale di disarmo. E, aggiungiamo, una lezione per i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, spesso i primi a modernizzare i propri arsenali atomici.

Una corsa agli armamenti che preoccupa il mondo

La Conferenza di New York – che riunisce i 191 Stati membri del Trattato – ha un obiettivo ambizioso: trovare misure pratiche per rafforzare l'attuazione del Trattato in un mondo in cui il rischio di una nuova proliferazione è concreto.

Le parole di Guterres risuonano come un monito: il ritorno dei test nucleari "sul tavolo" non è una minaccia retorica. È una possibilità reale, che rischia di infrangere decenni di moratoria informale e di innescare una nuova, pericolosissima corsa agli armamenti.

Un approccio da Paese non nucleare, ma non per questo silenzioso

La scelta del Vietnam come presidente non è casuale. Essendo un Paese non nucleare, il suo ruolo di mediatore è percepito come meno "interessato" rispetto a quello delle potenze atomiche. Proprio per questo, la sua voce può essere un ponte tra il Nord e il Sud del mondo.

"Il Vietnam è impegnato a promuovere l'unità tra gli Stati membri, in particolare amplificando la voce dei Paesi in via di sviluppo, nella ricerca di un mondo libero dalle armi nucleari", si legge nel comunicato diffuso dalla missione vietnamita all'ONU.

E mentre le superpotenze discutono di modernizzazione degli arsenali, Hanoi ricorda al mondo che chi ha subito la guerra non desidera altro che la pace.

Cosa aspettarsi dalla Conferenza

I lavori, iniziati con un dibattito generale, proseguiranno con sessioni approfondite su disarmo, non proliferazione e cooperazione nucleare pacifica. L'auspicio è che la presidenza del Vietnam possa guidare i delegati verso un documento finale basato sul consenso, cosa che non sempre è riuscita nelle precedenti edizioni.

Ma al di là delle dichiarazioni formali, la vera sfida sarà trasformare le parole in azioni concrete, in un'epoca in cui – come ha avvertito Guterres – il fantasma dell'atomica torna ad agitarsi non solo nei discorsi ma anche nelle agende militari dei governi.


Fonti: Vietnam News Agency (VNA), Nazioni Unite (discorso del Segretario Generale António Guterres, 27 aprile 2026).
Crediti fotografici: VNA (ambasciatore Do Hung Viet alla presidenza della Conferenza).

Note: Gli USA si sono mai scusati per la guerra del Vietnam?
No, non si sono mai scusati formalmente. Nel corso dei decenni, Washington ha espresso rammarico per le sofferenze causate dal conflitto, ma non si è mai spinta fino a un formale atto di scuse.

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