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NO ALLE TRIVELLE SULLO JONIO

Acqua,Agricoltura,Turismo ed Archeologia sono a rischio
10 luglio 2007 - NOSCORIE TRISAIA

Dopo la Val d'Agri, le trivelle vogliono fare terra bruciata in tutta la Basilicata. Non parliamo più del tentativo di far fallire il parco della Val d'Agri per far posto alle trivelle (in un parco nazionale è noto che esse non possono operare) o ai tentativi di convincere, con le royalites, (alias il solito piatto di lenticchie) i sindaci delle Dolomiti Lucane e del parco Gallipoli Cognato per perforare anche in quei luoghi.
Il governo della Regione Basilicata ha concesso permessi di coltivazione sulla costa ionica con il silenzio assenso di tutta l'opposizione di centrodestra. A Policoro e in altre località dello Jonio la società Gas Plus Italia infatti intende estrarre gas nella concessione Policoro.
Mentre in tutta Italia si nega alle società petrolifere di effettuare trivellazioni, dalla pianura Padana, dal golfo di Venezia, dalla Sicilia in Val di Noto sino in Toscana, le compagnie petrolifere continuano a far breccia solo in Basilicata,grazie ad una classe politica compiacente.
Il petrolio non è un'energia rinnovabile e tra dieci anni finirà lasciando in Basilicata solo danni ambientali,sociali e morali. Le acque (che sono la nostra vera ricchezza ) sono tra le prime ad essere in pericolo. Nessuno (proprio nessuno ) conosce gli effetti delle trivellazioni sulle dinamiche delle falde acquifere e le trivelle non distinguono i fiumi sotterranei dalle argille e dalle rocce.Abbiamo già problemi di acqua oggi e le città pugliesi di Taranto e Brindisi si dissetano con le autobotti. Per non parlare dei fanghi tossici e dei rifiuti petroliferi derivanti dalle perforazioni che già finiscono in Val Basento, in Val d'Agri e fra poco anche a Guardia Perticara, nella valle del Sauro si intende creare un megaimpianto per lo smaltimento di rifiuti petroliferi (anche le acque del Sauro finiranno nello Jonio). I danni, non solo materiali, sono notevoli e rischiano di pregiudicare l'immagine dei prodotti dall'agricoltura biologica e sul turismo. Come si giustificherebbero le produzioni biologiche in prossimità alle torri petrolifere?. Le estrazioni petrolifere favoriranno la desertificazione. La Basilicata è infatti una regione a rischio desertificazione ed i terreni agricoli del Metapontino rischiano di perdere il loro valore economico. Quali turisti villeggeranno nei nostri alberghi e nei nostri paesi con le vestigie della magna Grecia circondate da torri petrolifere?.Quale sarà la qualità del nostro mare? Le popolazioni del Metapontino ancora una volta non sono state informate per favorire le compagnie petrolifere libere di operare così indisturbate. Invece di discutere di sviluppo con i cittadini, il governo regionale da via libera alle multinazionali del petrolio e del gas anche nel Metapontino ove si sta mettendo in pericolo, dopo le scorie nucleari, il futuro di un intero territorio e di una intera economia . Facciamo pertanto appello alle organizzazioni agricole, a quelle turistiche, ai sindaci perché prendano coscienza della grave situazione che incombe sul territorio e sull' economia rappresentato dal petrolio che ha prodotto come unico effetto certo in Basilicata l'emigrazione e l'arricchimento della lobby petrolifera.

10.07.2007

NOSCORIE TRISAIA

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