Ecologia

RSS logo

Mailing-list Ecologia

< Altre opzioni e info >

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto
  • Conto Corrente Bancario c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink - IBAN: IT65 A050 1804 0000 0001 1154 580
Motore di ricerca in

Lista Ecologia

...

Articoli correlati

  • PeaceLink e Unimondo - L'Europa dei cambiamenti: la coscienza storica
    UNIMONDO Editoriale

    PeaceLink e Unimondo - L'Europa dei cambiamenti: la coscienza storica

    In foto: con Padre Alex Zanotelli e ICAN Premio Nobel per la Pace 2017 per il disarmo nucleare universale
    2 febbraio 2018 - Laura Tussi
  • 4 Novembre 2017: non festa, ma lutto. 100 anni dopo Caporetto: basta guerre!

    4 Novembre 2017: non festa, ma lutto. 100 anni dopo Caporetto: basta guerre!

    Oltre cento anni dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, mentre è tragicamente in corso la "terza guerra mondiale a pezzi", è ora di dire basta. Per questo sosteniamo la Campagna “Un'altra difesa è possibile”.
    1 novembre 2017 - Associazione Antimafie Rita Atria,Centro di Ricerca per la Pace e i diritti umani di Viterbo, Movimento Nonviolento, PeaceLink
  • F-35

    F-35

    La cinica conclusione nella Relazione speciale sulla partecipazione italiana al Programma F-35 Lightning II della Corte dei conti e la cupa posizione dei sindacati confederali. Di fatto le forze aeree straniere che utilizzano l’F-35 saranno costrette a finanziare con 150 milioni di dollari i laboratori software degli Stati Uniti occupati quasi per il 50% da personale statunitense
    1 settembre 2017 - Rossana De Simone
  • Abruzzo, non è la 'ndrangheta che mancava, è la coscienza diffusa che manca

    Abruzzo, non è la 'ndrangheta che mancava, è la coscienza diffusa che manca

    La recente scoperta di una vera e propria rete ‘ndranghetista, che ha cercato di dominare e opprimere la città di Francavilla e il circondario, è l’ultima (in ordine di tempo) dimostrazione che l’Abruzzo “isola felice” (come già scritto mesi fa) esiste solo nelle menti ipocrite di chi non vuol vedere, di chi vuol cullarsi in una pax borghese e disinteressata alle sorti comuni. La realtà dell’Abruzzo è questa da tantissimi anni.
    4 marzo 2017 - Alessio Di Florio
Il commissario Ue all´Ambiente: "Più vicina la procedura nei confronti dell´Italia"

"Non parlateci di emergenza in 14 anni non avete fatto nulla"

Il decreto adottato dal governo offre solo soluzioni limitate e non impedisce le discariche abusive e incontrollate. La situazione è davvero preoccupante, se non si pone un rimedio rapidamente può creare anche problemi sanitari
6 gennaio 2008 - Andrea Bonanni
Fonte: Repubblica

- BRUXELLES - «Mi rifiuto di parlare di "emergenza" perché un´emergenza, per definizione, non può durare così a lungo. E questa situazione, a quanto mi risulta, si trascina da quattordici anni». Il commissario europeo all´ambiente, Stavros Dimas, è esasperato per la crisi dei rifiuti in Campania. E i suoi servizi fanno sapere che potrebbero anche anticipare i tempi per passare alla seconda fase della procedura avviata contro l´Italia.

Commissario, perché l´Italia è sul banco degli accusati?

«Questa procedura è stata aperta nel giugno scorso proprio per la Campania. In maggio il governo aveva adottato un decreto legge sulle misure di emergenza da adottare nella regione per affrontare la crisi dei rifiuti e aprire quattro nuove discariche nei comuni di Serre, Savignano Irpino, Terzigno e Sant´Arcangelo Trimonte. La Commissione ha valutato il decreto ed ha concluso che offre solo soluzioni limitate alla crisi. In particolare manca un approccio sistematico e di lungo termine per risolvere il problema della carenza di una rete adeguata di depositi. E poi il decreto non impedisce le discariche abusive e incontrollate, come sta avvenendo».

Entro gennaio la Commissione minaccia di passare alla seconda fase della procedura. E già la sua Direzione generale ha detto che, «alla luce della situazione di crisi attuale», le risposte che vi ha dato il ministro dell´Ambiente, Pecoraro Scanio, «forse non rappresentano ancora un passo sufficiente». In base a quali criteri deciderete se passare alla seconda fase della procedura.

E che cosa questo può comportare per l´emergenza rifiuti in Campania?

«L´Italia ha risposto adesso alle richieste di spiegazioni che avevamo mandato in ottobre. Valuterò la lettera del ministro anche alla luce di quest´ultima crisi. Se decideremo di passare al secondo stadio della procedura, è chiaro che le dichiarazioni di buona volontà non ci basteranno più. Le autorità italiane dovranno agire, prendere misure concrete e immediate per risolvere la situazione tenendo in considerazione sia le esigenze di salute pubblica sia quelle di protezione ambientale. Occorre raddoppiare gli sforzi per risolvere la crisi sia a breve sia a lungo termine».

In che modo la direttiva comunitaria, se rispettata, avrebbe impedito questo disastro?

«La direttiva europea prevede che gli stati membri prendano le misure necessarie per la raccolta e l´eliminazione dei rifiuti senza danni per la salute umana e per l´ambiente. La direttiva proibisce esplicitamente l´abbandono e la discarica incontrollata dei rifiuti: gli stati membri devono approntare piani che prevedano chiaramente come e dove i rifiuti vengono trattati e stabilire una rete di depositi per il materiale che non può essere recuperato. L´Italia si era impegnata a rispettare pienamente queste norme. Se lo avesse fatto, non ci troveremmo nella situazione attuale».

Ma, a parte la crisi in Campania, l´Italia in generale come affronta il problema del riciclaggio delle scorie?

«Nel 2003 la Commissione ha lanciato una serie di procedure contro l´Italia per un numero molto elevato di discariche abusive: diverse migliaia, stando alle stesse autorità italiane. Nell´aprile 2007 la Corte europea di giustizia ha stabilito che l´Italia non ha adottato le misure previste dalla direttiva. Per ottemperare alla sentenza della Corte l´Italia deve agire velocemente. I miei servizi stanno controllando da vicino l´evolversi della situazione».
Insomma, in questo campo siamo il fanalino di coda dell´Europa.

«Rispettare la legislazione sui rifiuti non è mai facile. Tutti vorrebbero poter produrre spazzatura senza doversi far carico della sua eliminazione: è la tipica mentalità del "dovunque, ma non nel mio cortile". Far accettare la responsabilità dello smaltimento dalla popolazione richiede un grosso lavoro di persuasione a livello locale. Ma se questo è possibile negli altri paesi, e anche in altre regioni italiane, non vedo perché non dovrebbe essere possibile in Campania».

Quanto ritiene siano seri i rischi per la salute pubblica in seguito alla situazione creatasi in Campania?

«È ovvio che la situazione, se non si pone rimedio rapidamente, creerà problemi sanitari. E questa è proprio una delle ragioni per cui la direttiva fa obbligo agli stati membri di non abbandonare i rifiuti e insiste perché vengano prese le misure necessarie ad evitare danni alla salute umana come risultato degli scarichi abusivi. Ma questo dovrebbe saperlo anche il governo italiano».

Ritiene che le misure d´urgenza adottate siano adeguate?

«Tocca alle autorità italiane decidere quali siano i passi migliori per risolvere la crisi. Io mi terrò costantemente informato sull´evolversi della situazione per poter valutare se quanto è stato fatto è sufficiente».

Ha in programma di venire in Italia o di visitare Napoli per discutere la situazione con le autorità nazionali o con quelle locali?

«Se ce ne sarà bisogno, chiederò la creazione di un gruppo tecnico per discutere le misure adottate dalle autorità italiane. I miei servizi hanno già fatto una prima visita sul posto nel giugno scorso e sono pronto a mandarli di nuovo sul terreno. Ma solo se questo può servire a migliorare rapidamente la situazione. Qui davvero non c´è più tempo da perdere».

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.7 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Posta elettronica certificata (PEC)