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Il Governo Termovalorizzatore, poteri straordinari al sindaco di Salerno

Interviene Prodi: i rifiuti trasferiti in altre regioni

Romano Prodi interviene sul caso Napoli: «Il governo si assume tutte le proprie responsabilità riguardo a questa emergenza perché sta mettendo in gioco il paese. Vertice lunedì: discariche anche in aree militari.
6 gennaio 2008
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

- NAPOLI — Tutti ci osservano e non voglio che l'Italia dia questa immagine negativa». Il presidente del Consiglio appena rientrato a Bologna ha parlato della situazione che si è creata nelle province di Napoli e di Caserta. «È una tragedia per tutti i cittadini della Campania. Abbiamo già incominciato a lavorare insieme — ha ricordato —. Lunedì mattina comincio le riunioni con i ministri, poi si agisce. Mi appello alla solidarietà e al lavoro comune di tutti i cittadini e di tutte le forze istituzionali della Campania, ma è un'emergenza che dobbiamo vincere rapidamente».

I ministri convocati per lunedì sono quelli dell'Ambiente, della Difesa e dell'Interno. Nel vertice, come si apprende da fonti governative, sarà in discussione il trasferimento in altre regioni dei rifiuti delle province di Caserta e Napoli (dovrebbero finire già nelle prossime ore a Colleferro, nel Lazio). Per quanto riguarda le aree militari dismesse ne è stata individuata una al confine fra i Comuni casertani di Gricignano e di Marcianise, la cosiddetta «polveriera»; ma le servitù militari in Campania sono numerose, e tantissime le caserme dismesse e inutilizzate con grandissimi capannoni a disposizione. Il sindaco di Gricignano si oppone a una simile soluzione anche se le aree militari non sono di sua competenza. Per quanto riguarda la discarica di Pianura la sua entrata in funzione è stata dilazionata di qualche giorno.

Dalla presidenza del Consiglio si fa anche sapere, in via ufficiosa, che sarà dato lo slancio definitivo alla questione termovalorizzatori, al completamento di quello di Acerra, ma anche a quello, da realizzare di sana pianta, che è stato chiesto dal sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. Per il completamento e la realizzazione degli impianti si pensa a forme speciali di poteri commissariali.

E la conferma che ci si sta muovendo velocemente sulla strada per la realizzazione di questi due inceneritori è arrivata ieri dallo stesso De Luca mentre era impegnato nella distribuzione di doni ai bambini del reparto Pediatria dell'ospedale Ruggi d'Aragona. «Ho parlato con il sottosegretario Enrico Letta — ha annunciato De Luca il quale mi ha confermato che nella prossima settimana il governo Prodi è pronto a firmare l'accordo per realizzare il termovalorizzatore a Salerno. Avevo contattato il ministro Amato e lo stesso Letta alcuni giorni prima di Natale in quanto la mia richiesta inviata al nuovo commissario straordinario per l'emergenza rifiuti Cimmino è fin'ora rimasta senza una risposta. Vista la situazione, ho deciso di chiedere la soluzione direttamente a Roma. A questo punto è evidente la necessità di chiudere nel più breve tempo possibile la partita, è un atto di responsabilità di Salerno verso tutta l'Italia ma è anche una possibilità che Salerno offre al governo per uscire dalla crisi».

Naturalmente soddisfatto il sindaco di salerno ha concluso: «L'amarezza maggiore — ha continuato De Luca — è che nel corso degli ultimi sei-sette anni nulla si è fatto per prevenire questo dramma. Abbiamo creato la più grande discarica a cielo aperto del mondo, abbiamo il più alto livello di diossina d'Italia e la regione con la percentuale tripla di tumori nel triangolo Villaricca-Acerra-Giugliano.

Prendo atto che Bassolino solo oggi si ritiene d'accordo con il termovalorizzatore a Salerno. Se lo costruiremo ciò non significa che non si possa fare anche la centrale termoelettrica: i due impianti non sono in contrasto, anzi sono compatibili nel momento in cui rispettano la legge in materia ambientale. Sono contrario alla centrale unicamente perché si tratta di un affare privato senza ricadute sul territorio salernitano, ma questa città ha bisogno di energia così come l'intera regione».

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