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Gli Ambientalisti scrivono a Casini

Lettera aperta all'On.le Pier Ferdinando Casini

Durante la trasmissione televisiva Annozero del 14 febbraio scorso Lei, parlando dei problemi dell’energia, ha fatto riferimento alle opposizioni degli enti locali, di qualsiasi schieramento, ad opere ed impianti necessari motivate esclusivamente dalla scelta di difendere il proprio “orticello”.
15 febbraio 2008

Egregio Onorevole Pier Ferdinando Casini,

- durante la trasmissione televisiva Annozero del 14 febbraio scorso Lei, parlando dei problemi dell’energia, ha fatto riferimento alle opposizioni degli enti locali, di qualsiasi schieramento, ad opere ed impianti necessari motivate esclusivamente dalla scelta di difendere il proprio “orticello”.

E a tale riguardo ha citato come emblematico il caso del rigassificatore di Brindisi che non sarebbe stato finora realizzato per il “no” di una Giunta di centrodestra.

Ci sia consentito dirLe che quella Giunta (col sostegno dell’intero Consiglio comunale) ha fatto sulla questione del rigassificatore tutto il suo dovere e lo ha fatto per valide ragioni che meritano il massimo rispetto e con scelte che prescindono dal proprio “colore” e dal “colore” diverso dei governi che hanno gestito la scabrosa questione.

Quella Giunta ha fatto il suo dovere perché si è opposta ad una nefandezza in perfetta sintonia con le scelte dell’Amministrazione provinciale e della Regione Puglia.

Una nefandezza sotto il profilo amministrativo perché sono state platealmente violate le norme di legge che prevedono la Valutazione d’Impatto Ambientale e la consultazione delle popolazioni interessate, come ha dovuto rilevare il Governo prendendo atto della fondatezza del procedimento di infrazione aperto dalla Commissione Europea.

Una nefandezza che mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini perché il rigassificatore dovrebbe sorgere nel porto di Brindisi, a ridosso del centro abitato ed in una zona densa di impianti pericolosi e dichiarata a rischio di crisi ambientale.

Una nefandezza sotto il profilo morale perché il procedimento autorizzativo è stato viziato da falsità, corruzioni e intrighi emersi da un inchiesta penale che ha fatto registrare perquisizioni, il sequestro dell’area interessata e numerosi arresti di amministratori dell’epoca e dirigenti della società costruttrice.

La preghiamo, Onorevole, di trovare il tempo in questa difficile campagna elettorale per verificare, attraverso attendibili canali istituzionali, la fondatezza dei fatti (la loro interpretazione è altra cosa) che Le stiamo riferendo. E La preghiamo inoltre, qualora questi fatti dovessero risultarLe sostanzialmente rispondenti al vero, di trovare con cortese sollecitudine il modo per correggere, in virtù della correttezza che certo non Le difetta, l’inesatto giudizio espresso sulla nostra comunità e su una vicenda che tocca i suoi più vitali interessi.

Brindisi, 15 febbraio 2008

Michele DI SCHIENA
del Forum Ambiente, Salute e Sviluppo

Enrico FAVUZZI
di Legambiente

Fabio PROTOPAPA
del WWF

Giorgio SCIARRA
di Italia Nostra

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