Ortona, il Centro oli Eni è «pericoloso» I medici in municipio
I medici hanno sottoscritto un documento in cui si esprime viva preoccupazione per l’impatto ambientale dell’insediamento Eni su un comprensorio di notevole pregio paesaggistico e vitivinicolo, a 800 metri in linea d’aria dal mare. Nel corso dell’incontro, Fratino ha ribadito che la salute pubblica resta al primo posto in ogni discorso e considerazione. Posizione condivisa da Di Stefano, il quale auspica un confronto con i tecnici che hanno dato parere favorevole al progetto. ORTONA. Si è tenuto in municipio un incontro tra il sindaco Nicola Fratino e Fabio Di Stefano, portavoce degli 88 dirigenti medici della Asl Chieti-Ortona che hanno sottoscritto il documento in cui si esprime grande preoccupazione sull’impatto ambientale del Centro oli dell’Eni. «Ho ribadito il nostro fermo no, senza se e senza ma, a questo insediamento in un’area abitata, oltre che di notevole valore paesaggistico e vitivinicolo, a 800 metri in linea d’aria dal mare», dichiara Di Stefano, «tale insediamento pone, secondo noi, delle problematiche in termini di ricadute sulla salute, oltre che di impatto ambientale, sulla produzione agricola specializzata e sul turismo. Da medici, vogliamo soltanto considerare le ricadute sulla salute pubblica». Durante l’incontro, Fratino ha ribadito che la salute pubblica resta al primo posto in ogni discorso e considerazione. «E’ stato un incontro preliminare», dice il sindaco, «ma sui dubbi di natura ambientale e di salute il Comune può fare ben poco, nel senso che le autorizzazioni su questi aspetti sono state rilasciate da altri enti. Ho sottolineato che, in questo caso, il Comune non può essere l’interlocutore diretto, fermo restando che la salute dei cittadini resta al primo posto». Secondo Di Stefano, questa visione della questione è condivisibile. «Un confronto deve essere aperto al più presto con i tecnici che hanno dato parere favorevole dal punto di vista sanitario in modo, a mio giudizio, generale e aspecifico, fissando una serie di condizioni e prescrizioni basandosi più su norme e regolamenti che su un approccio scientifico di un problema molto complesso», sottolinea, «per questo mi farò promotore di una serie di iniziative congressuali patrocinate dall’associazione medici per l’ambiente-Isde Italia, di cui faccio parte, a livello locale, regionale e nazionale circa la tutela dell’ambiente per il diritto alla salute». Sul fronte politico, per Fratino l’unico modo per dare una risposta a chi protesta per il sì o per il no è quello di riportare il Centro oli in consiglio comunale, unica sede deputata a prendere decisioni per la città. «Qualora i consiglieri non se la sentissero, si ricorra al referendum», dice Fratino, «tornare in consiglio è comunque l’unico modo per rispondere a chi è contro il Centro oli senza se e senza ma». (s.f.)
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