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Golfo di Trieste, la truffa dei rigassificatori

Il Ministro Bersani deve essersene accorto. Meglio tardi che mai. Comunque questa sua improvvisa revisione farà arrabbiare non poco il il governatore Illy, ed eleverà di molto la temperatura corporea di quella casta friulana che ritiene il rigassificatore, un diritto acquisito e inalienabile.
21 aprile 2008 - Arnaldo Scrocco (Comitato per la Salvaguardia del Golfo di Trieste)

- Per valutare il grado di preparazione dei cittadini sul problema dei rigassificatori, in data 14/02/08 mettemmo nel nostro sito internet e inviammo ai media, una relazione interrogativa composta da 12 domande. I disposti di Agenda 21 (che tratta della distribuzione informativa alla cittadinanza su problematiche di primaria importanza ), sono state perseguite con oculatezza ? Con incontri pubblici ? Disponibilità d'informatori tecnico-scientifici al di sopra delle parti ? Diciamo di no . Il pubblico, ancora oggi sui rigassificatori ne sa poco, quasi nulla. Ma anche il poco che ha appreso è stato indegnamente manipolato dalla stampa e dalla televisione che sostengono gli adoratori del profitto, dell'utilità, del facile guadagno.

Calpestando ogni regola del giusto vivere; senza il dovuto rispetto per regole, protocolli e leggi specifiche che devono essere un valido presidio allo SVILUPPO SOSTENIBILE di un mondo che gli uomini di oggi devono trasmettere, migliorato nella vivibilità, alle generazioni future all'interno di un ecosistema depurato dai veleni da noi stessi esalati e poter quindi vivere in un mondo sano e finalmente civilizzato. Le 12 domande, che non hanno dato alcun riscontro erano le seguenti :

1) Siete in grado di assicurare che al rigassificatore verranno convogliate le necessarie quantità di GNL (gas naturale liquefatto), come era stato inizialmente previsto dal Ministro Bersani ?

2) Se sì, dite pubblicamente quale sarà il Paese fornitore, la quantità di GNL contrattualizzato per quel rigassificatore ed i termini di durata del contratto di fornitura.

3) Quantificate quanti e quali sono i paesi estrattori di gas naturale che sono contestualmente attrezzati con le infrastrutture funzionanti per sviluppare la relativa liquefazione del gas.

4) Se questi paesi esistono con la promessa fornitura di GNL al rigassificatore indicato, notificare per mezzo di quali navi metaniere essi possono servirsi per il trasporto e la loro relativa capacità di carico e trasporto calcolandola in metri cubi ( navi proprie o prese a noleggio da chi? Quanti i mc : 125.000 - 70.000 - 45.000 ? ).

5) Rispondere se si è a conoscenza o meno che il GNL incombusto è ventuno volte più inquinante del co² ai fini dell'effetto serra.

6) Rispondere se si è a conoscenza che il mare del golfo di Trieste è "quasi" privo di ricambio, sicché è più simile ad uno stagno che a un mare vero e proprio.

7) Per le ragioni di cui ad 6) il cloro, come biocida, nel giro di pochi mesi raggiungerebbe una concentrazione tale da rendere impossibile la sopravvivenza di molte specie animali e vegetali marine. Lo sapevate o no ?

8) Conoscete il contesto della Legge Seveso 2 ? Se sì come pensate di evitarla e sia giusto evitarla.

9) Conoscete il contesto della Legge n°108 del 16/03/2001 con la quale lo Stato Italiano ha ratificato la Convenzione di Arhaus che prevede la partecipazione DECISIONALE dei cittadini in materia ambientale ?

10) Conoscete il contesto della Delibera n°178/205 dell'Autorità Nazionale per l'Energia che impegna lo Stato italiano a rimborsare i gestori degli impianti di rigassificazione se producono poco o nulla per mancanza di metano ? E' di fatto, la manleva dal rischio d'impresa. E chi pagherebbe ? Il cittadino, come sempre nella bolletta dei consumi. Anche di questo eravate stati informati ?

11) Andate a chiedere al Comandante dei VV.FF. se i suoi uomini sarebbero capaci di spegnere un incendio totale di una gasiera. Se ne hanno la capacità, e se i mezzi di spegnimento esistono ( escludendo l'affondamento della nave perché i bassi fondali nel golfo di Trieste non lo consentirebbero ).

12) Parlate con il prof. Scarpa dell'Università di Brescia; interpellate il dott. Grim, biologo e Presidente Consorzio Ittico del golfo di Trieste; interpellate l'emerito prof. Costa, chimico e fisico dell'Università di Trieste; o con il prof. Enrico Nobile, docente di fisica tecnica alla Facoltà di ingegneria dell'Università di Trieste; cercate di entrare in possesso della esaustiva relazione del dott. Livio Sirovich, geologo dell'OGS- Osservatorio Sperimentale di Trieste; leggetevi quanto è stato scritto in materia dal prof. Giuseppe Maschio dell'Università di Padova; affidatevi poi alla lettura di ORO NERO, delle Edizioni scientifiche del Sole 24Ore. Continuate ( la vostra personale ricerca ), leggendo del Gruppo l'Espresso Li MES - Gli Imperi del Mare.

Restiamo in attesa di risposte alle nostre 12 domande. Per conoscere l'opinione dei cittadini sul modus operandi della Regione e delle due società spagnole incaricate di provvedere al programma informativo esaustivo e adeguato all'importanza della nuova attività pericolosa come quella degli impianti di rigassificazione.

Raccomandiamo di non prestare fede alle "cazzate " scritte dal giornalista Andrea Marsanich, della redazione capodistriana de "Il Piccolo ", il quale da perfetto " imbonitore da mercato delle vacche ", insiste a disinformare i cittadini sulle potenzialità d'impiego lavorativo che produrrebbe il proposto rigassificatore della croata Veglia, asserendo che il mostro da 15 miliardi di metri cubi di gas annui, darebbe lavoro a 10.000 lavoratori, confondendo con il rigassificatore che ne assumerebbe al massimo 100 ( cento ), con un mostruoso indotto da 9900 lavoratori. Probabilmente il Marsanich ha moltiplicato per 100, clamorosamente sbagliando il numero degli addetti all'indotto. Quando si parla di queste cose bisogna essere seri.

LA TRUFFA NAZIONALE E REGIONALE SUI RIGASSIFCATORI

A margine della sua visita ufficiale in città, Il Piccolo ha intervistato il Ministro Bersani sui rigassificatori, il quale ha così precisato :

" A Roma non si è potuta perfezionare la pratica per la carenza di disponibilità delle aziende proponenti a produrre una documentazione completa. Ora i Ministro dell'Ambiente sta chiedendo questa documentazione e credo che alla fine della procedura qualcosa accadrà. Certo il rigassificatore a Trieste sarebbe utile ".

Rimarchiamo che la " indispensabile necessità nazionale " " con la quale ce li hanno gonfiati per due anni ", finalmente odora di qualcosa che parla di verità : diventa un semplice aggettivo qual è " utile ", tra l'altro preceduto da un verbo espresso al condizionale. Era tempo che si gettasse la maschera! L'INGANNO, LA MISTIFICAZIONE DELLA NECESSITA' NAZIONALE,

SONO ATTI INDEGNI DI UN PAESE CIVILE.

Il Ministro Bersani deve essersene accorto. Meglio tardi che mai. Comunque questa sua improvvisa revisione farà arrabbiare non poco il simpatico "Riccardino " ( diminutivo amichevole che abbiamo sentito pronunciare al Ministro Bersani quando si riferisce al governatore Illy ), ed eleverà di molto la temperatura corporea di quella casta friulana che ritiene il rigassificatore, un diritto acquisito e inalienabile. Tuttavia resta immutata la censura, da noi pubblicamente espressa, che un Ministro dello Stato italiano, debba prestarsi a rincorrere degli emeriti fannulloni, elemosinando la completezza dei documenti chiesti e richiesti, sollecitati ripetutamente, per quasi cinque mesi. Sembra che in questo nostro Paese, oltre alle varie altre situazioni di criticità, si debba aggiungere anche la totale mancanza di dignità.

Comunque c'è troppa vaghezza sui due progetti di rigassificatori nel Golfo di Trieste. Quello off shore di Endesa quasi sicuramente sparirà per essere stato ingoiato dalle poderose fauci dell'italiana Enel e dalla tedesca E.On. Il ceo di quest'ultima, Wulf Bernotat, discutendo con l'a.d. di Enel, Fulvio Conti, durante la recente conferenza di Madrid, ha espresso la sua perplessità sui rigassificatori italiani : sono in grave ritardo rispetto alla concorrenza specie quella tedesca di E.On il cui rigassificatore dovrebbe sorgere in Croazia, ma anche per il fatto che i paesi liquefatori sono tutti impegnati per almeno 10 anni. Gas Natural è stata recentemente cacciata dall'Algeria e non è in grado di trovare nuovi fornitori di GNL, al punto, come ha rilevato l'a.d. di Edison Quadrino, che i rigassificatori spagnoli sono quasi tutti fermi per mancanza di GNL. Dalle statistiche che ci vengono fornite dal Sole 24 Ore, gli impianti di rigassificazione spagnoli ( cinque ), costruiti per una capacità di rigassificazione totale annua di circa 35 miliardi di metri cubi, ne ha prodotti soltanto 2,6 miliardi. Inoltre, il rigassificatore in progetto a Taranto, allo stato dell'arte, non ha alcun contratto di fornitura. Quello previsto, a Trieste in zona ex Esso è perfino incompleto nella progettazione : manca la pipeline che dovrebbe portare il metano rigassificato alla rete nazionale di distribuzione, ed anche questo impianto non ha alcun contratto di fornitura.

A questo punto il problema si fa serio ed il Ministro Bersani deve farsene carico espondendo pubblicamente ai cittadini la reale situazione sui rigassificatori nel Golfo di Trieste. E' inutile fare chiacchiere all'insegna della demagogia più retriva, che più retriva e bugiarda di così non se ne trova da nessun'altra parte nel mondo civilizzato. Pertanto Egli deve, garantire in primo luogo dove e se esistono i presupposti di natura commerciale che garantiscono la fornitura del GNL per far funzionare "quei mostri del gas", Egli deve ricordare che nelle sue prescrizioni iniziali alle imprese proponenti, imponeva la documentazione di garanzia sulla fornitura certa del GNL per quantità e un numero minimo di 10 anni di fornitura. Che fine hanno fatto queste prescrizioni rigorose ?

Signor Ministro, non faccia promesse e non imponga prescrizioni che, poi, non è in grado di mantenere. Non per nulla è stato emanato il Decreto n° 178 Art. 13, comma II°. Manleva dal rischio d'impresa a chi costruisce rigassificatori in Italia : INDECENTE !

Come altrettanto indecente è l'operato di Riccardino & Co. che per dimostrare quanto la Regione da lui amministrata, non certo nell'interesse diffuso dei cittadini, sia stata rispettosa delle leggi sugli strumenti " ricognitivi e preparatori al consenso sulla idoneità ambientale", affidando l'espletamento degli obblighi previsti da Agenda 21 a chi ? Sentite questa che è bella nel suo assunto paradossale : ai due proponenti ; cioè ad Alpi Terminal srl ( ENDESA ) per il rigassificatore in mezzo al golfo ( off shore ), ed a Gas Natural per quello on shore in zona ex Esso a Zaule.

C'erano i presupposti perché alle riunioni pubbliche ne scaturisse un "gran casino" che, puntualmente, si è materializzato, con un risultato totalmente negativo. Probabilmente affidare il sondaggio con Agenda 21 ai proponenti, sarà stato anche un atto legittimo, ma rimarrà comunque una pubblica barzelletta ( come quella abusata di chiedere all'oste se il vino che vende è buono ), della quale il Riccardino regionale si è fatto trasportare con l'impeto innegabile del buon commerciante che è stato tuttavia di scadente pregio politico ed etico.

CONCLUSIONI

Alle nostre 12 domande nessuno ha risposto, anche perché crediamo che i cittadini non abbiano ricevuto le indispensabili e obiettive informazioni per potersi fare un'idea precisa, vieppiù intralciata dalla costante intrusione informativa portata avanti dai media locali, dove ha fatto spicco il brio disinformativo del Piccolo di Trieste, attraverso una rete di controllo e selezione degli articoli inviati da chi non parlasse in sintonia con le " anomale prerogative democratiche " dei poteri politici e delle caste industriali che, poco a poco, stanno soffocando la nostra bella città ; non solo, ma usurando il patrimonio culturale umano che ha come fine ultimo il traguardo dello " SVILUPPO SOSTENIBILE", che è l'insegna migliore che di sé può dare un Paese a civiltà avanzata.

Comitato per la Salvaguardia del Golfo di Trieste

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