Rigassificatore, torna compatto il fronte del «no»
BRINDISI — Lo Studio di impatto ambientale della Brindisi Lng è fortemente segnato da omissioni e scenari improponibili: lo sostiene Legambiente nelle sue osservazioni al progetto, depositate nell'ambito della procedura di Via recentemente scongelata dal ministero, dopo un blocco legato a palesi carenze documentali. Il Comune e la Provincia di Brindisi hanno già preparato ed approvato un documento unico di osservazioni al progetto, e il no al rigassificatore a Capo Bianco resta confermato e ulteriormente argomentato.
La Regione Puglia ha un paio di settimane in più per depositare le proprie osservazioni, e ieri è stata la volta dell'associazione ambientalista, che ha convocato i giornalisti per un sopralluogo in barca a Capo Bianco (grazie alla collaborazione logistica dell'Istituto nautico e della Lega navale italiana). Legambiente si è presentata con i dirigenti locali e con il responsabile scientifico della segreteria nazionale, Stefano Ciafani, e a ridosso della colmata di Capo Bianco ha dimostrato con gli ecoscandagli che non c'è fondale sufficiente per le supergasiere.
Servirebbero perciò imponenti opere di dragaggio -e relative caratterizzazioni e bonifiche- di cui nel Sia non si parla. Senza fondamento, per restare in tema, il calcolo sull'impatto dell'attracco delle gasiere sui traffici portuali. Brindisi Lng parla di 1 ora per metaniera, calcolando una velocità media di 2 nodi per percorrere le ultime 2 miglia sino al pennello del rigassificatore?
Impossibile, afferma Legambiente, perché metà dell'operazione avverrebbe solo a macchine quasi ferme e per impulso dei rimorchiatori. Il porto, perciò, stante il divieto di ingresso e uscita di altre navi mentre le metaniere sono in evoluzione nei pressi dell'imbocco, resterebbe paralizzato per periodi ben più lunghi di 1 ora.
Legambiente osserva anche che le tabelle sui traffici portuali utilizzate come riferimento da Brindisi Lng sono sempre quelle del 1999. Il Nullaosta di fattibilità (Nof) non è stato integrato, e all'epoca fu giudicato carente sul piano della valutazione del rischio di incidenti. Anche oggi non ci sono nel Sia mappe di rischio aggiornate, e nella statistica degli incidenti industriali avvenuti nell'area, Brindisi Lng lascia le caselle vuote. Ma, ricorda Legambiente, dimentica l'esplosione del cracker del Petrolchimico e l'incendio della gasiera Val Rosandra. I rischi ci sono, e come. E la società inglese li nasconde.
Articoli correlati
Valutazione di Impatto AmbientaleOsservazioni di PeaceLink sul progetto di rigassificatore a Taranto
L'Associazione PeaceLink ha presentato ufficialmente un dossier tecnico di osservazioni critiche nell'ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) relativo alla proposta di un terminale di rigassificazione GNL nel Porto di Taranto. Il documento è allegato a questa pagina web.3 marzo 2026 - Associazione PeaceLink
Il dibattito sulla decarbonizzazione dell'ILVAUna nave rigassificatrice a Taranto per “decarbonizzare”? Ma il GNL è peggio del carbone
Secondo Robert Howarth, docente di ecologia alla Cornell University, “il GNL è peggiore del carbone”. Le sue parole sono nette: “Il gas naturale e il gas di scisto fanno tutti male al clima. Ma il GNL è il peggiore”.23 luglio 2025 - Alessandro Marescotti
BrindisiSit-in di solidarietà con la Ocean Viking
L'iniziativa ha condannato il fermo amministrativo di 20 giorni imposto alla nave di SOS Mediterranee, giunta venerdì scorso nel porto di Brindisi con a bordo 261 migranti (di cui 68 minori), soccorsi in quattro operazioni a largo della Libia.12 febbraio 2024- Cammina con me!
L'insopportabile contraddizione-performance 100 km a piedi per dire no alla puglia dei veleni
L'iniziativa di Noel Gazzano, un'artista e un'antropologa che pianterà la canapa lungo il percorso che va da Brindisi a Taranto, dopo averla fatta germogliare su una barella.
Partirà il 19 aprile da Brindisi e arriverà a Taranto il 22.
E' stato avviato un crowfounding per sostenere l'iniziativa.13 aprile 2016 - Fulvia Gravame
Sociale.network