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Livorno al top dell'inquinamento

Secondi in Italia per le emissioni industriali di Rosignano e Piombino. Le cifre più preoccupanti per la città capoluogo arrivano dall'Enel e dalla raffineria
23 ottobre 2008
Luciano De Majo
Fonte: Il Tirreno

Raffineria ENI di Livorno
LIVORNO. Se lasciamo da parte Taranto, secondo l'Inventario delle emissioni e delle loro sorgenti siamo la provincia più inquinata d'Italia. Provincia e non città capoluogo, concetto da chiarire prima di ogni altra considerazione, visto che la gran parte delle sostanze inquinanti arriva dalle grandi industrie distribuite nel territorio provinciale.

Ciò che salta all'occhio sono i 2930 chili di arsenico e i 5495 chili immessi in acqua dalla Solvay di Rosignano.

Numeri che fruttano, alla nostra provincia, il primo posto a livello nazionale nelle emissioni di arsenico e il secondo in quelle di piombo. Sempre la Solvay si nota per le emissioni di mercurio.

Scendendo più a sud, invece, colpiscono gli oltri 9mila chili di cianuri scaricati in mare dalla Lucchini, a Piombino. I dati, che risalgono al 2006 e fanno parte dell'Inventario delle emissioni, sono stati rielaborati dall'associazione Peacelink, che ha redatto una graduatoria mettendo insieme tutti gli indicatori riguardanti le emissioni industriali.

La parte nord della provincia, quella che comprende la città capoluogo, si distingue per l'emissione in aria di macroinquinanti come anidride carbonica, ossidi di azoto e ossidi di zolfo. Le emissioni della centrale Enel di via Salvatore Orlando, per esempio, sfiorano le 800mila tonnellate l'anno.

Quelle della raffineria Eni arrivano quasi a 500mila tonnellate, mentre assai superiori sono quelle delle varie centrali che si trovano a Piombino: dall'Enel a quella interna alle Acciaierie. Per ciascuno dei 336mila abitanti della provincia di Livorno, vengono immesse in aria 28,64 tonnellate di anidride carbonica. Anche in questo caso, la media sale a Piombino (si sfiorano le 165 tonnellate per abitante) e scende nell'area Livorno-Collesalvetti, dove il rapporto è di 12 tonnellate per abitante.

Mancano, da questi dati, quelli riferiti alle cosiddette «emissioni diffuse», provenienti dal traffico delle auto, presente in tutte le realtà e quindi sicuramente da tenere in considerazione ai fini dell'inquinamento complessivo. Su queste cifre, frattanto, si registrano anche alcune prese di posizione politiche. La consigliera regionale di An Marcella Amadio ha annunciato una interrogazione urgente agli assessori regionali all'ambiente e alla sanità nella quale chiederà anche «i nuovi dati sulle emissioni industriali visto che questi si riferiscono al 2006».

Secondo il presidente della Commissione ambiente e territorio del Consiglio regionale Erasmo D'Angelis (Pd) occorre invece «aumentare in qualità i controlli sugli agenti atmosferici, rendendoli permanenti e più rigorosi». D'Angelis fa anche notare che però «nella direzione di una politica di maggiori e più qualitativi controlli sono quasi azzerate le risorse statali. Il Governo Berlusconi ha fatto la magia di far sparire le poche risorse previste dalla Finanziaria Prodi per il disinquinamento, l'abbattimento degli inquinanti e a favore del trasporto pubblico locale».

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