Mons. Benigno Papa non aveva aderito alla marcia contro l'inquinamento paventando il rischio un "inquinamento spirituale"
L'Arcivescovo di Taranto ringrazia Riva per una generosa donazione
"Vogliamo ringraziare Dio – scrive mons. Benigno Papa - per questo dono della Sua Provvidenza" e annuncia che il patron dell'acciaieria rimetterà a posto la chiesa che si affaccia sulla "ciminiera della diossina", il camino E312.
3 maggio 2009
"Ho la gioia di annunciarvi che ho ricevuto una missiva del Presidente dell'Ilva, l'ing. Emilio Riva", scrive l'arcivescovo di Taranto Benigno Papa ai fedeli della parrocchia Gesù Divin Lavoratore per annunciare che il Gruppo Riva pagherà i lavori di consolidamento e ripristino della chiesa. La parrocchia Gesù Divin Lavoratore è la chiesa del quartiere Tamburi, il più inquinato d'Italia. E' sovrastata dal camino E312 dell'Ilva di Taranto, da cui fuoriesce la diossina. Il suo parroco è padre Arcangelo Catapano. Alla manifestazione del 29 novembre 2009, a cui parteciparono 20 mila persone, non fu presente l'Arcivescovo di Taranto.

Ilva-Taranto paga restauro del Gesù Divin Lavoratore
TARANTO - Il presidente dell'Ilva, Emilio Riva, ha scritto una lettera all’arcivescovo di Taranto, mons.Benigno Luigi Papa, comunicandogli che si farà carico dei lavori di consolidamento e ripristino della parrocchia Gesù Divin Lavoratore. Lo ha annunciato lo stesso arcivescovo in una missiva inviata a padre Arcangelo Catapano, parroco della chiesa del rione Tamburi. “Vogliamo ringraziare Dio – scrive mons. Benigno Papa - per questo dono della Sua Provvidenza, che ci giunge proprio nell’occasione della vostra festa”. “Il presidente Riva mi ha espresso le motivazioni che hanno indotto il suo Gruppo a tale atto di generosa attenzione. Egli – aggiunge l’arcivescovo – mi scrive di aver aderito volentieri alla mia richiesta perché‚ riconosce alla nostra comunità ecclesiale e a questa comunità, in particolare, il merito di prestare un’indispensabile e disinteressata opera di promozione umana e sociale; attesta inoltre gratitudine ai Padri Giuseppini del Murialdo che da tanti anni sono presenti all’Ilva come cappellani ed, infine, vuole esprimere così l’attenzione costante che il suo gruppo riserva a questo quartiere dei Tamburi”. “Ho già scritto all’ing. Riva – conclude l’arcivescovo – per esprimergli la mia e vostra riconoscenza”.
Gazzetta del Mezzogiorno, 2 maggio 2009
Note: Ecco chi finanzia i lavori della parrocchia Nel febbraio del 2007 Emilio Riva è stato condannato a tre anni di reclusione e Claudio Riva a 18 mesi per omissione di cautele contro gli infortuni sul lavoro e violazione di norme antinquinamento, con riferimento alla gestione della cokeria dell'impianto di Taranto. (La Gazzetta del Mezzogiorno, 12 febbraio 2007). Tale condanna è stata confermata in secondo grado. Infatti il 10 ottobre 2008 la sezione distaccata di Taranto della Corte d’Appello di Lecce ha condannato alla pena di due anni di reclusione il presidente dell’Ilva, Emilio Riva, e ad un anno e otto mesi il direttore dello stabilimento tarantino, Luigi Caporosso. I due erano accusati di getto pericoloso di cose, danneggiamento aggravato, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro nel reparto cokerie. Sulla base dei dati 2006 INES (Inventario Nazionale Emissioni e loro Sorgenti) si stima che l'Ilva emetta il 92% dell'ammontare annuo delle emissioni industriali di diossina (91,5 grammi di PCDD/PCDF su un totale nazionale di 99,5 grammi/anno). Fonte: Wikipedia, voce "Gruppo Riva"
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