Raduno alle ore 9.30 nel piazzale Bestat
Taranto: marcia per difendere i bambini dall'inquinamento
La manifestazione, organizzata dal Fondo Antidiossina, partirà il 2 aprile. In preparazione il ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo per ottenere il trasferimento delle famiglie e dei bambini che vivono a ridosso dell’acciaieria
Fonte: Agenzia stampa Redattore Sociale - 31 marzo 2011
TARANTO - “Salviamo i bambini di Taranto” è il nome della manifestazione che partirà il prossimo 2 aprile per denunciare la “sempre più precaria situazione ambientale e sanitaria in cui versa il territorio jonico”, come si legge sul comunicato del Fondo Antidiossina che organizza l'evento. In particolar modo l'evento è dedicato a tutti i bambini di Taranto ed in particolar modo a quelli che vivono a pochi metri dai camini dell’area industriale.

“Gli sforamenti dei limiti di legge dei cancerogeni immessi nell’ambiente sembrano non arrestarsi mai – ha dichiarato Fabio Matacchiera, rappresentante del Fondo Antidiossina - coinvolgendo specialmente i quartieri limitrofi all’area industriale. Ed è proprio per questo motivo che il Fondo Antidiossina Taranto Onlus ha chiesto alla Questura di Taranto di poter manifestare in strada, per il prossimo 2 aprile”. Nel comunicato diffuso dal Fondo Antidiossina si legge: “Solo per avere un’idea, nella più grande acciaieria d’Europa coesistono oltre 200 camini, a cui si devono aggiungere altre decine di fumaioli presenti nella raffineria Eni, nella Cementir e nelle altre industrie limitrofe. Tutto questo sta causando un costante pericolo per la salute pubblica ed una condizione di vita molto disagiata, sia dal punto di vista sanitario che ambientale. In particolar modo, i più penalizzati sono coloro che, non avendo la possibilità di acquistare altrove nuove case, sono costretti a vivere più a stretto contatto con i fumi e con le polveri diffuse specialmente dall’Ilva”.
Il Fondo Antidiossina Taranto ha preso contatto con alcuni avvocati perché presentino ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, affinché venga tutelata la vita e la salute dei tarantini. L’azione ha lo scopo di obbligare lo Stato italiano e le istituzioni pubbliche ad adottare tutte le misure idonee alla tutela dei diritti fondamentali di tutti gli abitanti di Taranto e in particolare di quelli del rione Tamburi, che si trova maggiormente a ridosso dell'area industriale. La Corte potrebbe accordare un risarcimento dei danni subiti ma sopratutto fare in modo che si intervenga per il trasferimento delle famiglie e dei bambini che vivono a ridosso dell’acciaieria.
Note: Per gentile concessione dell'agenzia stampa Redattore Sociale (www.redattoresociale.it).
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