Che cos'è lo slopping?
Poche settimane fa abbiamo letto su diversi giornali alcune affermazioni di un fiduciario dei Riva, nell'ambito dell'inchiesta sulla presenza di una struttura ombra all'interno della società.
Uno degli indagati durante un interrogatorio ha affermato chiaramente che a Genova non sarebbe mai stato possibile il fenomeno dello splopping, mentre a Taranto l'Ilva poteva agire indisturbata senza che nessuna autorità puntasse il dito contro l'azienda, chiedendo spiegazioni su quelle dense nubi rosse che invadevano il cielo, di giorno, e soprattutto di notte.
Mettendo per un attimo da parte la rabbia e l'indignazione per l'ennesima conferma del fatto che la vita dei Tarantini sia sstata considerata di minor valore rispetto a quella dei genovesi tanto da produrre con modalità inconcepibili nell'impianto ligure, almeno stando alle dichiarazioni dei fiduciari indagati, cerchiamo di capire meglio cosa sia lo slopping.
Attraverso il supporto di un video realizzato da Fulvia Gravame, che fa riferimento ad un Convegno tenutosi qualche mese fa nell'ex Covento di S. Francesco, la sede universitaria della nostra città, cercheremo di capire meglio questo fenomeno.
Facciamo riferimento dunque alle parole pronunciate da Maria Spartera, tecnico dell'ARPA Puglia, che ci spiega il processo di produzione dell'acciaio:
l'altoforno converte la ghisa in acciaio attraverso i convertitori. Per prima cosa si deve abbassare il contenuto di carbonio presente. Questo avviene nei convertitori attraverso l'aggiunta di rottami ferrosi e l'insuflaggio di ossigeno. L'ossigeno reagisce con il carbonio e si produce ossido di carbonio. In questa fase si produce la scoria che produce il fenomeno dello slopping, ovvero la famosa fumata rossa. In effetti il convertitore ha un impianto di aspirazione. Ma se si verifica una situazione instabile nella fase della scoria e si provoca una schiuma eccessiva, abbiamo una forte polverosità chiamata slopping.
Ovviamente abbiamo semplificato molto un fenomeno che risulta essere molto complesso e per questo vi invitiamo a guardare il video con l'intervento della dott.ssa Spartera.
Capire ciò che accade in un'azienda come l'Ilva che insieme ad altre industrie pesanti, contribuisce ad avvelenare la nostra aria, la nostra terra ed il nostro mare è un modo per combattere meglio l'inquinamento. A Taranto si è cercato di tenere nascoste le inadempienze ad esempio dell'AIA ILVA, di modo che non si comprendesse quali vantaggi poteva averne la proprietà e quali danni la città: se come sembra attraverso alcuni sotterfugi o inadempienze delle prescrizioi AIA, i Riva sono riusciti a massimizzare la produzione e il profitto a scapito della salute dei cittadini, ciò è un fatto molto grave che non si deve ripetere.
Mantenere i cittadini nella completa ignoranza, mostrando solo il lato positivo della produzione, ovvero i posti di lavoro, senza mai citare quelli che si sono persi e che si stanno perdendo, senza far conoscere gli ingenti profitti dei proprietari dell'acciaieria, non ricordare che alcuni di loro sono pregiudicati per reati ambientali, è un modo scorretto di affrontare la coesistenza tra una zona industriale grande come quella di Taranto e una città di duecentomila abitanti. Il denaro che i Riva hanno generosamente donato a numerosi soggetti istituzionali e non, sotto forma di contributi di vario tipo, a cosa è servito se non a impedire una discussione franca sul destino di questa città? Continuare a a negare che quelle dense nubi rosse che si levano al cielo per Taranto rappresentano la morte è una tale follia che vi invitiamo a guardare il filmato.
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