Ecologia

RSS logo

Mailing-list Ecologia

< Altre opzioni e info >

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto
  • Conto Corrente Bancario c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink - IBAN: IT65 A050 1804 0000 0001 1154 580
Motore di ricerca in

Lista Ecologia

...

Articoli correlati

  • TV belga si occupa dell'ILVA di Taranto

    TV belga si occupa dell'ILVA di Taranto

    1 marzo 2018 - Alessandro Marescotti
  • Ecco come puoi aiutare PeaceLink
    Con bonifico su Banca Etica o alla Posta con il bollettino

    Ecco come puoi aiutare PeaceLink

    Da ora una novità: puoi donare anche con PayPal, carta di credito o carta prepagata PostePay. O con la carta Evo di Banca Etica.
    Redazione Peacelink
  • Come tutelare la salute in fabbrica
    Materiale didattico per i lavoratori

    Come tutelare la salute in fabbrica

    Il d.lgs. 81/2008 prevede che sia il datore di lavoro a predisporre tutte le misure efficaci a proteggere la salute dei lavorato. In base a tale normativa egli "dispone, su conforme parere del medico competente, misure protettive particolari con quelle categorie di lavoratori per i quali l'esposizione a taluni agenti cancerogeni o mutageni presenta rischi particolarmente elevati".
    18 febbraio 2018 - Alessandro Marescotti
  • Campagna informativa di PeaceLink per i lavoratori delle cokerie
    Se avete assorbito cancerogeni ecco come verificarlo controllando le urine

    Campagna informativa di PeaceLink per i lavoratori delle cokerie

    Troppi sono morti. E' venuto il momento di saper controllare le analisi e di imparare a capire i dati dell'idrossipirene urinario. Si lavora per vivere, non per morire.
    17 febbraio 2018 - Alessandro Marescotti
L'impegno di Fabio Matacchiera

Taranto può essere salvata con la forza della volontà e un impegno eccezionale

Ha trainato a nuoto a Taranto assieme a Giuseppe D'Andria un'imbarcazione di 26 tonnellate con un centinaio di bambini a bordo per protestare contro l'inquinamento industriale
29 settembre 2013 - Alessandro Marescotti

Oggi voglio scrivere di Fabio Matacchiera, che per sollevare l’attenzione dell’opinione pubblica nazionale e internazionale sull’inquinamento, ha trainato a nuoto a Taranto un'imbarcazione di 26 tonnellate con un centinaio di bambini a bordo. I bambini con la scritta "Grazie Todisco"

Sulla barca campeggiava la scritta "GRAZIE TODISCO", a sostegno del GIP Patrizia Todisco e della magistratura tarantina che sta indagando sul disastro ambientale di Taranto. In un altro cartello c'era scritto: "BASTA ASPETTARE, VOGLIAMO CAMBIARE":

L’impresa era sembrata in un primo momento al limite dell’impossibile.

Fabio Matacchiera ha nuotato febbricitante ma è riuscito a farcela assieme al suo compagno di nuoto Giuseppe D'Andria. Hanno fatto tutto senza pinne, attraversando il canale navigabile e passando sotto il ponte girevole sostenuti dagli applausi scroscianti della folla. L'arrivo dei nuotatori (di spalle). Sull'imbarcazione si legge la scritta "BASTA ASPETTARE, VOGLIAMO CAMBIARE"

Fabio Matacchiera è una persona a cui Taranto deve molto, anzi moltissimo.

Fondò nel lontano 1991 l’associazione Caretta Caretta per la difesa del mare di Taranto. E con quel gruppo di volontari a Taranto vi fu un primorisveglio della coscienza popolare e della volontà di lottare contro l’inquinamento. Fabio Matacchiera andò agli scarichi dell’acciaieria, quando era ancora in mano pubblica, per documentare le condizioni di degrado e di contaminazione provocata dalle acque reflue. Prelevò i campioni nerastri e puzzolenti dei fondali, li fece analizzare, mise sotto accusa non solo gli inquinatori ma anche gli organi di controllo di allora. Poi arrivò l’Ilva dei Riva, della gestione privata.

Fabio Matacchiera attaccò anche la nuova gestione. Denunciò inoltre l’inquinamento provocato da una serie di altri soggetti che avevano avuto responsabilità nell’inquinamento del bellissimo mare di Taranto. Fu massacrato. Piovvero su di lui querele a non finire. Uscì di scena amareggiato, sfiduciato nella possibilità che la città potesse rialzarsi. Seguirono gli anni bui del disinteresse e della rassegnazione. Era la fine degli anni Novanta e Taranto sembrava essere entrata nel tunnel della rassegnazione definitiva. Quando nel 2005 emerse lo scandalo della contaminazione da diossina, Fabio Matacchiera aveva ormai messo a posto tutti i processi contro di lui: vincendoli. Poteva finalmente ritornare in campo.

Lo ha fatto creando un Fondo Antidiossina per analizzare il latte materno, le cozze, le lumache. Grazie al suo impegno e alla analisi da lui promosse, si è scoperto che a Taranto anche le cozze del primo seno del mar Piccolo, un tempo meravigliose, sono contaminate da diossina. Nel 2011 – con la sua denuncia – è emerso che non potevano essere consumate. Fabio Matacchiera e Giuseppe D'Andria trainano l'imbarcazione da 26 tonnellate. Nuotano senza pinne

Fra il Fondo Antidiossina e PeaceLink nel tempo si è creata un’alleanza che è arrivata fino Bruxelles, nell’impresa di sollecitare la Commissione Europea ad avviare un processo di investigazione sul caso Ilva. Pochi giorni fa l'UE ha avviato una procedura di infrazione, dopo duecentosettanta lettere scritte da Antonia Battaglia, esperta di relazioni internazionali e attivista sia di PeaceLink che del Fondo Antidiossina.

Oggi Fabio Matacchiera in mare ha nuotato trainando senza sosta le sue 26 tonnellate. Come a dire: nulla è impossibile e Taranto può essere salvata con la forza della volontà e un impegno eccezionale.

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.7 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Posta elettronica certificata (PEC)