Messa in mora dell'Italia sul caso Ilva

Commissione Europea: "PERICOLO IMMEDIATO PER LA SALUTE UMANA"

Il comunicato stampa di Peacelink sulla procedura di infrazione della Commissione Europea
16 aprile 2014
Redazione Peacelink

marescotti e battaglia alla commissione europea a bruxelles

PeaceLink accoglie con soddisfazione la nuova lettera di messa in mora che la Commissione Europea ha notificato oggi all'Italia sulla vicenda Ilva/Taranto.

La nuova messa in mora costituisce un appliamento molto importante della procedura di infrazione lanciata dalla Commissione Europea il 26 settembre 2013, in quanto ne rafforza il quadro legale aggiungendo importanti richiami a nuove violazioni.
 
Secondo la Commissione Europea, l'ILVA non sta tuttora rispettando le condizioni previste dalla direttiva IPPC ("Industrial Pollution Prevention and Control"). L'Esecutivo comunitario contesta all'Italia che l'Ilva stia violando anche la Direttiva Seveso sulla prevenzione dei rischi di incidenti industriali rilevanti, e, ancor di più, anche la Direttiva sulle emissioni industriali (2010/75/EU). La nuova lettera di messa in mora riguarda punti fondamentali della questione Ilva quale i rifiuti, il loro stoccaggio, gli scarichi delle acque utilizzate negli impianti, l'inquinamento dei suoli e delle aree vicine allo stabilimento. 
 
Ecco i punti rilevanti contenuti nella lettera di messa in mora e che PeaceLink ha tradotto:
 
- Considerata l'evidenza del fatto che l'ILVA stia ancora causando un importante inquinamento, la Commissione ha reputato che l'Italia violi gli articoli 11 e 12 della Direttiva sulle Emissioni Industriali. Questa decisione mantiene e riconferma la messa in mora di settembre relativamente alla direttiva Ippc, ampliandola con nuovi rilievi riguardanti le condizioni previste dall'autorizzazione a produrre dell'ILVA, la cui produzione sarebbe dovuta essere regolata dall'AIA ma che non è stata attuata e quindi ha causato un "inquinamento significativo" dell'area circostante. Criticità citate dalla Commissione riguardano: il suolo, i rifiuti, il loro utilizzo, le acque di scarico e di raccolta, la protezione del suolo e della falda acquifera, la cessazione di attività.

- La Commissione nota che nell'autorizzazione AIA non vi sono tutti i necessari requisiti né per quanto concerne le discariche interne allo stabilimento, né per la gestione dei rifiuti, dei prodotti di scarto della lavorazione e le acque reflue.

- La Commissione parla di evidenza del fatto che "le condizioni attestate nell'autorizzazione ILVA (AIA) costituiscono un PERICOLO IMMEDIATO PER LA SALUTE UMANA. Le condizioni di produzione dell'ILVA rappresentano una minaccia di immediati effetti avversi anche sull'ambiente ed impongono all'Italia l'obbligo di sospendere le operazioni delle parti rilevanti dello stabilimento" (Direttiva Emissioni industriali, art. 8.2, secondo paragrafo). ilva di taranto
 
La Commissione Europea reputa che, in base all'articolo 8.2 della direttiva, l'Italia era obbligata, a "sospendere l'attività dell'impianto o delle sue parti pertinenti". A Bruxelles non risulta che l'Italia abbia sospeso le attività dell'Ilva.
Un ulteriore punto di decisione, infine, riguarda la Direttiva Seveso (96/82/CE) sulla prevenzione dei grandi incidenti industriali che comportano rilascio di sostanze pericolose.
Gli Stati membri hanno l'obbligo di pubblicare e aggiornare ogni cinque anni dei "rapporti di sicurezza", ma per l'Ilva l'ultimo rapporto è stato pubblicato nel 2008.  

Il ruolo di PeaceLink nella procedura di infrazione è stato riconosciuto dal portavoce della Commissione, che ha citato l'associazione per il lavoro svolto con la Commissione.  

Per PeaceLink

Antonia Battaglia
Luciano Manna
Alessandro Marescotti
www.peacelink.it

Articoli correlati

  • Addio a Ernesto Burgio, il medico che ha dato voce ai bambini esposti all'inquinamento
    Ecologia
    Pediatra, ricercatore e divulgatore scientifico

    Addio a Ernesto Burgio, il medico che ha dato voce ai bambini esposti all'inquinamento

    Burgio ha dedicato gran parte della sua vita a comprendere come l'inquinamento possa influire sullo sviluppo dei bambini, contribuendo a diffondere nel nostro Paese le conoscenze sull'epigenetica e sulle origini ambientali di molte malattie.
    6 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
  • Cosa sono le "zone di sacrificio"?
    Cittadinanza
    Il caso dell'ILVA di Taranto nel rapporto ONU

    Cosa sono le "zone di sacrificio"?

    Sono zone devastate da attività industriali o estrattive, spesso contro la volontà delle popolazioni che sopportano un peso sproporzionato di rischi sanitari e ambientali, sacrificando la propria salute per il sistema economico. Il rapporto ONU è allegato a questa pagina web.
    27 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
  • Vittoria del NO popolare al Referendum costituzionale
    Sociale
    La Costituzione Italiana è stata protetta dai cittadini

    Vittoria del NO popolare al Referendum costituzionale

    Dal sequestro degli altoforni ILVA alle lotte contro lo "scudo penale", abbiamo sostenuto la magistratura che indagava sul disastro ambientale, tutelando la salute pubblica. L'abbiamo difesa dalle interferenze governative. Oggi il NO è una vittoria per tutelare il potere di quella magistratura.
    23 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
  • ILVA, una lotta durata 18 anni
    Ecologia
    Il decreto del Tribunale di Milano impone il fermo degli impianti inquinanti

    ILVA, una lotta durata 18 anni

    La dichiarazione dell'avvocato Maurizio Rizzo Striano, protagonista dell'azione inibitoria accolta dal Tribunale civile di Milano.
    27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 3.7.1 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)