Ecologia

Lista Ecologia

Archivio pubblico

A Taranto, come a Brescia, rischia di fallire il principio "chi inquina paga"

ILVA, quei soldi non all'AIA ma alle bonifiche ambientali

PeaceLink ha espresso contrarietà al riutilizzo nell'ILVA del miliardo e 200 milioni sequestrato dalla magistratura milanese per presunta evasione e frode fiscale.
2 novembre 2014
Alessandro Marescotti (Presidente di PeaceLink)
Fonte: Pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 2 novembre 2014
PeaceLink ha espresso contrarietà al riutilizzo nell'ILVA del miliardo e 200 milioni sequestrato dalla magistratura milanese per presunta evasione e frode fiscale. Ilva e le bonifiche

Sulla Gazzetta del 30 ottobre, Domenico Palmiotti scrive di non capire la posizione di PeaceLink  e puntualizza: "Noi pensiamo che si 'uccide' Taranto se l'Ilva non viene bonificata, se si tengono gli impianti così come sono e se le prescrizioni dell'AIA rimangono sulla carta".
Colgo quindi l'occasione per spiegare meglio la posizione di PeaceLink facendo un esempio. 

Immaginiamo che io sia un camionista che froda il fisco. E quindi un evasore. Mi fermano i carabinieri e scoprono che il mio camion ha i freni malfunzionanti e le gomme usurate. I magistrati sospettano che io sia addirittura responsabile di incidenti mortali per via di quei freni malfunzionanti. Contemporaneamente la Guardia di Finanza scopre che ho frodato il fisco. Cosa succede in una nazione normale dove vige il principio di legalità? Mi fermano il camion perché sono un pericolo pubblico e mi fanno pagare le tasse. Ma se sono un camionista italiano che conosce un po' di parlamentari potrei anche ottenere due belle leggi. La prima mi consente di circolare lo stesso, anche se sono un pericolo pubblico, purché io mi impegni a fare dei lavori ai freni e il cambio delle gomme che nel frattempo però non faccio (in cambio tuttavia prometto di andare a velocità contenuta). La seconda legge mi consente di pagare i lavori di messa a norma del camion (gomme e freni nuovi) proprio con i soldi che ho frodato al fisco. E' la quadratura del cerchio, all'italiana.

Non credo di avere bisogno di altre parole per spiegarmi. Dubito che tutto questo possa essere accettato dall'Europa dove gli altri camionisti francesi, tedeschi e via discorrendo sono obbligati a tenere in regola i loro camion e a pagare le tasse.

Un'ultima annotazione. A Brescia ha funzionato per molto tempo la Caffaro, una fabbrica di apirolio che ha prodotto buona parte di questo terribile olio cancerogeno che ha inquinato sia Taranto sia Brescia. Alla Caffaro è stato attribuito l'inquinamento dei suoli a Brescia. Quando a Brescia è stato deciso di chiedere un risarcimento alla Caffaro, quella fabbrica era già fallita. Se i beni della Caffaro fossero stati messi sotto sequestro prima del fallimento, oggi Brescia potrebbe sperare in una bonifica dei suoli. La magistratura tenta a Taranto di evitare che accada quello che è accaduto a Brescia. Ma se si fanno le leggi per usare nell'AIA dell'ILVA il "tesoretto" che dovrebbe servire per garantire risarcimenti e bonifiche future, vorrei sapere che differenza ci sarà fra Taranto e Brescia.

Articoli correlati

  • ILVA: la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo dà nuovamente ragione ai cittadini
    Ecologia
    Il 22 maggio manifestazione in piazza contro il dissequestro degli impianti siderurgici

    ILVA: la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo dà nuovamente ragione ai cittadini

    Le quattro condanne di oggi verso l'Italia sono la plastica evidenziazione di tutte le inadempienze dei governi che si sono succeduti. Le quattro condanne di oggi della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) confermano Taranto come "zona di sacrificio" dei diritti umani.
    5 maggio 2022 - Associazione PeaceLink
  • Ex Ilva: Tar Lecce, superato diritto compressione salute
    Ecologia
    Dichiarazioni forti in materia di diritti

    Ex Ilva: Tar Lecce, superato diritto compressione salute

    Il Presidente del Tar di Lecce, Antonia Pasca, ha parlato dell'Ilva all'inaugurazione dell’anno giudiziario. Nel 2021 il Tar confermò invece l’ordinanza di chiusura dell'area a caldo del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.
  • Eccessi di mortalità nei tre quartieri di Taranto più vicini all'area industriale
    Citizen science
    Raffronto fra la mortalità dei quartieri più inquinanti di Taranto e la mortalità regionale

    Eccessi di mortalità nei tre quartieri di Taranto più vicini all'area industriale

    Dal 2011 al 2019 in totale vi sono 1075 morti in eccesso di cui 803 statisticamente significativi.
    L'eccesso di mortalità medio annuo è di 119 morti di cui 89 statisticamente significativi.
    L'intervallo di confidenza considerato è del 90%.
    13 maggio 2021 - Redazione PeaceLink
  • Pace
    Ci costituiamo in base all'art. 11 della nostra Carta Costituzionale: "L'Italia ripudia la guerra"

    Documento del Comitato per la Pace di Taranto

    Sabato 26 febbraio saremo in presidio a Taranto esprimendo la nostra preoccupazione per l'escalation militare. Chiediamo all'Italia e all’Europa di adoperarsi diplomaticamente per evitare il conflitto. Diciamo no all'estensione della Nato all'Ucraina e a nuove armi nucleari Usa in Europa.
    21 febbraio 2022 - Comitato per la Pace di Taranto
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.44 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)