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ILVA, europarlamentari a Taranto

Pubblichiamo l'intervento di Antonia Battaglia (portavoce EU PeaceLink) e la relazione di PeaceLink sull'inquinameno dell'aria a Taranto. E anche le parole di un operaio ILVA intervenuto in audizione: "Da operaio di quello stabilimento vi dico che l’Ilva va chiusa".
14 luglio 2016 - Associazione PeaceLink

L'incendio sviluppato nell'Ilva di Taranto il giorno di Paquetta del 2016

Oggi PeaceLink è stata presente all'incontro in Prefettura con i parlamentari europei della Commissione Ambiente partecipando - assieme alle altre associazioni - con una delegazione formata da Antonia Battaglia, Fulvia Gravame, Luciano Manna e Alessandro Marescotti.
Gli interventi delle varie associazioni hanno fortemente impressionato gli europarlamentari offrendo una visione approfondita, efficace e molto documentata della situazione ambientale e sanitaria a Taranto generata dall'inquinamento industriale.
La pediatra Annamaria Moschetti (referente scientifico del Wwf) ha proiettato slides estremamente preoccupanti sui rischi correlati all'esposizione alle emissioni Ilva, suscitando un interesse e un'attenzione unanime. 
Di particolare impatto è stato l'intervento di un operaio ILVA (insieme a Nicola Ordini nella delegazione del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti) che dichiarato di essere favorevole alla chiusura della fabbrica e ha chiesto la riconversione dei lavoratori in attività di pubblica utilità, come a Genova, e di bonifica del territorio contaminato. (1)
Lo stesso Presidente ha dichiarato, a conclusione dell'incontro, di essere rimasto colpito dalle testimonianze e della mole di informazioni fornita nell'audizione con le associazioni.
L'intervento di Antonia Battaglia (portavoce EU PeaceLink) oggi nella Prefettura di Taranto si può scaricare cliccando qui.
Una relazione sull'inquinamento dell'aria di Taranto è stata consegnata da Alessandro Marescotti a nome di PeaceLink.
Note:

(1) ECCO ALCUNI PASSAGGI DELL'INTERVENTO DI RAFFAELE CATALDI DAVANTI AGLI EUROPARLAMENTARI


"Da operaio di quello stabilimento vi dico che l’Ilva va chiusa"


“Parlo da operaio non da tecnico. Con la consapevolezza che quando morirò troveranno l’amianto nel mio sangue. Non mi sento rappresentato dalle Istituzioni, tantomeno dai sindacati che non solo continuano a parlare di ambientalizzazione ma sono stati capaci di portare in piazza operai Ilva con tute sporche di agenti cancerogeni.

Sempre da operaio di quello stabilimento vi dico che l’Ilva va chiusa.
Noi non siamo diversi dalla popolazione di Genova, salvata 20 anni fa anche dai fondi reperiti dalla Comunità europea.
Per noi non è giusto morire in nome del PIL nazionale e a causa di una fabbrica che non è più competitiva, che non assume e inquina solamente. Per questo ci siamo ribellati al nostro datore di lavoro quattro anni fa e tuttora continuiamo a fare non solo denunce video ma anche informazione tra gli operai".
Abbiamo messo in campo delle proposte concrete per i lavoratori. Quegli stessi che non vengono mai citati nei decreti Salva-Ilva che si sono succeduti in questi anni.
Siamo lavoratori eccellenti e per questo possiamo essere reimpiegati nelle bonifiche.
Accettate il nostro invito. Fatevi accompagnare dai Liberi e Pensanti all’interno dell’Ilva".

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