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Clamoroso! L'AIA dell'Ilva "non esiste più". Lo ha detto Brigati della FIOM

L'annuncio fatto dal sindacalista sul social ha fatto suscitato scalpore
26 settembre 2016 - Redazione Peacelink

il post di Francesco Brigati

Lo ha detto Francesco Brigati, operaio e delegato Fiom-Cgil nell'Ilva di Taranto tramite il suo profilo social il 26 settembre 2016 alle ore 10 (come da screenshot qui accanto): "quell'Aia non esiste più".

Non si comprende la natura di tale affermazione. A nostro avviso Brigati in un solo click ha demolito l'azione di diversi livelli istituzionali che attualmente basano proprio sull'AIA Ilva il proprio lavoro: Ministero dell'Ambiente, Ispra, Arpa, Procura della Repubblica, Parlamento Europeo, Commissione Europea, Cedu e persino gli stessi organi governativi italiani che hanno fatto di tutto, legiferando, per diluire le scadenze dell'AIA concessa all'Ilva. Ma se lo ha detto Brigati...

Senza andare troppo lontano ricordiamo a Francesco Brigati che anche nel 2016, nonostante tutto, Ispra ed Arpa Puglia continuano le loro ispezioni all'interno dello stabilimento Ilva di Taranto proprio per verificare lo stato di attuazione delle prescrizioni AIA. Lo hanno fatto anche a gennaio, aprile, maggio e luglio di quest'anno così come ogni trimestre dal 2012 per questa AIA in vigore.

Facendo riferimento agli ultimi documenti pubblicati sul sito del Ministero dell'Ambiente, riportiamo in allegato, come già fatto in data di pubblicazione, la relazione ispettiva relativa al mese di aprile con la tabella di attuazione delle prescrizioni AIA, sempre a cura di Ispra. Inoltre tutte le violazioni e le diffide riportano ben chiaro sull'oggetto del documento l'AIA in essere e cioè il riferimento al decreto n. DVA-DEC-2012-0000547 del 26 ottobre 2012 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nr. 252 del 27 ottobre 2012, inoltre questa riesame della precedente del 2011. I documenti relativi all'ispezione di luglio non sono ancora pubblici.

Ma brigati non si accontenta della sua affermazione, la usa anche per "bacchettare" i cittadini che in un atto di impegno civico e di amore verso la propria città si sono recati presso il sindaco di Taranto per mostrargli le violazioni dell'AIA certificate da Ispra. Anti politica? Anti civismo? Populismo alternativo o un semplice scivolone pubblico sul social network?

In ultimo, perchè si va anche dal sindaco oltre a denunciare la mancata attuazione dell'AIA su tutti i livelli istituzionali competenti?  

Il Sindaco ha poteri di riapertura dell'AIA al fine di un suo riesame “in presenza di circostanze intervenute successivamente al rilascio dell’autorizzazione”. Qualora “lo ritenga necessario nell’interesse della salute pubblica” può chiedere alla Regione il riesame, in vista ovviamente di una revoca o modifica, dell’autorizzazione stessa. (T.A.R. LOMBARDIA, Brescia, Sez. I - 12 dicembre 2008, n. 1767). Vedere http://www.ambientediritto.it/sentenze/2008/TAR/Tar_Lombardia_BS_2008_n.1767.htm

Sig. Brigati, pensa che sia davvero questo il modo per tutelare e di informare gli operai dell'Ilva di Taranto a prescindere dal loro credo o ateismo sindacale?

 

Articolo in aggiornamento (attendendo nuove esternazioni di Brigati)

Allegati

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