Come "bucare" il muro di gomma
I mediattivisti per il disarmo
Non basta usare Internet. Occorre acquisire metodologie di ricerca. Da buone indagini si aprono prospettive di mobilitazione un tempo inimmaginabili.
1 aprile 2004
In questa pagina potete vedere una foto del COMITMARFOR Nato di Taranto.

Ufficialmente questo comando non risulta al Parlamento Italiano. Nella foto appaiono militari su computer collegati al sistema di comunicazione e spionaggio americano C4i. Ma l’installazione del C4i Usa a Taranto non è stata resa nota al Parlamento Italiano quando nel 1998 il governo D’Alema e il governo Usa siglarono l’accordo. Queste cose sono saltate fuori ricercando su Internet. La foto del COMITMARFOR è infatti sul sito www.analisidifesa.it mentre le informazioni sul C4i in Italia sono sul sito www.defenselink.mil Questa introduzione serve ad addentrarci in un concetto nuovo: il mediattivismo per il disarmo. Essere mediattivisti per il disarmo significa ad esempio diventare i cacciatori di notizie nell’universo sterminato dell’Internet militare. Occorre usare con metodo i “motori di ricerca” che scandagliano i fondali dell’oceano telematico. Ad esempio occorre collegarsi a www.google.it oppure a www.altavista.it (o ad altri simili “motori”) e inserire nell’apposita finestrella di ricerca una o più parole chiave. Vi sono poi sistemi di ricerca ancora più mirati (ogni “motore” ha le sue regole) che raffinano i criteri di selezione dell’informazione. E’ inoltre indispensabile usare parole precise tratte dal gergo militare o sigle ufficiali: non “basi militari Usa” ma COMSTRIKFORSOUTH. E’ importante saper tradurre dall’inglese. Ma non basta. Bisogna scendere più in profondità. Non è sufficiente giungere negli abissi dell’oceano informativo. Occorre anche scavare nei fondali per scoprire se qualcosa è nascosto là sotto. E che bisogna fare allora? Si deve andare sui siti di interesse militare che hanno un motore di ricerca “interno” al sito stesso. E da lì bisogna partire per scandagliare dall’interno il serbatoio informativo che non sempre viene scandagliato dall’esterno mediante i motori di ricerca classici. Ma non basta. I dati emergono a pezzi, sono spesso disarticolati e solo connettendo più dati si giunge a comporre un’informazione dal senso compiuto. E’ come nella ricerca dei testimoni: il testimone A conosce il testimone B, il testimone B conosce C e D, D conosce a sua volta C ed E. Alla fine avremo riscontri incrociati e potremo conoscere E partendo da A. E’ un processo di inferenza logica che interconnette segmenti di realtà distanti, disseminate e lasciate a volte volontariamente “monche” in ambito militare. E’ con questa metodologia che si fa ricerca per la pace in ambito militare. Recentemente – in un ottica di mediattivismo per il disarmo - PeaceLink ha potuto scoprire la mappa dei nuovi comandi Nato in Italia. Dalla nuova High Readiness Force” (comando proiettabili ad alta prontezza) di Taranto di tipo navale alla “High Readiness Force” di terra ubicata a Milano. Tutte cose che il Parlamento non deve sapere. Ora sono su http://italy.peacelink.org/disarmo I mediattivisti per il disarmo possono scoprire informazioni non secretate indispensabili per avviare iniziative mirate. Negli anni settanta alcuni parlamentari pacifisti andavano negli Usa, al Congresso, per accedere alle carte che il governo italiano negava. Oggi non occorre più prendere l’aereo, c’è Internet. Ecco perché è necessario aumentare il numero dei mediattivisti telematici per il disarmo. Il movimento pacifista ha bisogno di “informazioni preventive”.
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