Cambiamo il decreto legislativo 155/2010 che consente di "sforare" impunemente

Il benzo(a)pirene uccide. Uniamo le città inquinate per una mobilitazione nazionale

Domenica prossima a Taranto partirà una raccolta di firme per sostenere la risoluzione dell'on. Zamparutti. Invitiamo a fare lo stesso in altre città d'Italia
24 novembre 2010
Associazione PeaceLink

Le prossime settimane saranno molto importanti per i nostri polmoni. Contro l'inquinamento, per città vivibili

 

Elisabetta Zamparutti (deputato PD - Radicali) ha presentato in Commissione ambiente una Risoluzione che impegna il governo a rivedere il Decreto legislativo 155/2010 che sposta al 2013 i limiti del benzo(a)pirene nell'aria che respiriamo, e perché siano ripristinate le norme di tutela della salute previste con il precedente D. Lgs. 152/2007. La Risoluzione integra e completa l’analogo atto già presentato in Commissione da Alessandro Bratti,

Parte da Taranto la raccolta nazionale di firme

Domenica prossima, 28 novembre 2010, dalle ore 10 alle 13 raccolta firme in Piazza Immacolata a Taranto per sostenere la risoluzione dell'on. Zamparutti che impegna il governo a ripristinare subito un valore limite per il benzo(a)pirene cancerogeno.

 

MODELLO STANDARD


Al Presidente della Commissione Ambiente

Camera dei Deputati

on. Angelo Alessandri

Montecitorio

00100 Roma


Il sottoscritto ............................... nato a............................................. il ..................................

residente a ..........................................

CHIEDE

che venga approvata la risoluzione dell'on. Elisabetta Zamparutti che impegna il governo a ripristinare le norme sul benzo(a)pirene modificate dal recente dlgs 155/2010.

Con viva cordialità

Data...................... firma .....................................................

Stiamo parlando di una pericolosa sostanza cancerogena ed è veramente incredibile che questa vicenda non sia ancora arrivata sui titoli di testa dei TG o sulle copertine dei giornali, ha fatto notare Angelo Bonelli (presidente della Federazione dei Verdi) nella conferenza stampa organizzata dall'on. Elisabetta Zamparutti il 17 novembre nella sala stampa di Montecitorio.

 

Mentre il vertice Nato di Lisbona annuncia uno “scudo spaziale” per difenderci da un'ipotetica minaccia missilistica, il governo italiano ci ha tolto – con un decreto – lo “scudo legislativo” che fin dal 1999 era stato istituito per difenderci da una sicura minaccia: il benzo(a)pirene. Stiamo parlando di un missile invisibile che uccide 9 persone ogni 100 mila abitanti per ogni incremento di un miliardesimo di grammo a metro cubo nell'aria che respiriamo.

 

E' un problema che colpisce in particolare Taranto e i suoi bambini, per via delle emissioni industriali, e non è un caso che il decreto del governo sia giunto proprio ora.

 

“Si interrompono così – ha dichiarato l'on. Pierfelice Zazzera (IDV) - anche gli esiti dell’indagine giudiziaria in corso che vede indagati i vertici del colosso siderurgico Ilva di Taranto per disastro ambientale causato da benzopirene. L’approvazione del decreto legislativo 155 di fatto è incostituzionale perché non tutela il diritto alla salute dei cittadini”.

 

Ma il problema non riguarda solo Taranto: riguarda in particolare i bambini italiani. Tutti i bambini dell'Italia. Da Taranto a Vercelli, da Savona a Trieste. Sia quelli già nati sia quelli che devono nascere, in quanto è proprio nella fase della formazione del feto che il benzo(a)pirene è particolarmente pericoloso, dato che può modificare il DNA in formazione.

 

L’Associazione Culturale Pediatri (ACP), insieme alla Società Italiana di Pediatria (SIP) e alla Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), ha inviato una preoccupata lettera al Governo – estensore del Decreto Legislativo 155/2010 - in cui si legge: “Tale Decreto Legislativo di fatto sottopone ancora per 2 anni i cittadini italiani al rischio di esposizione a livelli elevati di questo pericolosissimo inquinante, svincolando le aziende inquinanti dall’obbligo di abbattere le emissioni in eccesso”.

 

Alla mobilitazione per riportare subito in vigore il limite per il benzo(a)pirene (differito al 2013 “per decreto”) hanno aderito i Medici per l'Ambiente (ISDE), la Società Chimica Italiana e gli scienziati della IAS, la società italiana che studia gli inquinanti aereodispersi. Ma basta far circolare un po' l'informazione per suscitare nuove adesioni e provocare prese di posizione.

 

Ad esempio su un blog “A Vercelli cambieremmo” viene lanciato l'allarme: “Anche a Vercelli il benzo(a)pirene non manca: abbiamo verificato che nei mesi invernali si raggiungono picchi di 2 ng/mc”.

 

Il benzo(a)pirene non dovrebbe superare 1 ng/mc, come media annua. Ma il feto - che si forma in pochi mesi - può essere danneggiato anche d'inverno dal benzo(a)pirene senza aspettare la “media annua” prevista dalla legge.

 

A Servola, rione storico della città di Trieste, le medie annue del benzo(a)pirene sono veramente preoccupanti: “Nell’anno 2008, 5,6 ng/m3; nel 2009, 4,9 ng/m3. Nei mesi del 2010 febbraio 2,9 ng/m3; marzo 4,4 ng/m3; aprile 11,2 ng/m3; maggio 16,3 ng/m3; giugno 20,1 ng/m3”.

Questo si legge su Il Piccolo dello scorso 2 novembre.

 

Se andiamo a fare un'analisi dettagliata scopriamo che il benzo(a)pirene minaccia la salute di molti italiani, attualmente ignari. Ed è per questo che PeaceLink ha chiesto all'on. Alessandro Bratti – anch’egli autore di una Risoluzione - che attivi la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati perché si giunga ad avere un quadro complessivo delle rilevazioni del benzo(a)pirene in tutt'Italia fornendo la mappa delle criticità rilevate dalle varie Agenzie regionali di protezione dell'ambiente (Arpa). Quello che manca infatti oggi è un database centralizzato di tutte le rilevazioni delle Arpa regionali. Non sappiano quanti cittadini italiani sono esposti al benzo(a)pirene e in che misura. E' veramente strano che mentre la Nato si preoccupa di difenderci da ipotetici missili che non sono mai piovuti sulle città italiane, non si abbia neppure un'idea di massima di quanto benzo(a)pirene cancerogeno colpisca i nostri polmoni provocando il cancro. E' assurdo ma è così.

 

Siamo immersi in una nuvola di preoccupazioni mediatiche ipotetiche e si perdono di vista le minacce reali.

 

Si mandano i soldati italiani in Afghanistan. Ma non si mandano i carabinieri a chiudere gli impianti che fanno ammalare i nostri bambini. Anzi si fanno leggi per evitarlo accuratamente. Viviamo in un mondo capovolto in cui le minacce reali sono taciute e le minacce ipotetiche sono strillate.

 

Che fare dunque?

Occorre riprendere in mano il buon senso e lavorare per una politica nuova che metta al centro i problemi della gente.

 

La risoluzione presentata dall'on. Elisabetta Zamparutti impegna il governo affinché cambi il decreto legislativo 155/2010 nel punto che riguarda il benzo(a)pirene. In futuro si salveranno o si ammaleranno altre persone se si metterà mano ad una seria politica di protezione della popolazione dagli inquinanti cancerogeni.

 

La risoluzione dell'on. Zamparutti infatti impegna il Governo (citiamo testualmente):

 

- a reintrodurre le norme di cui al 152/2007 (e norme ad esso afferenti) lì dove si fa riferimento al rispetto dell’obiettivo di qualità e alla sua applicazione a partire dal 1° gennaio 1999 per le aree urbane con più di 150 mila abitanti;

- a ripristinare pertanto come vincolante l’obiettivo di qualità di 1 ng/m3, con gli obblighi di intervento previsti dalla precedente normativa abrogata dal 155/2010;

- a reintrodurre l’obbligo di intervento delle Regioni in caso di superamento dell’obiettivo di qualità di 1 nanogrammo a metro cubo come media annua, secondo le modalità previste dalla normativa antecedente all’entrata in vigore del dlsg 155/2010;

- a reintrodurre pertanto norme che, in caso di superamento dell’obiettivo di qualità, diano al cittadino il potere di denunciare chi inquina e/o chi, avendo l’obbligo istituzionale di intervenire, invece non lo fa.

 

Assieme a tutte le associazioni impegnate su questo fronte – Legambiente ha lanciato una petizione sul benzo(a)pirene e sindacati autorevoli come la CGIL vi hanno aderito – riteniamo che vada ampliata la campagna, informando tutti quei cittadini che sono ancora ignari che esista una sostanza cancerogena come il benzo(a)pirene che entra quotidianamente nei polmoni senza un limite di legge in vigore.

 

Ci rivolgiamo a tutti i parlamentari perché passi la risoluzione dell'on. Elisabetta Zamparutti e perché le leggi italiane tornino ad occuparsi di noi.

Note: On. Zamparutti

Conferenza stampa

http://www.radioradicale.it/scheda/315599/incontro-stampa-sulla-revisione-del-decreto-legislativo-155-2010-che-regola-i-limiti-della-presenza-nellar



On. Zazzera

http://www.agenparl.it/articoli/news/news/20101117-ambiente-zazzera-idv-a-taranto-si-muore-di-cancro-per-legge



Sito di Vercelli

http://www.avercellicambieremmo.org/2010/11/16/appello-dei-pediatri-al-governo/





Gli idrocarburi policiclici aromatici sono molto spesso associati alle polveri sospese. In questo caso la dimensione delle particelle del particolato aerodisperso rappresenta il parametro principale che condiziona l'ingresso e la deposizione nell'apparato respiratorio e quindi la relativa tossicità. E’ accertato il potere cancerogeno di tutti gli IPA e tra questi anche del benzo(a)pirene (BaP) a carico delle cellule del polmone (il BaP è inserito nel gruppo 1 della classificazione IARC -International Association of Research on Cancer- cioè tra le sostanze con accertato potere cancerogeno sull'uomo). Poiché è stato evidenziato che la relazione tra B(a)P e gli altri IPA, detto profilo IPA, è relativamente stabile nell'aria delle diverse città, la concentrazione di B(a)P viene spesso utilizzata come indice del potenziale cancerogeno degli IPA totali.

(Fonte: Arpa Veneto)

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