Si conclude in un bagno di sangue l'ultima guerra umanitaria della Nato
In queste ore si sta consumando una strage a Tripoli.
Alessandro Colombo, docente di relazioni internazionali all’Università degli Studi di Milano, ha parole amare:
La propaganda ha presentato questo epilogo come una marcia trionfale, con le truppe di Gheddafi che si arrendono e la popolazione che fa festa. Invece è di centinaia di morti il bollettino di guerra, destinato a peggiorare perché in gioco non c'è la vita umana ma il petrolio libico.
Questa è una guerra cominciata nell'ipocrisia e che sta terminando nel cinismo.
Doveva essere un'operazione per rompere l'assedio di Bengasi e si conclude con l'assedio di Tripoli. Il prima era cattivo, il secondo è buono.
Doveva essere una "guerra umanitaria" per salvare vite umane e si conclude con un bagno di sangue.
Doveva essere il trionfo dell'Onu e invece adesso l'Onu tace, completamente esautorato.
La risoluzione Onu doveva servire al cessate il fuoco ma le milizie antigheddafi hanno detto che bisognava combattere fino alla vittoria, e hanno messo alla porta l'inviato dell'Onu, con il consenso della Nato.
Non importa chi vincerà e quando.
Questa guerra è una sconfitta per tutti coloro che l'hanno sostenuta.
Si conclude in un bagno di sangue l'ultima guerra umanitaria della Nato, una guerra per procura in cui non volevamo rimetterci i nostri uomini e abbiamo fatto morire gli altri.
I vincitori di domani sono già pesantemente sconfitti oggi da questo spaventoso epilogo di sangue.
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