L'Arpa punta l'attenzione sugli elettrofiltri dell'ILVA

Diossina a livelli record a Taranto

I dati vengono resi noti dopo una martellante iniziativa di PeaceLink. Livelli mai riscontrati nella letteratura scientifica
2 marzo 2016 - Alessandro Marescotti

Targa nel quartiere Tamburi di Taranto

Si ripete il copione del 2005, quando la popolazione venne informata da PeaceLink della presenza a Taranto dell'8,8% della diossina europea.

Si ripete il copione del 2008 quando PeaceLink segnalò la presenza della diossina nel formaggio oltre i limiti di legge.

Oggi il problema è esploso perché PeaceLink ha richiesto con insistenza i dati dei deposimetri del quartiere Tamburi.

Se non avessimo martellato nei mesi scorsi con tanta insistenza, i dati sarebbero stati resi noti alla popolazione?

Il copione del 2016, undici anni dopo, è tragicamente identico: a squarciare il velo del silenzio sono i cittadini.

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