Strage di Brescia: "la nuova inchiesta porta al comando Nato di Verona"
Oggi ricorre la memoria della strage di piazza della Loggia del 1974.
Una strage su cui la magistratura sta facendo finalmente chiarezza, a distanza di tantissimo tempo.
In quella strage vi furono tre livelli.
Primo livello della strage di Brescia: i neofascisti, la bomba.
Secondo livello: i servizi segreti.
Terzo livello: il comando Nato di Verona.
All'Eirene Festival, nell'ambito del dibattito sul libro di Angelo Baracca "La Nato e i misteri d'Italia" (Left, 2023), abbiamo affrontato la spinosa questione del "terzo livello" della strategia stragista in Italia, ossia delle coperture politico-militari internazionali.
“La Nato e i misteri d’Italia”, l’ultimo libro di Angelo Baracca
Angelo Baracca firma il libro di Left “La Nato e i misteri d’Italia”, uscito nel gennaio del 2023.
In effetti si tratta di un saggio di Baracca opportunamente complementato di una serie di articoli usciti su Left e che affrontano le diverse sfaccettature del problema NATO.
Come ricorda l’autore esiste un punto di svolta in cui la NATO di fatto cessa di essere l’alleanza difensiva per cui era, in teoria, nata e diventa uno strumento dell’aggressività USA. Baracca passa velocemente ma essenzialmente da un excursus storico sulla nascita della NATO al pericolo comunista per finire analizzando la cessione di sovranità che la NATO comporta per il nostro paese, sottolineando la scia di misteri che stanno intorno alla sigla.
Il libro affronta anche le numerose tematiche che si collegano con il ruolo della NATO come la questione dell’uranio impoverito che tratta Gregorio Piccin nell’introduzione, quello del nucleare civile e militare nella recente guerra in Ucraina, l’abbandono delle tradizionali posizioni neutrali dei paesi scandinavi, le lobby delle armi, le insopportabili servitù militari sarde e non solo, il tema della difesa che non ci difende.
Un libro utile per approfondire temi che non stanno (o stanno molto marginalmente) nell’agenda giornalistica mainstream ma che Left affronta con chiarezza e documentazione.
La strage di Brescia del 1974, ma la stessa cosa vale ad esempio per la strage di Bologna del 1980, vede coinvolti i servizi segreti che per molto tempo abbiamo definito "servizi deviati".
Ma furono deviati da chi? Dai neofascisti?
Quella strage non può essere spiegato con la semplice "manovalanza" neofascista, doverosamente ricordata oggi dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella con le sue parole "fu eversione di destra". Vi fu un secondo livello, ossia le coperture dentro gli apparati segreti dello Stato, e poi il massimo livello che garantiva tutti: il comando Nato FTASE di Verona. A dirlo oggi non sono dei giornalisti complottisti dell'estrema sinistra ma le carte dell'indagine di 280 mila pagine. Quell'imponente documentazione porta al Comando Forze Terrestri Alleate per il Sud Europa della Nato, ossia il comando FTASE di Verona.
Si può quindi ancora parlare di servizi segreti "deviati" dai neofascisti? Di ufficiali nostalgici del Duce? O c'era invece una strategia di destabilizzazione che guardava non al passato ma alla geopolitica di allora, ossia all'ingombrante presenza del più grande partito comunista d'Europa? Alla saldatura fra quella realtà con il più ampio quadro democratico e progressista che si stava formando con il movimento sindacale e il movimento studentesco?
Su questa domande si possono articolare valutazioni e riflessioni politiche.
Quello che oggi abbiamo però rimarcato all'Eirene Festival, nel giorno della strage di piazza della Loggia a Brescia, è il ruolo oggettivo svolto dall'alleanza politico-militare della Nato. Grazie alle nuove indagini della magistratura la verità si avvicina.
Qui in appendice trovate il link per saperne di più e per poter approfondire la complessa e spinosa questione del "terzo livello" in questa strage: il comando FTASE della Nato a Verona, attivo dal 1951 fino al 2004.
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