La svolta possibile
Io ho un sogno: alzarmi una mattina, andare sulla veranda che affaccia sul Mar Piccolo e vedere che il mostro non c’è più;
un mostro che ci ha ingannato facendoci credere che saremmo diventati la città del progresso, la città all’avanguardia dell’Europa;
un mostro che ha stravolto l’identità della città avvelenando il mare con i suoi scarichi tossici e l’aria con i suoi fumi di benzopirene;
un mostro che ha divorato vite umane di morti sul lavoro con l’ipocrisia del “mai più così“ e la certezza che tutto sarebbe continuato come prima nell’ottica del massimo profitto e del totale dispregio della vita umana;
un mostro che ci ha fatto credere che il baratto vita-lavoro fosse normale, disgregando la coesione sociale della città e creando conflitti;
un mostro che per lungo tempo è vissuto della complicità di chi sapeva e taceva e magari nascondeva e falsificava i dati scientifici;
un mostro che è vissuto della sofferenza dei bambini oncologici e del pianto e della disperazione dei genitori;
un mostro che è riuscito a fiaccare la resistenza dei Tarentini con il silenzio, le false promesse, i progetti di risanamento mai realizzati;
un mostro che ha stravolto la città stigmatizzandola come città destinata al sacrificio per il bene della Nazione, perché l’Europa non può fare a meno dell’acciaio di Taranto.
Gli occhi di Giorgio Di Ponzio che dal murales di Talsano ci guardano, ci dicono che era un bambino felice, che gli piaceva andare a scuola, incontrare gli amichetti, giocare a pallone, abbracciare mamma e papà e che tutto questo gli è stato strappato.
Per tutti i Giorgio Di Ponzio e gli altri grandi e piccoli che si vedono sfuggire la vita, io dico ai Tarentini che abbiamo il diritto-dovere di riprenderci la vita, di non rassegnarci perché la rassegnazione è l’anticamera della morte, di essere resilienti, di progettare un futuro diverso e possibile. E’ il tempo della svolta.
Le alternative? Sono tante. Basta volerle.
Personalmente proporrei che tutta l’area dell’ILVA diventasse un grande parco di pannelli solari avvalendosi dell’ottima irradiazione solare della città e che un’area ristretta diventasse museo di archeologia industriale.
Un sogno? Forse. Ma sta a noi cittadini volerlo e tradurlo in realtà.
Articoli correlati
Agenzia stampa AdnKronosEx Ilva: Peacelink a Senato, 'azienda morta non è strategica'
12 dicembre 2025
Comunicato stampa dell'Associazione PeaceLinkDDL 1731 - Continuità operativa stabilimenti ex-ILVA
La Nona Commissione del Senato ha ufficialmente richiesto a PeaceLink un contributo scritto in merito al nuovo provvedimento salva-ILVA.12 dicembre 2025 - Associazione PeaceLink
Grazie al sostegno dei cittadiniSette associazioni hanno impugnato l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) dell'ex ILVA
L'AIA è stata impugnata davanti al Tribunale Amministrativo Regionale di Lecce. Nel dettaglio, l’AIA è stata impugnata con riferimento a sei profili di illegittimità. Per la prima volta è stata eccepita anche la questione di legittimità costituzionale dei “decreti salva Ilva”.23 ottobre 2025 - Redazione
Resoconto della Tavola Rotonda promossa dalla Società Italiana di Sociologia Economica (SISEC)“Territori e transizioni: riflessioni a partire dall’esperienza di Taranto”
All'Università degli Studi di Bari Aldo Moro si è discusso sulla complessità del processo di transizione tarantino che ha al centro la questione della "decarbonizzazione" dello stabilimento ILVA. Diverse le visioni che si sono confrontate.16 ottobre 2025 - Redazione PeaceLink

Sociale.network