Ma continueremo a vigilare

Vittoria pacifista, revocato il Memorandum militare Italia-Israele

Il 13 aprile scadeva il termine per la disdetta. Nessuna comunicazione ufficiale era arrivata da Palazzo Chigi. Poi il governo ha fatto un'inversione a U in extremis: il memorandum militare con Israele è stato revocato.
15 aprile 2026
Redazione PeaceLink

Revocato il memorandum militare di intesa con Israele

Solo ventiquattr'ore fa avevamo messo nero su bianco la nostra preoccupazione: il governo italiano sembrava aver lasciato scadere i tempi per opporsi al rinnovo automatico del memorandum militare di intesa con Israele. Avevamo scritto che l'iniziativa per interrompere ogni forma di collaborazione bellica con Tel Aviv andava portata avanti con determinazione, invitando gli attivisti a scrivere al governo e a fare pressione sui ministri competenti.

Oggi possiamo finalmente tirare un sospiro di sollievo, ma anche di orgoglio. Il governo ha fatto un'inversione a U in extremis: il memorandum militare con Israele è stato revocato. Una vittoria figlia di una mobilitazione che nelle ultime settimane non ha mai smesso di far sentire la propria voce.

Come siamo arrivati a questa svolta inaspettata

La cronaca è semplice ma densa di significati. L'accordo, siglato nel lontano 2003, prevedeva all'articolo 9 un meccanismo di proroga tacita ogni cinque anni. Il 13 aprile 2026 scadeva il termine per la disdetta. Nessuna comunicazione ufficiale era arrivata da Palazzo Chigi. Sembrava fatta: l'Italia avrebbe proseguito per un altro lustro nello scambio di materiali bellici, addestramenti congiunti e trasferimenti tecnologici con le forze armate israeliane, proprio mentre a Gaza, in Libano e in Iran la guerra vede Israele minacciosamente presente, mietendo vittime civili innocenti.

Ma la svolta è giunta quando Giorgia Meloni ha annunciato a sorpresa la sospensione del rinnovo automatico. Il ministro Crosetto ha inviato una lettera all'omologo israeliano Israel Katz per ufficializzare la decisione. 

La pressione pacifista ha fatto la differenza

Possiamo dirlo con chiarezza: senza la mobilitazione e il pressing focalizzato su un obiettivo chiaro e specifico questa revoca non ci sarebbe stata. Negli ultimi giorni la campagna avviata mesi fa e condotta con insistenza negli ultimi giorni ha rotto il muro di silenzio che avvolgeva la scadenza del memorandum.

I social network sono stati usati per post e appelli finalizzati alla revoca. Si è cominciato a parlare della questione. Il governo si è trovato di fronte a un'opinione pubblica informata e indignata. La "generazione Gaza" ha dimostrato di esistere e di saper fare pressione.

Quanto pesa la frattura Trump-Meloni?

Sarebbe tuttavia ingenuo ignorare anche il contesto geopolitico, particolarmente scottante per Giorgia Meloni, in cui tutto ciò è accaduto. Il governo italiano e l'amministrazione Trump sono entrati in una fase di attritoe anche i rapporti con il governo israeliano si sono incrinati.

In questo quadro, sospendere il memorandum con Israele può essere letto come un gesto conseguente nei confronti di Washington e Tel Aviv. Forse è stato proprio il nostro pressing a rendere politicamente attuale, per il governo, compiere questo passo. Se l'opinione pubblica non fosse stata sensibile al tema, Meloni non avrebbe avuto alcun incentivo a scontentare l'ala più filo-israeliana della sua maggioranza.

Cosa cambia concretamente

Con la revoca del rinnovo automatico, dovrebbero venir meno per i prossimi cinque anni le seguenti forme di cooperazione previste dal memorandum:

  • Scambio di materiali d'armamento (importazione, esportazione, transito);

  • Trasferimento di licenze, royalties e informazioni tecniche tra le industrie belliche dei due paesi;

  • Addestramento congiunto del personale militare e scambio di esperti;

  • Attività di ricerca e sviluppo nel settore della difesa;

  • Partecipazione di osservatori alle rispettive esercitazioni militari;

  • Scambio di dati tecnici e hardware per applicazioni militari.

Non si tratta di una rottura totale delle relazioni diplomatiche ma di un segnale politico fortissimo: l'Italia non è disposta a normalizzare la cooperazione militare con un paese che, secondo numerose organizzazioni internazionali (dall'ONU ad Amnesty International), sta violando ripetutamente il diritto umanitario.

Una vittoria preziosa

Questa vittoria è preziosa ma non ci deve far dimenticare la meta finale. È a livello europeo che si gioca la partita decisiva. L'Unione Europea ha un accordo di associazione con Israele che include clausole sui diritti umani. Perché non attivarle? Perché non sospendere ogni collaborazione militare e tecnologica europea con Tel Aviv finché non cesseranno le violazioni del diritto internazionale?

Vogliamo ringraziare tutti coloro che in queste settimane non hanno mollato. Chi ha scritto al governo, chi ha tenuto accesa l'attenzione sui social, chi ha pregato per la pace nelle proprie comunità. Chi ha usato le proprie competenze di giurista per rendere puntuale ed efficace la mobilitazione, formalizzando una diffida.

Continueremo a vigilare, e a tal fine alleghiamo un prezioso dossier.

Continueremo a denunciare.

Continueremo a costruire alleanze.

Perché la sospensione del memorandum non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza per un'iniziativa di pace ancora più vasta e incisiva.

Note: Si veda anche

Sospeso il memorandum militare Italia-Israele: una vittoria inaspettata
https://lists.peacelink.it/news/2026/04/msg00003.html

Ricordiamo qui Carlo Monguzzi (oggi i funerali a Milano) che si è distinto per il suo impegno per la Palestina https://sociale.network/@peacelink/116407912326169006

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