Non c'è causa tanto giusta da poter essere difesa con pietre, incendi, devastazioni o aggressioni

Le violenze di Chiomonte e Bologna vanno condannate senza esitazioni

La violenza non rafforza una protesta: la sfigura. Anche la più nobile delle ragioni, quando sceglie di colpire persone e cose, finisce per autocondannarsi al torto. Ma sarebbe altrettanto grave usare quelle azioni come pretesto per oscurare le domande da cui le proteste sono nate.
29 luglio 2026
Tonio Dell'Olio

Non c'è causa tanto giusta da poter essere difesa con pietre, incendi, devastazioni o aggressioni.

Le violenze di Chiomonte e Bologna vanno condannate senza esitazioni e senza distinguere tra mani "amiche" e mani "nemiche".

La violenza non rafforza una protesta: la sfigura. Anche la più nobile delle ragioni, quando sceglie di colpire persone e cose, finisce per autocondannarsi al torto. Ma sarebbe altrettanto grave usare quelle azioni come pretesto per oscurare le domande da cui le proteste sono nate, restringere il diritto di manifestare o criminalizzare interi movimenti.

A Bologna resta doveroso chiedere verità sulla morte di Abderrahim Fakir; in Val di Susa non può essere cancellato il diritto delle comunità a discutere un'opera che incide sul territorio e sulla loro vita.

Confondere i violenti con tutti i manifestanti significa fare ai primi il regalo più grande: consegnare loro la rappresentanza del dissenso. E significa sottrarre spazio alla democrazia, che vive quando il conflitto può esprimersi senza diventare guerra.

Condannare la violenza, dunque, non basta. Bisogna proteggere la protesta nonviolenta, ascoltarne le ragioni e garantire che lo Stato risponda con trasparenza e misura. Altrimenti, nel nome dell'ordine, si finisce per diventare inconsapevoli fiancheggiatori del disordine.

Note: Fonte: https://www.mosaicodipace.it/index.php/rubriche-e-iniziative/rubriche/mosaico-dei-giorni/6000-il-regalo-ai-violenti

Articoli correlati

  • Il Manuale per l'Azione Diretta Nonviolenta: parte seconda
    Pace
    La comunicazione nonviolenta

    Il Manuale per l'Azione Diretta Nonviolenta: parte seconda

    I media sono gli strumenti più efficaci per dare visibilità a un progetto. Ma i giornali, le tv e le radio sono sommersi di informazioni. Per emergere, bisogna fornire contenuti concisi, chiari, ben organizzati e visivamente riconoscibili. Ecco come fare buona comunicazione.
    29 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
  • Il Manuale per l'Azione Diretta Nonviolenta: parte prima
    Pace
    Progettare una strategia nonviolenta

    Il Manuale per l'Azione Diretta Nonviolenta: parte prima

    La nonviolenza offre uno strumento potente anche a chi è privo di risorse materiali o forza fisica: anziani, giovani, donne, persone con disabilità possono agire con altrettanta efficacia, facendo leva sulle qualità spirituali dell'amore, della comprensione, del coraggio e della perseveranza.
    26 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
  • La nonviolenza funziona: i dati lo dimostrano
    Pace
    Dati, pace, intelligenza artificiale

    La nonviolenza funziona: i dati lo dimostrano

    Il dataset NAVCO raccoglie 622 campagne di resistenza in tutto il mondo dal 1900 al 2019. I risultati sfidano l'assunzione che la violenza sia il mezzo più efficace per ottenere un cambiamento politico.
    26 giugno 2026 - Francesco Iannuzzelli
  • Il mondo ha bisogno della lotta nonviolenta
    Pace
    La resistenza civile nonviolenta ha un tasso di successo del 59% contro il 27% di quella violenta

    Il mondo ha bisogno della lotta nonviolenta

    Nonostante le guerre in corso ci sono segnali di una controtendenza che mostrano come i metodi della nonviolenza stiano tornando sulla scena a cominciare dalla Global Sumud Flottilla.
    2 ottobre 2025 - Giuseppe La Porta
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 3.7.1 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)