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Mentre la Casa Bianca lancia l'allarme sulle "atomiche nord coreane" emergono inconfessabili responsabilità

Il plutonio della Corea del Nord fu fornito dall'azienda di Rumsfeld

Donald Rumsfeld, segretario alla difesa Usa, dal 1990 al 2001 è stato direttore della multinazionale ABB, con sede a Zurigo, che ha fornito i reattori nucleari a Pyongyang. Con la ABB ha guadagnato 190 mila dollari all'anno.
11 febbraio 2005 - Alessandro Marescotti

"Esperti nucleari dicono che Pyongyang ha probabilmente prodotto sufficiente plutonio per la realizzazione di almeno otto bombe ma nessuno può dire con certezza se le possa assemblare e sganciare". E' quanto riporta l'agenzia stampa Reuters.
Il capo del Pentagono Donald Rumsfeld


Ma chi ha fornito alla Corea del Nord le tecnologie nucleari per produrre plutonio? L'impresa ABB di cui era direttore Donald Rumsfeld, attuale segretario alla Difesa Usa.

Tutto questo risale al 2000, anno in cui la ABB siglò un contratto di alto profilo per una cooperazione ad ampio raggio e a lungo termine con il governo nord coreano.

Poi nell'ottobre del 2002 la Casa Bianca affermarò che i nordcoreani avevano programmi atomici segreti basati sull'arricchimento dell'uranio. Il settimanale britannico Guardian ha riportato con dovizia di particolari già nel 2003 tutta questa vicenda da cui emerge che il materiale nucleare per le bombe atomiche nord coreane potrebbe essere estratto proprio dai reattori nucleari venduti dalla ABB.

Ma cosa è la ABB?

E' un gigante dell'ingegneria mondiale con sede a Zurigo. Ha fornito il progetto e i componenti chiave dei reattori che attualmente producono plutonio in Corea del Nord. La ABB ha aperto nel 2000 un ufficio proprio nella capitale, a Pyongyang. Rumsfeld è stato pagato dalla ABB dal 1990 al 2001 guadagnando 190 mila dollari ogni anno. Un portavoce della ABB ha dichiarato al Guardian che Rumsfeld "era informato sul progetto".

Due anni dopo aver lasciato la ABB, Rumsfeld ha dichiarato la Corea del Nord un "regime terrorista" e oggi viene lanciato un nuovo allarme sul pericolo nucleare nord coreano basato proprio su quel plutonio prodotto con i reattori della ABB, di cui come abbiamo visto Rumsfeld era direttore.

Donald Rumsfeld stringe la mano a Saddam Hussein nel dicembre 1983

Il segretario alla Difesa Usa non è nuovo a questo genere di faccende. Fu lui l'ideatore della direttiva 114 del 26 novembre dell'83 del presidente repubblicano Ronald Reagan con cui venne favorito il riarmo di Saddam Hussein. Allora era un uomo d'affari che per conto della Casa Bianca incontrò il raìs a Bagdad nel dicembre 1983. Figurava come "special envoy", ambasciatore itinerante, del governo Reagan. A colpi di forniture militari, nella cui industria ha ricoperto ruoli di responsabilità aziendale, instaurò amichevoli rapporti tra gli Usa e l'Iraq. "E' evidentemente utile avere rapporti con esso", rispose Rumsfeld al giornalista che gli chiedeva perché intrattenesse relazioni con il regime di Saddam, e questo lo disse al New York Times il 21 dicembre 1983. Sull'"utilità" di tali rapporti il Washington Post annotò: "Una inchiesta del Senato nel '94 stabilì che gli Stati Uniti negli Anni Ottanta fornirono all'Iraq grandi quantità di sostanze utilizzabili per la produzione di armi chimiche e batteriologiche, dall’antrace agli insetticidi".

Da lì provengono i gas usati per sterminare i curdi.

La storia degli Stati Uniti è attraversata da queste inquietanti figure a da cambiamenti ancora più inquietanti, tutti inquadrabili nella logica del creare l'occasione giusta per intervenire militarmente. Come il dentista che ha bisogno dei denti cariati.

Come quando il 24 luglio 1990, una settimana prima che Saddam invadesse il Kuwait, la portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Margaret Tutwiler disse: "Non abbiamo alcun trattato difensivo con il Kuwait, e non vi sono particolari accordi sulla difesa o sulla sicurezza". Il 31 luglio, il delegato Lee Hamilton chiese all'assistente del Segretario di Stato John Kelly, che testimoniava di fronte ad una sottocommissione per gli affari esteri della Camera, se fosse vero che gli USA non avrebbero inviato truppe in difesa del Kuwait in caso di invasione. "E' corretto", disse Kelly.

Note:

Per saperne di più:
http://www.reuters.com/locales/c_newsArticle.jsp?type=topNews&localeKey=it_IT&storyID=7602880
http://www.guardian.co.uk/korea/article/0,2763,952289,00.html
http://www.daddo.it/soc014.htm
http://www.fisicamente.net/index-209.htm
http://www.arabcomint.com/processo_a_saddam_hussein_frasi_.htm

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