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11 settembre 2007

Niente di nuovo a viale Trastevere

Cambiano i ministrizi della pubblica istruzione, ma tutti vogliono bacchettare i docenti
Autore: Concetta Centonze

Sono una veterana della scuola, in pensione dal I settembre 2007, ma, sarà abitudine, sarà curiosità, continuo a seguire le vicende dell’istituzione a cui sono appartenuta e le esternazioni del Ministro Fioroni. Per forza di cose durante la mia carriera, di quasi 40 anni, di ministri ne ho visti passare tanti diversi, ma tutti accomunati dai pronunciamenti punitivi nei confronti degli insegnanti. L’attuale ministro non è da meno: il male che serpeggia nella scuola è individuato e va combattuto; i docenti! Gli alunni sono giuggioloni che non vanno mai contraddetti; i dirigenti scolastici sono minotauri con diritto di sacrifici umani tra gli insegnanti. Poiché possiedo un alto senso civico e del dovere, la prima reazione è l’indignazione! Poi subentra la noia. Possibile che non ci sia mai niente di autentico da dire da parte di un ministro che ha il dovuto livello culturale e quella “certa” età: due cose che gli avrebbero dovuto fare comprendere che in tutti i mestieri e professioni ci sono competenti e non? Che la superficialità dei giudizi non può accordarsi con la giustizia né con la verità? Io oserei dare qualche indicazione pratica: Ingaggiare, al posto dei docenti, intrattenitori televisivi: questi sanno parlare senza dire nulla e, quindi, non stancherebbero gli alunni; sarebbero in grado di percepire la caduta dell’audience e correre ai ripari immettendo una indispensabile componente di pettegolezzo. All’avvicinarsi dell’intervallo ammannirebbero qualche manicaretto che terrebbe impegnata la bocca e la digestione dei discenti per il resto dell’orario scolastico. Le interrogazioni dovrebbero consistere in domande del tipo -Quanti anni hai? Come ti chiami?- E così tutti promossi, tutti contenti, tutti bravi: persino gli intrattenitori-professori in questo fantomatica scuola di cuccagna. Caro ministro per costruire la cultura occorre lentezza, pazienza, empatia: tutte qualità che non si possono misurare quantitativamente; ma l’idea della scuola azienda è penetrata così profondamente, dal ministro Moratti in poi, che l’efficientismo, viene spacciato per efficienza e i professori trasformati in tanti Fantozzi spaventati di fronte al Dirigente Scolastico megagalattico corredato dal diritto di ghigliottinare i docenti Caro ministro non è minando l’autorevolezza degli insegnanti che si migliora la scuola, né abbassando il livello culturale, né trasformando tutti i docenti in precari sotto la spada di Damocle del gradimento del Dirigente. Il fatto che le sue ultime esternazioni abbiano avuto l’approvazione di giornali bacchettoni, mostra quanto obsoleta sia la strada da Lei imboccata. Pari a quella di certi sindaci che il potere o la vecchiaia ha usurato al punto di infierire contro i lavavetri. Ditemi che è uno scherzo, uno spunto per un poema eroicomico! Concetta Centonze Via Jesolo 32 San Donà di Piave (VE)

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