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La Corte di Costituzionalità guatemalteca ha bocciato la candidatura alla presidenza del genocida Ríos Montt

Dalla casa presidenziale alla carcere, si spera

16 ottobre 2006 - Flaviano Bianchini

La costituzione del Guatemala prevede che una persona non possa ricoprire la carica di Presidente della Repubblica per più di una volta. Però per via di una di quelle strane cose che accadono nella politica nel 2003 la Corte di Costituzionalità (la stessa che si ostina a non riconosce le consulte popolari) concesse al Generale Enfraín Ríos Montt la candidatura alla presidenza nonostante che egli avesse già ricoperto la carica nel 1982. La scusa con la quale Ríos Montt era riuscito ad ottenere la candidatura era molto semplice: la prima volta che fu Presidente non fu eletto; assunse la carica grazie ad un colpo di stato!
Quindi poteva candidarsi un’altra volta, poi in fondo nessuno la ha mai votato Presidente!
Che poi mentre il Generale (così viene chiamato dai suoi adepti) era Presidente (o dittatore; il confine è sottile) il Paese abbia affrontato la più grande orda di repressione della storia. Che durante il suo “mandato” egli abbia promosso la tecnica della tierra arsata che semplicemente consisteva nel massacrare qualunque comunità fosse in sospetto di appoggiare i guerriglieri, e che durante solo un anno e mezzo furono massacrati circa 100.000 innocenti e desaparecidos altri 20.000 questo è un dettaglio. Poi in fondo si trattava del “momento storico, politico e sociale”.
Poi finalmente pochi mesi fa, grazie anche alle pressioni del premio Nobel per la Pace Rigoberta Menchú, il Generale fu accusato da una corte internazionale di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio (il peggiore dei crimini al mondo). Ma il Generale non si è minimamente scomposto e con una arroganza unica al mondo si è ricandidato alla presidenza. Poi in fondo la corte internazionale ancora non lo ha ancora condannato, e poi lui dice che non sa nulla. In quegli anni tutto il mondo sapeva dei massacri ma lui no; forse era troppo impegnato a preparare i sermoni della domenica nei quali diceva che Dio è grande e che i giorni bui stanno per finire. E nelle campagne la gente veniva massacrata a centinaia e migliaia.
La corte internazionale lo accusa di 47 massacri. Ma lui dice che non sapeva niente. Come se chiedessimo a Stalin se sapeva dei Gulak e lui ci rispondesse: “ma dove è la Siberia?” o se chiedessimo a Hitler dei campi di concentramento e ci rispondesse “ma chi sono questi Ebrei di cui parlate tanto?”.
Fortunatamente Stalin e Hitler sono da altre parti da un po’ di tempo. Sfortunatamente Ríos Montt è ancora qui e addirittura pretende di potersi candidare alla Presidenza della Repubblica pulendosi le parti intime con la Costituzione del Guatemala.
Per fortuna però a volte un briciolo di giustizia esiste anche qui ai tropici e così quest’anno la Corte di Costituzionalità ha bocciato l’ennesimo ricorso del Generale e gli ha proibito la candidatura alla presidenza.
Ora solo aspettiamo che ci sia giustizia anche da parte della corte internazionale e che Ríos Montt anzi che prendere posto al palazzo presidenziale prenda posto in una carcere a vita; sperando che viva a lungo.

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