La BBC e Fallujah: Crimini di guerra, bugie e omertà.

La TV di stato italiana, la RAI, ha trasmesso un documentario che accusava i soldati americani di aver usato bombe al fosforo bianco contro civili nella città irachena di Fallujah.
11 novembre 2005
Gabriele Zamparini

Stamattina, mercoledì, 9 novembre 2005 sul sito della BBC News, con il titolo L’uso di armi incendiarie da parte americana in Iraq, potevo ancora leggere: La TV di stato italiana, la RAI, ha trasmesso un documentario che accusava i soldati americani di aver usato bombe al fosforo bianco contro civili nella città irachena di Fallujah. La RAI conferma il questo largo uso di armi chimiche illegali, sebbene le bombe siano considerate strategie sovversive. Testimoni oculari e ex soldati americani hanno riferito che l’arma era usata nelle aree fabbricate dove erano asserragliati gli insorti. I militari americani hanno negato questa accusa, ma hanno ammesso l’uso di bombe al fosforo bianco in Iraq per illuminare i campi di battaglia. Ieri ho scritto sui motivi per i quali la BBC NEWS sbaglia quando (nel suo articolo: “ sebbene le bombe siano considerate strategie sovversive” e con una mail a me spedita: “Il fosforo bianco non è un’arma chimica!") nega che il fosforo bianco sia un’arma chimica. Secondo il diritto internazionale, qualsiasi sostanza chimica usata per ferire o uccidere persone o animali è da considerarsi arma chimica. Riportando le parole di Peter Kaiser (Organizzazione per la proibizione di armi chimiche): “Qualsiasi sostanza chimica che venga usata contro umani o contro animali che possa causare ferite o morte per via delle proprietà tossiche della sostanza chimica, E’ considerata arma chimica se lo scopo è di ferire- che è un comportamento proibito. (Si possono sentire queste parole direttamente andando a questo link e cliccando “Play” sotto la foto sulla destra in fondo alla pagina). L’articolo della BBC NEWS riporta: “I militari americani negano, ma ammettono di aver usato bombe al fosforo bianco in Iraq per illuminare i campi di battaglia”. Il governo americano aveva già negato questa accusa in passato. Nel “L’America ha fatto uso “illegale” di armi a Fallujah?” le asserzioni dei media accusano l’uso da parte degli americani di armi vietate durante i combattimenti in Iraq, il Dipartimento di Stato [Ministero degli Esteri, ndt.] americano scrive: “Alla fine alcuni resoconti dei notiziari hanno accusato le forze americane di aver fatto uso di bombardamenti al fosforo “proibito” a Fallujah. Il fosforo non è proibito. Le forse americane ne hanno fatto usato sporadicamente a Fallujah allo scopo di illuminare. Sono state esplose in aria per illuminare le posizioni del nemico durante la notte, non verso i combattenti nemici. C’è un gran parlare sulla alimentarsi di disinformazione riguardo le forze americane che presumibilmente usano armi “proibite” a Fallujah. Il fatto è che le forze americane non stanno usando nessuna arma illegale né a Fallujah né in nessun altro posto in Iraq”.
(Scritto il 09 dicembre 2004, aggiornato il 27 gennaio 2005) Chiaramente nessuno si aspettava che la verità sui crimini di guerra e le uccisioni di massa venisse fuori proprio da quelli accusati di aver commesso tali crimini contro l’umanità. Nessuno tranne la BBC e la maggior parte dei media. Ovviamente tutti si aspettavano che l’informazione indipendente e onesta avrebbe dovuto essere scettica nei confronti delle fonti militari e governative e che avrebbe indagato, indagato e indagato. Tutti tranne la BBC e la maggior parte dei media. Loro non credono nel giornalismo indipendente. Non si fidano delle fonti indipendenti. Non vedono il loro lavoro come scoprire la verità, indagare e mettere in discussione la versione ufficiale. Hanno venduto l’anima per una carriera brillante e –come ha recentemente affermato Noam Chomsky-“assicurarsi di essere abbastanza rispettabili per essere invitate alle cene giuste”. OK, qui sta la sfida! Se la BBC (e la maggior parte dei media) si fidano delle fonti militari, allora avranno una fonte militare.
Dal “Field Artillery Magazine” dell’esercito americano: 9. Munizioni. Le munizioni che abbiamo preso per questo combattimento erano 155 -mmhighexplosive (HE) cartucce M107 (a breve raggio) e M795 (a lungo raggio), illuminazioni e fosforo bianco (WP, M110 and M825), con mirino detonatore (PD),miccia di ritardo, di tempo e di tempo variabile (VT). (.) Fosforo bianco. WP testato come munizione efficiente e versatile. Lo abbiamo usato nelle missioni di ricerca e più tardi nei combattimenti, come arma potente psicologica contro gli insorti nelle trincee e nelle loro tane
quando non ottenevamo nessun risultato con le HE. Abbiamo lanciato le missioni “scuoti e inforna” verso gli insorti, usando il WP per stanarli e le HE per tenerli fuori. (.) Abbiamo usato WP alterato per le missioni di ricerca quando il fumo HC non faceva più effetto e volevamo tenere il nostro WP per le missioni letali. (.)
FONTE: LA BATTAGLIA PER FALLUJAH- TF 2-2 IN FSE AAR: Fuoco indiretto nella battaglia di Fallujah del capitano James T. Cobb, primo luogotenente Christopher A. LaCour e il sergente prima classe William H. Hight “Ulteriori informazioni riguardo le FONTI: Capitano James T. (Tom) Cobb è stato assegnato al primo battaglione, sesto campo di artiglieria (1-6 F A), prima divisione fanteria, è stato FSO per la Task Force del secondo battaglione, seconda fanteria, (TF 2-2 IN) nella operazione Iraqi Freedom (OIF), inclusa la battaglia di Fallujah. Ha anche partecipato alla Kosovo Force (KFOR) 4B. Cobb, primo luogotenente Christopher A. LaCour, assegnato alla 1-6 FA, è stato l’ufficiale per TF 2-2 IN nel OIF II, compresa a battaglia di Fallujah.
Quindi nella OIF II, era a capo di un plotone per la 2/C/1-6 FA e, precedentemente, un ufficiale nella stessa unità d'artiglieria. LaCourand sergente prima classe William H. Hight, anche lui assegnato alla 1-6 FA, è stato nella TF 2-2 IN's Fire Support NCO sino al settembre del 2003 e prese parte alla OIF II e ai combattimenti nella battaglia di Fallujah. E’ stato anche in Bosnia come membro della Implementation Forxe (OFOR) e in Kosovo come membro della KFOR 4B.
Questo è quanto riportato da Darrin Mortesen del North County Times nell’aprile del 2004 “Combattere a distanza”. Dopo aver polverizzato per giorni parti della città, molti dei marines hanno affermato che il recente combattimento è degenerato più di quanto avessero programmato, ma non di più di quanto potessero trattare. “E’ la guerra” così ha detto il Cpl. Nicholas Bogert, 22 anni, di Morris, N.Y. Bogert è a capo della squadra del mortaio che dirigeva i suoi uomini a colpire attorno alle cariche di esplosivi e di fosforo bianco nella città venerdì e sabato, senza sapere mai chi fosse il bersaglio o che danni potesse provocare l’esplosione. “Avevamo tutti fatto il training SASO
(operazioni di sicurezza e stabilizzazione) di ritorno a casa”, ha affermato. “E dopo questo giro nella guerra dannatamente reale”. Il sabato, proprio nel momento in cui la sua squadra incominciava la colazione fatta di razioni impacchettate, Bogert ricevette una missione di attacco dalla radio. “Siate pronti all’azione! “ urlò Lance Cpls. Jonathan Alexander e Jonathan Millikin inerpicandosi nei loro piedi. Scuoti e inforna, scherzando e destandosi ognuno di loro come ragazzi appena qualche secondo prima, gli uomini erano istantaneamente pronti al loro ruolo. Con un compagno dei marines tra loro e il loro bersaglio, c’era molto in gioco. Borget ricevette le coordinate del bersaglio, le tracciò su una mappa e annunciò la messa a punto per il cannone che loro chiamano “Sarah Lee”. Millikin, 21 anni,da Reno, Nevada, e Alexander, 23 anni , dal Wetumpka, Alabama, hanno fatto velocemente gli aggiustamenti. Sono bravi in ciò che fanno. “Cannone su!” Millikin urlò quando finirono dopo pochi secondi, afferra del fosforo bianco da una scatola di munizioni lì accanto e lo tiene sopra il condotto. “Fuoco!” Urlò Bogert, non appena Millikin lo fece cadere. Lo scoppio sollevò polvere attorno alla buca dopo aver lanciato un miscuglio di fosforo bianco bruciato e esplosivi che chiamavano “scuoti e inforna” verso un gruppo di edifici dove gli insorti erano stati localizzati tutta la settimana. Hanno affermato di non aver mai visto ciò che colpivano, né di aver parlato di questo quando spolveravano la loro colazione e continuavano la loro ironica routine fatta di insulti personali e di attribuzioni di nomignoli.
(da VIOLENZA SI PLACA PER I MARINES A FALUJAH di DARRIN MORTENSON, North County Times, sabato, 10 aprile 2004) Il silenzio e le bugie dei mass media hanno avuto il loro ruolo in materia di crimini di guerra e contro l’umanità. La guerra in Iraq è iniziata con delle bugie e con le bugie è continuata sino ad ora. Non dovremo mai dimenticare le parole usate nei processi contro i criminali nazisti: “Iniziare una guerra di aggressione, quindi, non è solamente un crimine internazionale; è il crimine internazionale supremo che si differenzia dagli altri crimini di guerra solamente per ciò che contiene in sé il male completo". – Questo fu il giudizio del tribunale militare internazionale per il processo ai maggiori criminali di guerra tedeschi- Norimberga, Germania, 1946. Ora tocca a noi.

Note: Gabriele Zamparini ringrazia Mark Kraft per avergli mandato importanti informazioni usate per questo articolo.

Traduzione di Federica Mei per www.peacelink.it

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