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    giornalismi 3

    Con preghiera di link

    11 gennaio 2007
    Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

    Tra le molte innovazioni che la rete e internet hanno introdotto ce n'è una piccolissima, ma essenziale: «Ehi, guarda qui, forse ti interessa». Questo è lo spirito con cui opera la gran parte degli autori di pagine web. Ce lo ricorda, in un volume di prossima pubblicazione, uno studioso importante, Yochlai Benkler, giurista a Yale (si intitola "The wealth of networks" e lo sta traducendo la Bocconi).
    Nessuno si illude di essere lui il primo ad avere avuto un'idea o una notizia. In realtà tutti siamo solo dei nanetti sulle spalle di una moltitudine di nani - per parafrasare la famosa frase di modestia di Isaac Newton che, scriveva a un collega di aver visto un po' più lontano di altri, perché era salito sulle spalle dei giganti, ovvero degli studiosi che l'avevano preceduto. Così il citare la fonte di una notizia, esplicitamente accompagnandola con il link alla pagina del sito da cui la si è prelevata, è insieme una condotta di efficienza, di modestia e persino di democrazia. Di efficienza perché è decisamente inutile che una notizia venga riscritta, più o meno bene, decine o centinaia di volte, quando magari la fonte è unica, per esempio un lancio di agenzia ed essa è raggiungibile da chiunque sia collegato alla rete. Di modestia, perché noi giornalisti dovremmo smetterla di pensare di essere sempre e comunque «autori»; il più delle volte siamo soltanto gente che legge per conto terzi e onestamente ripropone quanto letto, il valore aggiunto essendo semmai la selezione delle cose rilevanti e il saperle collocare in un contesto che le renda decifrabili. Di democrazia infine perché questa virtù civica si basa sulla trasparenza e il citare la fonte è un invito esplicito ai lettori a farsi un'opinione essi stessi.
    L'aurea regoletta non è tuttavia nel cuore di Repubblica.it, primo sito italiano di notizie. Ecco dunque che domenica ha scoperto, peraltro con 4 anni di ritardo, che il Mit mette online i suoi corsi accademici, liberi e gratuiti. Come l'ha scoperto? Forse dal sito della tv Cbs, la quale a sua volta cita il Christian Science Monitor. Repubblica, nel dubbio, comunque non cita nessuno.

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