Documento degli studenti contro la guerra di Scienze della Comunicazione di Bologna

30 marzo 2003 - Studenti contro la guerra

Finalmente il corso di laurea di scienze della comunicazione di Bologna ha dato vita ad un abbozzo di movimento studentesco interno. La contingenza della guerra in Iraq ha rappresentato l’input affinché questo movimento prendesse corpo.

Alle ore 03:35 di giovedì 20 marzo è ufficialmente iniziato l’attacco contro l’Iraq. Noi siamo convinti che in un momento come questo sia necessario prendere posizione. Non vogliamo restare fermi ad osservare quello che accade. Non prendere posizione significa, a nostro parere, schierarsi automaticamente dalla parte del più forte.

Noi crediamo che la guerra che in questi momenti sta infuriano nei cieli e sulle terre dell’Iraq sia eticamente e giuridicamente illegittima.
Siamo stanchi di sentire parlare di “guerra chirurgica”, di “effetti collaterali”, di “bombe intelligenti” e di “guerre giuste”. Noi pensiamo che bombardare città, uccidere civili innocenti, affamare popolazioni, non sia mai né giustificato né giusto. Le guerre non sono mai giuste.
Questa guerra inoltre risulta essere condotta nel completo spregio delle più fondamentali norme giuridiche internazionali. La guerra come tale, infatti, e con esclusione della sola guerra di difesa, non è consentita né dai principi del diritto internazionale né dalla Carta delle Nazioni Unite (art. 1 comma I e art. 2 comma IV) né dalla Costituzione Italiana che, come è noto, all’art. 11 ripudia espressamente la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

Siamo convinti che questa guerra, presentata di volta in volta al mondo intero come una guerra contro il terrorismo, una guerra contro la dittatura, una guerra di liberazione, una guerra per la democrazia e la libertà, una guerra necessaria, non sia altro che una guerra per interesse. Insomma, questa guerra, checché ne dicano i vari Bush Blair Aznar Berlusconi è una guerra spinta da motivi “classici” in contesti geopolitici nuovi.
Noi esprimiamo la più ferma condanna nei confronti di questa e di tutte le guerre che, decise dai governi, sono subite dai popoli.

In questo momento ci sentiamo in dovere di criticare allo stesso modo il comportamento dell’amministrazione statunitense, e con esso anche quello di tutte le amministrazioni che si sono schierate più o meno apertamente per un intervento armato, e del regime iracheno, colpevole di affamare e violentare da lunghi anni il proprio popolo. In uno slogan: né con il dittatore iracheno né con il dittatore mondiale, né con Saddam né con George.
A questo proposito vogliamo anche esprimere la nostra più ferma condanna alla posizione assunta dal governo italiano, che ha di fatto schierato il paese al fianco degli Stati Uniti, rendendoci complici della guerra. Noi critichiamo fermamente la politica del nostro governo e chiediamo che esso torni sui suoi passi, impedendo agli eserciti impegnati nelle azioni militari in Iraq di fare uso delle basi poste in territorio italiano e di sorvolare i cieli della nostra penisola.
Condanniamo inoltre la posizione assunta da quei governi che fino all’ultimo momento si erano dichiarati contrari all’intervento armato e che, nonostante ciò, hanno concesso alla coalizione guidata dagli Stati Uniti l’uso delle proprie basi e del proprio spazio aereo.

Noi siamo contro la guerra, contro questa guerra, contro tutte le guerre.
Noi crediamo fermamente che l’unico obiettivo dell’umanità debba essere la pace. La pace cui noi aspiriamo è una pace vera, non un’assenza temporanea di guerra, condizione che, per realizzarsi, necessita che non vi siano più al mondo disuguaglianze, ingiustizie, oppressioni, sfruttamento.
Appoggiamo quindi le manifestazioni, gli scioperi, le azioni che, in ogni parte del mondo, hanno il fine di esprimere un forte, secco, deciso NO ALLA GUERRA.
In particolare, in quanto studenti di scienze della comunicazione, noi ci impegniamo in questi giorni a produrre e diffondere materiale informativo, ad organizzare iniziative e dibattiti che possano coinvolgere studenti e cittadinanza, con l’obiettivo di creare una coscienza ed un’informazione alternative alla dilagante propaganda di guerra.

 

Studenti di comunicazione contro la guerra
sdcnowar@libero.it

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