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Intervista ad Andrea D'Ambra

Giacomo Alessandroni28 gennaio 2007 - Giacomo Alessandroni

Una delle magliette realizzate per diffondere la petizione sulle spiagge, quando anche l'attenzione rischiava di andare in ferie Tempo fa ho intervistai Andrea D'Ambra, proprio agli inizi della petizione che ne porta il nome, petizione che - al momento in cui scrivo - ha raccolto esattamente 820.249 firme tonde, tonde.
Si tratta della richiesta dell'abolizione dei costi di ricarica i quali non sono - come sostengono anche alcuni call center dei gestori - "imposte governative", ma costi che potrebbero trovare una giustificazione quando la ricarica viene venduta da un edicolante [il quale ha diritto ad un aggio], ma sono totalmente ingiustificate nel momento in cui io ricarico direttamente dal gestore via internet, tramite bancomat o qualsiasi altra forma di transazione elettronica, la quale non richiede nessuna mediazione.

L'abolizione dei costi di ricarica è stata introdotta al primo articolo di un decreto legge varato questi giorni dal governo, dopo oltre nove mesi dal lancio della petizione contro quest'anomalia tutta italiana.
È stato necessario l'intervento di un singolo cittadino che ha fatto appello alla Commissione Europea, nonostante le varie istituzioni italiane preposte al controllo e le varie associazioni in difesa dei consumatori affinché si potesse mettere una volte per tutte la parola "fine" su questo balzello che non ha nessuna giustificazione è che non troviamo nemmeno nel Mato Grosso.

Di seguito riporto l'ultima mia chiacchierata virtuale con Andrea.

È fatta?
Beh, sembra proprio di sì, in un modo o nell'altro si sarebbe arrivati ad una soluzione visto il "rumore" creato da questa petizione. Mi riferisco al fatto che se non fosse intervenuto il governo, l'Agcom aveva comunque in calendario un intervento per metà febbraio, non appena sarebbe finita l'audizione di 30 giorni a cui sono stato invitato personalmente.

Quanto e' stata dura?
Direi molto! Ho lanciato la petizione dal sito http://www.aboliamoli.eu/ lo scorso aprile e da allora non ho mai smesso di occuparmene, di far pressione su tutti gli enti preposti affinché si arrivasse ad una soluzione. Devo ringraziare tutti quelli che in un modo e nell'altro hanno sostenuto la petizione. PeaceLink è stata tra i primi e a voi va il mio sincero ringraziamento cosi come va anche a Beppe Grillo per il sostegno che mi ha dato più volte dal suo blog.
Ci sono stati alti e bassi, momenti difficili in cui sembrava che non avremmo mai visto la risoluzione e l'abolizione di questo problema, mille proroghe alle indagini condotte dalle Authority dopo la mia denuncia alla Commissione Europea e tanti altri ostacoli che sembravano insormontabili. Alla fine però la costanza e caparbietà pagano!

Quante persone hai conosciuto in questi mesi e cosa ti ha lasciato questa avventura?
Tantissime, non si contano le persone che mi hanno scritto e che continuano a farlo quotidianamente, per sostenermi, incoraggiarmi, congratularsi. Grazie a questa iniziativa ho avuto il piacere di conoscere persone squisite.
Questa iniziativa mi è servita molto anche per capire meglio come funzioni il sistema dei giornali, della televisione, delle istituzioni, di come vanno le cose quando ci sono in gioco interessi come questo del costo di ricarica che, solo per l'ultimo hanno, ha fatto guadagnare agli operatori di telefonia mobile 1,7 miliardi di euro!

La tua mente uniti ai muscoli del Ministro Bersani hanno fatto il
tutto. Se il ministro ti ascoltasse, a parte qualche pernacchia [mi riferisco alla puntata di Ballarò dove il Ministro Bersani si è attribuito il tuo lavoro], che cosa gli consiglieresti di fare per evitare che le compagnie telefoniche intaschino in altro modo l'obolo del costo di ricarica?

Beh, mettiamoli così. Per sorvegliare ci sono le Authority che sono preposte a ciò, faccio riferimento ad Antitrust ed Agcom. Le compagnie telefoniche devono operare in modo trasparente, corretto e in base alle regole della libera concorrenza come avviene nel resto del mondo. È troppo difficile?

Tempo fa si parlava di un possibile rimborso dei costi di ricarica pregressi. È fantaeconomia - considerato che siamo in Italia - oppure pensi che non sia impossibile?
Anche l'abolizione dei costi di ricarica era per molti fantaeconomia ma come vedi ci siamo riusciti. Il rimborso sarà sicuramente dura ma noi ci proveremo.
Stanno valutando quest'iniziativa un pool di legali. Sarà una delle prime operazioni di "Generazione Attiva" per i propri associati, la neonata associazione nazionale in difesa dei consumatori che ho deciso di creare, nata dalla sfiducia che esiste verso le istituzioni ma anche verso le attuali associazioni in difesa dei consumatori [una ventina] che - quando contattate dal sottoscritto al momento del varo della petizione o non risposero o invece lo fecero dicendomi "lasci stare sig. D'Ambra, non si può far nulla contro i costi di ricarica... è un'imposta governativa...".

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