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Notizie sparite, notizie sparate.

Questa rubrica di Daniele Barbieri proverà, a ritmo mensile, a recuperare e/o commentare quel che i media tacciono e/o pompano (e/o rendono incomprensibile, con il semplice quanto antico trucco di de-contestualizzarlo) su migranti, razzismo e dintorni. Contiamo molto sulle segnalazioni di lettori e lettrici: la mail di riferimento è pkdick@fastmail.it oppure la redazione.
15 luglio 2007 - Daniele Barbieri
Fonte: È uscito sul periodico di strada "Solidarietà Come" n. 278 (datato 15 luglio ’07) - http://www.gruppocome.it/

1 – Il colore della pazzia . «Le prime notizie parlavano di un cittadino nigeriano morto a seguito di percosse da parte della polizia all'interno di un reparto psichiatrico. Non è andata così, ma forse è anche peggio. Sul corpo di Edmond Idehen, nigeriano di 38 anni […] non vi sono tracce di violenze, ma la dinamica dei fatti mostra aspetti anche peggiori. Perché se è una persona a sbagliare la si sostituisce, ma se è un sistema a non funzionare tutto si fa più complicato». Inizia così il bell'articolo di Massimiliano Boschi su « Diario della settimana » [8 giugno] che dà voce anche alla sorella di Edmond: «Perché la polizia è entrata nel reparto? Mio fratello non era violento. Aveva problemi psichici ma si limitava a cantare e a pregare a voce alta. Queste malattie vengono forse curate dalla polizia?”. […] La versione ufficiale della Procura parla di crisi cardiaca intervenuta mentre infermieri e poliziotti tentavano di portare il paziente sul letto di contenzione; per la famiglia tutto si svolge nel corridoio e mostra una foto scattata col cellulare. Nella sostanza non cambia molto. […]   L'Istituto psichiatrico Ottonello è una struttura trasparente,   il personale è il primo a rammaricarsi per quanto avvenuto. Resta che “normalmente” si trovano 3-4 infermieri (spesso donne) a gestire fra 15 e 18 pazienti, alcuni stranieri. Nessuna traccia di mediatore culturale che quando serve deve essere chiesto ad altre strutture. […] Quante strutture in Italia sono attrezzate per garantire questi diritti anche ai cittadini stranieri? Che senso può avere l'imposizione di cure se poi non si ha il personale adeguato a svolgere le terapie nel miglior dei modi? Edmond aveva una famiglia che lo accudiva e assisteva, ma per gli altri? E mediamente i reparti psichiatrici in Italia sono molto peggio di quelli dell'Ottonello che è una struttura nuova e moderna». Accade nella civile, efficiente Bologna e purtroppo verrebbe da dire: figuriamoci altrove…. La notizia sparisce.

2 – Il colore della criminalità . Non lontano da Bologna c'è l'altrettanto civile, efficiente Imola. A pagina 4 del settimanale « Sabato sera », edizione Bassa Romagna, 19 maggio 2007 in alto una mascherina (spiritosa?) annuncia in maiuscolo: PROBLEMI EXTRA. Occhiello, titolo (su due righe) e sommario suonano: «Tendenza preoccupante in aumento da due anni. -   Spaccio di droga e risse, sempre e "solo" immigrati - I numeri dei Carabinieri provinciali confermano i dati nazionali emanati dal ministero dell'Interno. In Romagna la tendenza è ancor più accentuata: marocchini, tunisini, romeni, albanesi». In basso, altro articolo che viene titolato così: «I numeri della Polizia relativi all'ultimo anno di lavoro - Blitz, sequestri ed arresti dove passano gli stranieri». Occorrono commenti a questa titolazione? Cosa vorrà dire quel “solo” fra virgolette?   Gli articoli erano bruttini ma il titolista si è superato nell'imitare Borghezio (perfino nel suo italiano stentato e approssimativo, frutto di scarse letture e zero applicazione). Invece quel «dove passano gli stranieri» è una citazione patriottica (“La canzone del Piave”, no?) per compiacere anche Fini e dintorni. « Sabato sera-Bassa Romagna » è il cugino di un famoso settimanale che i più direbbero di area Ds. Del resto c'è chi su « la Repubblica » annuncia – o forse vagheggia - un «razzismo democratico». Sparate nel mucchio, qualche leprotto extra-comunitario si becca sempre.
 
 

3 -   Il colore dello sport . Capita a Udine di ascoltare a un dibattito il bravissimo Mauro Valeri, autore di « Black italians » [Palombi editore] che racconta con sapienza e passione 39 vicende di atleti “neri” che hanno vestito la maglia azzurra. Lo sport è strumento di integrazione? Dipende. Fra l'altro in Italia – unico Paese europeo - le società devono tesserare come stranieri i figli di migranti [circa mezzo milione di ragazzi] che nascono in Italia: come Stefano Okaka, campioncino cresciuto in Veneto e comprato dalla Roma che lo schiera di rado perché risulta “extra-comunitario”.

4 -   Il colore della scuola . Capita che in Italia i giornalisti amino molto gli anniversari tondi e così a 40 anni dalla « Lettera a una professoressa » dei ragazzi di Barbiana [cioè gli allievi di don Lorenzo Milani] si discuta molto di scuola con il consueto contorno di aria fritta. I ragazzi scrissero, con una certa crudezza ma con tutte le ragioni, che la scuola italiana era orribilmente classista: coccolava i figli dei “dottori” e faceva di tutto per buttar fuori chi veniva da famiglie operaie o contadine. Se la memoria ha un senso è anche per quanto aiuta a capire l'oggi. E dunque la domanda più interessante sarebbe: oggi ha senso una « Lettera a una professoressa post-2000 »? E chi la scriverebbe? Già dalle periferie romane un prete ha scritto a Walter Veltroni-Kennedy avvisandolo che nelle borgate la povertà dilaga e che le scelte politiche-economiche c'entrano qualcosa, anzi molto. Insomma i “nuovi” poveri crescono e la scuola (degradata e senza soldi) tende a disfarsene prima possibile. Ma soprattutto sono i figli dei migranti –che sono ribattezzati pomposamente G2 – i principali discriminati. Forse loro potrebbero scrivere questa nuova “ Lettera ”… magari fra 40 anni i commentatori annuncerebbero che sì, avevano ragione; sono cosche danno soddisfazione se non ai figli almeno ai nipoti. A proposito per gli studenti “extra” vale lo stesso meccanismo dello « ius sanguinis » raccontato da Valeri qui sopra.  

5 – Il colore della violenza patriarcale . Il 28 giugno a Brescia inizia il processo contro il padre di Saleem Hina e tre parenti accusati di averla uccisa il 10 agosto 2006. Anche questo atroce delitto finisce nel frullatore politico-mediatico. Vista la cagnara di Daniela Santachè (An) e dei leghisti locali molte persone preferiscono non essere presenti. «E' sempre un errore che la sinistra sia assente quando si tratta dei diritti delle donne» osserva Tiziana Dal Pra, dell'associazione “Trama di terre” di Imola dove native e migranti da 10 anni lavorano insieme: «in questo caso c'era un connubio infelice, quello fra una associazione di donne marocchine e la Santachè, ma è del tutto secondario rispetto all'omicidio contro un giovane donna che stava tentando di agire la propria libertà. Trovo molto pericoloso il silenzio di italiane e italiani perché invece occorre lanciare molti ponti verso le donne straniere che nel nostro Paese vengono considerate cittadine di serie B. Qualcuno obietta che delitti e violenze vi sono anche contro le italiane. Purtroppo sì. E cosa cambia? Dobbiamo aiutare tutte le vittime della violenza maschile, a partire dalle più indifese». Il processo viene rinviato al 24 ottobre e sui giornali continuano le polemiche. Spesso in funzione anti-Islam anche se davanti al tribunale bresciano c'era pure un imam torinese, Abdellah Mechnoune, a ribadire che la religione non c'entra. E su questo Dal Pra concorda: «Esiste l'ulteriore timore di essere strumentalizzati in una campagna islamo-fobica, molto forte purtroppo. Invece la violenza contro le donne avviene dappertutto e bisogna ribadire che non ha un colore, una religione o una cultura ma ha un sesso, quello maschile».

6 – Voci critiche . Circola in rete il primo numero di « Dacchè razzismo c'è » che si definisce così: « strumento di informazione e controinformazione per favorire la diffusione di una cultura anti-razzista ». Nasce dal lavoro collettivo di persone e associazioni che si battono da tempo contro il razzismo e per i diritti di cittadinanza e ora anche contro l'ambiguo neorazzismo “democratico”. Potete guardarlo su www.lunaria.org ; di certo ne riparleremo.


7 – Arci-libretto . Tra gli animatori del sopra citato « Dacché razzismo c'è » anche Giuseppe Faso, autore di « Le parole che escludono », un prezioso libretto – pubblicato dall'Arci – che purtroppo è già esaurito (ma forse qualche copia si riesce a recuperare: tentate) e comunque sarà presto ristampato e aggiornato.

8 - La matematica è come il vento?   Un messaggio di Faso pone codesto quesito di aritmetica e politica. « Repubblica del 10/05/2007, a pagina 1 (segue a pag. 15). “Nella classifica dei centri che hanno beneficiato del bobby Milano ha -10,3 % di reati, Rimini il 39%. Un reato su 3 commesso da immigrati. Relazione del Viminale: città più sicure col poliziotto di quartiere”. Problema di matematica (tre composto). Dato che:

•  non si tratta in realtà del 33% dei reati, ma del 33% dei denunciati;

•  gli autori dei furti sono denunciati il 5% delle volte, per il 95% rimangono ignoti;

•  gli autori degli scippi sono denunciati il 5% delle volte, per il 95% rimangono ignoti;

•  i ricettatori sono denunciati l'83% delle volte, per il 17% rimangono ignoti;

•  nel 17% ci sono ricettatori alla “Rififi”, nell'83% quelli che vendono accendini senza bollo e jeans con le griffe false;

Ecco il problema:
(a) Qual è, in percentuale, la correttezza di questo titolo?
(b) quanto “ Repubblica ”  presume stupidi i suoi lettori ?
(c) a che cosa è dovuto tanto schiumare razzista?
Sarà dato conto, statisticamente, delle risposte giunte».

7 – Omsizzar ( dal mensile «Cem mondialità» ). Venti frasi che parlano di immigrati. Molto brevi: flashes, quasi slogan. Anche se sono state scritte o dette da persone diverse in momenti differenti voi provate a sentirle tutte di seguito come fossero frasi di uno stesso discorso o come gocce di una cascata. 1 «Nessuno è rimasto ucciso, a eccezione di alcuni senza passaporto». 2 «Appoggiano i piedi nudi e maleodoranti sui sedili e divorano i cibi imbrattando i convogli». 3 «Il nostro Paese non può permettersi il lusso di introdurre nel suo territorio migranti che troverebbero difficili pensare come noi». 4 «Cosche malavitose stanno trasformando il nostro Paese in un grande bordello». 5 «Sotto il cartello affittasi si legge: gli stranieri si astengano». 6 «Arrivano con carichi vergognosi di carne umana ma anche di droga, armi e terroristi». 7 «Vagabondi che infestano le nostre strade con grande fastidio dei passanti». 8 «Tornino giù nel deserto a parlare con i cammelli o nella giungla con le scimmie, ma a casa nostra si fa come si dice a casa nostra». 9 «C'è in loro un residuo dell'alta criminalità di sangue». 10   «Geneticamente avvezzi a tali efferatezze». 11   «I trafficanti di fanciulli, valenti per antica consuetudine a simulare e dissimulare». 12   «L'amministrazione comunale che purtroppo non ha il potere di espellere gli stranieri residenti quanto meno si attivi per far vivere male queste persone». 13 «Cominciano ad esagerare con le loro pretese. Presto ci tratteranno come un Paese conquistato». 14 «Siamo molto puliti mio padre, mia madre, io e mia sorella e siamo contenti di essere bianchi». 15 «Il decremento della natalità ha portato l'invasione del nostro territorio… Contrastano la nostra civiltà». 16 «Se fossi negra il giorno del mio compleanno sarei triste». 17 «Abbindolati da losche organizzazioni, avviati verso il confine e poi abbandonati». 18 «Le persone nere sono soprattutto zingari o poveri». 19 «Non se ne riesce a trovarne uno che sia onesto».   20 «C'è un'altra parte di questo mondo che è ferma a mille e quattrocento anni fa».

Curiosi di sapere da dove vengono queste citazioni? Tutte le frasi dispari erano rivolte agli italiani emigrati e sono tratte da «L'orda»   di Gianantonio Stella (pagg 34, 41, 76, 103, 114, 105, 136, 140-141, 163 e 175) mentre tutte le frasi pari parlano di chi oggi migra in Italia: precisamente ancora da « L'orda » di Stella (pagg 76, 83, 118-119); poi Roberto Calderoli (dal documentario « Camicie verdi »), due frasi   in “ Estranei e nemici ” di Annamaria Rivera, tre riprese dai temi dei bambini raccolti in « La pelle giusta » di Paola Tabet, infine la celebre dichiarazione (il 27 settembre 2001, in seguito malamente rettificata) di Silvio Berlusconi. Forse vale la pena di pensarci un poco. Ma che vuol dire Omsizzar ? Provate a leggerla   al contrario…

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