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I progressisti usati come pedine

Soldati spendibili per la Guerra di Kerry a Nader
15 ottobre 2004 - Stephen Conn



I progressisti e gli attivisti pacifisti che stanno fornendo il loro appoggio e aiuto nell’impresa di fermare Ralph Nader e Peter Miguel Camejo nella corsa alla Presidenza degli Stati Uniti non hanno capito di essere uno strumento nelle mani di gente che rappresenta gli interessi delle multinazionali, particolarmente il complesso industriale - militare, all’interno dei due principali partiti.

Dopo mesi che sono stati spesi nella raccolta di fondi, nella ricerca e nello sviluppo di un dettagliato piano di attacco, i Democratici anti-Nader hanno messo a punto una vera e propria offensiva da scatenare su due diversi fronti contro la campagna di Nader. Questa offensiva, alquanto pubblicizzata, si era andata concretizzando nelle riunioni tenutasi con i leader del partito da Washington, il Nuovo Messico e altrove nel paese durante la scorsa Convenzione Democratica (David Postman, "Nader foes seek funding from Democratic donors," Seattle Times. 28 Luglio, 2004).

Il primo fronte dell’offensiva si è configurato come un attacco preventivo su scala nazionale portato a quegli elettori che potrebbero scegliere di votare per Nader il prossimo 2 di Novembre. Il Partito Democratico ha quindi messo in campo numerosi studi legali allo scopo di sfidare in ogni singolo stato l'accesso alle elezioni di Nader, impegnandolo in onnipresenti cause, intentate con il solo obiettivo di esaurirne le risorse e di limitarne la candidatura. La parola d’ordine: intentare causa in maniera soffocante alla campagna indipendente di Nader. Il secondo fronte è andato invece materializzandosi in una campagna per insinuare e perpetuare una bugia ritenuta alquanto efficace da parte di numerosi gruppi di studio e di sondaggi, ossia quella che accusa Ralph Nader di essere un mero strumento della destra Repubblicana.

Il Ballot Project Inc. è stato inizialmente finanziato da Robert Shapiro, ex CEO (Chief Executive Officer) della Monsanto e fautore dell'agricoltura genetica, con altri 25.000 dollari, (un importo che è ben al di sopra dei limiti di legge stabiliti per i finanziamenti ad una campagna elettorale), forniti dal miliardario Democratico della Costa Ovest degli Stati Uniti, Max Palevsky. Questo gruppo di 527, chiamato ufficialmente "Focus on Ballot Qualifications, Inc." è stato fondato lo scorso Luglio da William C. Oldaker , in precedenza consulente del candidato Wesley Clark e adesso sostenitore di Kerry, primo consigliere generale della FEC – Federal Electoral Commission - uno stratega di legge elettorale e da lungo tempo un membro del Partito Democratico.

Oldaker è un socio nello studio legale Democratico Oldaker, Biden e Belair (http://www.obblaw.com) e il principale finanziatore del Gruppo Nazionale - The National Group - costituitosi recentemente (http://www.thenationalgroup.net). I suoi clienti, compresa l'Associazione Carbone Bituminoso, la Delta Air, la Corning Glass, la Equifax e le Neuralstem Biopharmaceuticals (che Oldaker ha co-fondato) cercano regolarmente largess ed altri favori speciali dal governo del tipo che Nader ha lungamente denunciato. La Ballot Project Inc. coordina il progetto anti-Nader per sbarrargli l’accesso alle elezioni con lo spiegamento di centinaia di avvocati in tutto il paese, compreso nello stato della Pennsylvania il favorito dell’industria bancaria, farmaceutica e della pubblicità, lo studio legale Repubblicano Reed Smith (http://www.ReedSmith.com), e nell’Ohio gli avvocati difensori della General Motors e del gigante del tabacco Brown and Williamson, la Kirkland and Ellis (http://www.Kirkland.com).

I soci di entrambi gli studi sopraccennati hanno combattuto con i denti e le unghie l’accesso alle elezioni di Nader, arrivando a spendere con i propri tentativi centinaia di migliaia di dollari in ore di lavoro congiunto, e senza che la stampa mainstream gli chiedesse una singola volta come, degli avvocati corporativi di tale preminenza, potrebbero giustificare i propri tentativi pro bono di ostracismo, che beneficiano i propri clienti corporativi in tutto il mondo.

I soci sia della Reed Smith che della Kirkland and Ellis sono stati citati estesamente e favorevolmente nel New York Times e altrove dato che ritraggono sé stessi come gli auto elettosi guardiani della scheda elettorale contro i simili di Ralph Nader e di quelli della sua specie. La Reed Smith, un importante studio legale corporativo dello stato della Pennsylvania, che ha già combattuto contro Nader in precedenza, riguardo la questione della pubblicità fatta ai bambini, ha provveduto a fornire 12 avvocati compresi 7 soci, i quali hanno fatturato 1.300 ore di lavoro spese ad ostacolare la presenza di Nader sulle schede elettorali. La Kirkland and Ellis, studio legale di Ken Starr, che rappresenta la General Motors ed altre importanti multinazionali, dirige invece la battaglia contro Nader in Ohio.

Nessun sospetto giornalistico si è sollevato attorno a questo coordinato investimento nella mentalità del "buon governo” a cui hanno partecipato alcuni fra i più importanti studi legali corporativi e gruppi di pressione, e neppure i giornalisti hanno notato la profonda assenza di partecipazione sull'altra sponda da parte dei gruppi libertari civili, che sarebbero potuti accorrere a difendere i diritti Costituzionali dei potenziali elettori di Nader e che invece non lo hanno fatto.

Il secondo fronte dell’offensiva, avente come obiettivo gli elettori di quegli stati nei quali Nader non può essere forzato ad uscire dalla corsa o dove è ancora candidato come possibile scelta di voto, tende a nutrire a forza gli elettori con le bugie più efficaci, bugie che sono state scoperte attraverso una estesa ricerca fatta dal sondaggista di Bill Clinton, Stanley Greenberg, ossia che Nader è "a letto con," finanziato e controllato dalla Destra Repubblicana. Per sostenere questa campagna propagandistica orchestrata al solo scopo di diffondere bugie, un PAC (Political Action Committee) a favore di Kerry e chiamato Progressives for Victory – Progressisti per la Vittoria - è stato creato lo scorso Giugno da Oldaker, alloggiato negli uffici in DC di Robert Brandon and Associates, 1730 Rhoe Island Ave., suite 712, che è lo stesso ufficio che alloggia il Ballot Project.

Robert Brandon è il tipico agente per le pubbliche relazioni di Washington, che canta qualunque canzone gli venga messa in bocca se ben allegata ad un assegno. Secondo i dati del Center for Responsive Politics della FEC, Brandon ha fatto più donazioni per la campagna elettorale del senatore ‘anti-choice’ (contro l’aborto) e anti-Kerry Orrin Hatch che a quella di John Kerry. Questo è lo stesso Orrin Hatch che ha detto recentemente che i terroristi "faranno tutto quello che è in loro potere tra oggi e le elezioni pur di spingere il paese ad eleggere Kerry," e su Fox News, che i Democratici "stanno costantemente dicendo cose che ritengo insidino i nostri giovani, uomini e donne, che stanno servendo in Iraq." (Dana* *Milbank, "Tying Kerry to Terror Tests Rhetorical Limits,". Washington Post, 27 Settembre, 2004, p1).

In "lettere aperte," piene di quello che gli avvocati chiamano il linguaggio “bollente” del gruppo di studio e che sono state fatte circolare ai progressisti, a livello di singoli stati e a quello nazionale, e nei comunicati stampa, Robert Brandon ritrae Nader come un simbolo della destra Repubblicana e come un "divisore" del momento progressista. Fiduciosi attivisti pacifisti e progressisti in tutto il paese si sono uniti al ‘United Progressives for Victory’ (www.upforvictory.com) senza pensare una seconda volta quanto alla veridicità delle affermazioni di Brandon, e mettendosi quindi a disposizione come soldati spendibili per le non riconosciute Armi di Inganno di Massa di Kerry. Il Center for Responsive Politics ha concluso da lungo tempo che non più del 4% dei finanziamenti ricevuti da Nader sono venuti dai Repubblicani. Ma nelle campagne elettorali, come in guerra, la verità è effettivamente la prima vittima.

I portavoce nei confronti dei media sia per il Ballot Project che per il United Progressives for Victory sono Brandon e Toby Moffett. Moffett è un ex funzionario della Monsanto, e adesso lobbista al servizio di paesi stranieri, le Isole Cayman, la Turchia (a 1.8 milioni di dollari all'anno) e il Regno del Marocco, appaltatori della difesa quali Raytheon e Northup Grumman e la McDermott International, una ditta di trivellazioni petrolifere di Houston fortemente interessata all'immunità dalle responsabilità nell’uso dell'amianto. Moffett è un socio del gruppo Repubblicano (Bob) Livingston (http://www.livingstongroupdc.com) e del suo Livingston – Moffett International Group Practice.

Moffett fa una montagna di soldi per i suoi clienti avvantaggiandosi della guerra e dell'occupazione dell'Iraq. Un cliente di Moffett è una ditta britannica, la De La Rue. Attraverso l’impegno di Moffett si è assicurata i contratti per stampare la nuova moneta e i nuovi documenti di viaggio dell’Iraq. Il gruppo Livingston ha guidato la Turchia alla sua lucrativa alleanza da un miliardo di dollari più aiuti stranieri con l’amministrazione Bush.

Nader parla di Moffett come di colui che ha trasformato il Democratic Leadership Council - Consiglio Direttivo Democratico – in una borsa che raccoglie per il partito il denaro donato dalle multinazionali. Le donazioni delle multinazionali hanno però delle corde a cui sono legate. Ralph Nader sostiene che questi compromessi fanno parte della ragione per la quale Kerry non prende una posizione più ferma sull'Iraq o su perché non promuove il diritto sanitario universale.

Apparentemente le multinazionali che sono clienti di Oldaker e di Moffett non hanno trovato che ci sia alcun conflitto fra la strategia politica impiegata dai loro agenti per negare l'accesso al voto di Nader e per diffamarlo, e il loro desiderio di screditare l'agenda contro le multinazionali di Nader e, con esso, il momento progressista – sia che Kerry venga eletto oppure no. Chiunque vada a riesaminare le liste di clienti che sono pubblicate (con relativa luminosa auto-promozione) sulle pagine web del Livingston o del The National Group scoprirà che la crociata anti-Nader del Ballot Project e del Progressives United, entrambi progettati e orchestrati dai Democratici, è anche un'estensione molto naturale della volontà delle multinazionali che sono clienti sia di Moffet che di Oldaker, di mantenere ed estendere la loro influenza sia in una nuova Presidenza Kerry che in una seconda amministrazione Bush. Per le nazioni straniere ostentare aria di sufficienza mentre i propri gruppi di pressione si immischiano nelle elezioni degli stati Americani è quello che noi in Alaska chiamiamo, "pattinare su ghiaccio molto sottile."

Si potrebbe anche dire che l'odio per l’agenda progressista e la persistente intromissione pubblica nelle faccende delle multinazionali da parte di Ralph Nader generi una felice coincidenza di interesse personale fra i clienti corporativi con le guerre legali dei loro avvocati contro Nader nei tribunali e sulla stampa. I clienti della Kirkland and Ellis, la General Motors o la Brown and Williamson o ventinove delle trenta banche più grandi e nove delle dieci maggiori aziende farmaceutiche, tutte rappresentate dalla Reed and Smith, possono solo guadagnarci dal conflitto interno o dalla capitolazione del movimento progressista. Qualunque sia il risultato della corsa alla Presidenza, per i loro studi legali l’investimento di vaste risorse professionali nella distruzione di Nader e della sua reputazione finirà per facilitare la strada dei loro clienti corporativi nella maniera in cui interagiscono con il governo, particolarmente se l'influenza di Nader a Washington è stata ridotta ai minimi termini.

E cosa dire dei progressisti dell’ ’Anything – but - Bush’ - ‘Chiunque – Ma – Non – Bush’ - che sostengono questi tentativi firmando le lettere anti-Nader messe a punto da Brandon e soci per i Progressisti Uniti? Forse, per loro, il fine giustifica i mezzi. Forse sono stati imbrogliati o si sono solo limitati a seguire gente di cui si sono fidati. Sia che siano stati ingannati dal timore generato dalla campagna dell’ABB - o sia che abbiano scelto autonomamente questa direzione, in entrambi i casi sono chiaramente strumentalizzati dagli interessi delle multinazionali con i quali certamente non sono d’accordo.

Quegli attivisti pacifisti, quelle femministe e quegli ambientalisti che sono saliti entusiasticamente sul treno Brandon-Oldaker-Moffett che passa sopra Ralph Nader e sulla sua agenda pacifista e progressista, devono essere diventati una grande fonte di divertimento per gli occupanti delle sale di consiglio, degli studi di legge a servizio delle multinazionali e dei palazzi di tutto il mondo. Chi avrebbe potuto immaginare che i progressisti si sarebbero lasciati strumentalizzare così ingenuamente e che si sarebbero mostrati così inclini alla propria distruzione in un piano progettato da coloro che sono apertamente riconosciuti come i fautori dell'agenda delle multinazionali? Il messaggio di Nader, dopo tutto, è il loro stesso. L'ignoranza riguardo a questa strategia e ai suoi collegamenti con le multinazionali, ai loro avvocati e ai gruppi di pressione non può essere una giustificazione. Qualunque bambino di scuola avrebbe potuto navigare sul web e collegare i fatti gli uni con gli altri. Adesso lo faranno anche i progressisti, ma con probabile grande sgomento da parte loro.

Stephen Conn è un ex Professore di Diritto dell’Università dell’Alaska

Note:

Tradotto da Melektro - djm@melektro.com - A Cura di Peacelink

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