Vietnam: Cyberdissidente perseguitato dalle autorità
Do Nam Hai ha scelto di manifestare le sue convinzioni malgrado i rischi che ciò comporta - dichiara Reporters sans Frontières - In un paese in cui qualsiasi messa in questione del regime porta direttaemnte in prigione, il suo coraggio è rimarchevole. Chiediamo alle autorità vietnamite di smettere di tormentarlo, dimostrando così il loro rsipetto per la libertà d'espressione". Do Nam Hai, banchiere di Hô Chi Minh-Ville, è l'autore di cinque articoli pubblicati, mentre abitava in Australia, sui siti Dan chim viet (http://www.danchimviet.com) e Mang y kien (http://www.ykien.net) : "Viêt-nam, il mio paese" (2000), "Le riforme in Viêt-nam" (2001), "Riflessioni sulla rivalutazione" (2001), "Sul presidente Ho-Chi Minh" (2001) et "Nuove riflessioni sulla rivalutazione" (2001). In uno di tali artcoli, il cyberdissidente domandava al governo vietnamita di organizzare un referendum sull'adozione del multipartitismo. Nonostante gli articoli fossero firmati con uno pseudonimo, Phuong Nam, Do Nam Hai è stato individuato e vive sotto costante pressione da parte delle autorità dall'inizio del 2002, quando è tornato a vivere in Vietnam. E' stato arrestato e detenuto per due giorni nell'agosto del 2004, e dice di essere stato interrogato una dozzina di volte dalla polizia, spesso in luoghi pubblici. In ottobre ha rilasciato un'intervista dall'emittente americana Radio Free Asia: due mesi più tardi, la polizia ha perquisito la sua casa e confiscato il suo computer, spiegandogli che potrà recuperarlo "solo quando le informazioni contenute saranno state cancellate". Inoltre, é convinto che le sue e-mail siano regolarmente lette dalla polizia. In una lettera aperta indirizzata al governo e al Comitato Centrale del Partito Comunista, datata 10 dicembre 2004, Do Nam Hai si lamenta delle pressioni di cui è oggetto e dichiara: "E' vero, ho scritto quegli articoli. L'ho fatto perchè amo il mio paese e voglio contribuire all'avvento della democrazia". nello stesso testo ha inoltre reiteraro la richiesta di un referendum sul sistema politico vietnamita. Quattro cyberdissidenti sono attualmente detenuti in Vietnam: il dottor Nguyen Dan Que, il vecchio giornalista Nguyen Vu Binh, il dottor Pham Hong Son e l'uomo d'affari Nguyen Khac Toan.
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