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Recensione di Vittorio Esposito sui Giornali La Voce e Giornalisti Europei

Riace: un modello di convivenza pacifica e plurale

Il libro “Riace. Musica per l’umanità”, a cura della giornalista e scrittrice Laura Tussi e di Fabrizio Cracolici, ANPI Nova Milanese, ricostruisce la storia della “trasformazione”di un paese semiabbandonato, Riace, in un luogo “rinato” grazie all’accoglienza di migranti e al loro inserimento.
23 febbraio 2021

Riace, Musica per l'Umanità, Recensione sul Giornale La Voce

Recensione di Vittorio Esposito sui Giornali La Voce e Giornalisti Europei

 

La cittadina di Riace, in provincia di Reggio Calabria, divenuta nota nel 1972 in tutto il mondo per il rinvenimento nelle sue acque di due statue virili greche in bronzo (I Bronzi di Riace) conservate attualmente nel Museo Nazionale di Reggio Calabria, è assurta di nuovo agli “onori”della cronaca come “modello” dell’avvenuta realizzazione dell’utopia del proprio sindaco, Mimmo Lucano, di una possibile convivenza tra popoli, religioni e usi diversi nel nome dell’accoglienza e della solidarietà.

 

Eletto tre volte, come indipendente di centro-sinistra, sindaco di Riace (1º mandato (2004-2009; 2º mandato 2009- 2014; 3º mandato 2014-2018), Domenico Lucano, detto Mimmo classe 1958, è divenuto celebre in particolare per il suo approccio nella gestione dei rifugiati politici e immigrati in genere, nel contesto della crisi europea dei migranti.

 

Oltre 450 tra rifugiati e immigrati si sono stabiliti nel piccolo villaggio ionico accanto ai suoi 1800 abitanti.

 

Il libro “Riace. Musica per l’umanità”, a cura della docente, giornalista e scrittrice Laura Tussi e di Fabrizio  Cracolici, presidente ANPI di Nova Milanese e ricercatore di storia contemporanea (Mimesis Edizioni, pag. 116, Euro 10,00) ricostruisce la storia della “trasformazione”di un paese semiabbandonato, Riace, in un luogo “rinato” grazie all’accoglienza di migranti e al loro inserimento nel sistema sociale e produttivo.

Il libro Riace, Musica per l'Umanità su Giornalisti Europei

Il “perché” Riace è diventato un simbolo non solo per l’Italia ma per l’intera Europa è spiegato, nell’intervista riportata nel libro, dallo stesso Mimmo Lucano che sottolinea: “Perché Riace non è una teoria, è una storia vera. Fatta di persone, uomini, donne, bambini. Di persone che hanno cercato di creare

una comunità globale e che hanno dimostrato che la convivenza tra esseri umani che provengono da luoghi diversi e con diverse etnie e religioni è possibile. E che insieme è meglio”.

 

Il suo modo di gestire l’emergenza migranti è stato, però, considerato anomalo dal prefetto di Reggio Calabria e, accusato di truffa e concussione, il 3 ottobre 2018 Mimmo Lucano viene sospeso dalla carica di sindaco e messo agli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti mentre vengono dichiarate infondate le accuse di concussione, truffa allo stato e abuso d’ufficio.

 

L’11 aprile 2019 Mimmo Lucano viene rinviato a giudizio per abuso d’ufficio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e il 12 aprile 2019 viene indagato, insieme ad altre nove persone, per truffa e falso in relazione alla gestione dei migranti. Nel dicembre dello stesso anno riceve un altro avviso di garanzia in relazione al rilascio di documenti d'identità a immigrati ospiti nei centri di accoglienza. Il 9 giugno 2020 il Consiglio di Stato ha “riconosciuto il valore del modello di integrazione” posto in essere da

Mimmo Lucano sottolineando “che il ‘modello Riace’ fosse assolutamente encomiabile negli intenti ed anche negli esiti del processo di integrazione è circostanza che traspare anche dai più critici tra i monitoraggi compiuti”.

 

Il libro “Riace. Musica per l’umanità” cerca di dare risposta alla domanda “Le leggi devono essere sempre rispettate, anche quando ingiuste, oppure la disobbedienza civile può ancora incidere sulla nostra società?” attraverso le considerazioni di alcune delle figure che negli ultimi anni si sono contraddistinte per il loro impegno civile: Alex Zanotelli (Per un’utopia possibile), Vittorio Agnoletto (Il diritto di emigrare è antico come la storia dell’umanità), Fabrizio Cracolici e Laura Tussi (“Lettera alla nostra comune umanità” e “Siamo tutti Premi Nobel per la Pace con ICAN”), Adelmo Cervi (La Costituzione dell’umanità proclama il diritto alla libertà di movimento), Alessandro Marescotti (Al razzismo e all’intolleranza noi rispondiamo no), Moni Ovadia (Mentsch), Gianmarco Pisa

 

(A partire da Riace: una riflessione su educazione, lavoro, intercultura) e le interviste rilasciate ai curatori del libro, oltre che da Mimmo Lucano (Una splendida utopia), da Marino Severini (Per un nuovo umanesimo), Daniele Biacchessi (La memoria verso il futuro), Gianfranco D’Adda con Renato Franchi (Un senso al “Fare musica”), Agnese Ginocchio (La pace passa dal quaderno pentagrammato) e Alfonso Navarra (Il nuovo umanesimo è la nonviolenza efficace).

 

Vittorio Esposito

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