Nonostante la repressione governativa esiste una rete di iniziative

La mappa della pace in Turchia

In un paese come la Turchia dove la libertà di espressione è spesso messa a dura prova, il movimento pacifista rappresenta una realtà complessa e coraggiosa che intreccia inevitabilmente la difesa dei diritti umani e la risoluzione della questione curda.
8 luglio 2026
Albert (bollettino pacifista)

Albert Albert, bollettino pacifista

bollettino pacifista internazionale

luglio 2026




E' in corso il vertice Nato ad Ankara e il governo turco ha arrestato chi è sceso in piazza per manifestare. 

In Turchia, l'opposizione alla NATO è portata avanti principalmente da partiti politici di sinistra, movimenti studenteschi e organizzazioni sindacali e pacifiste. Queste realtà contestano l'alleanza atlantica accusandola di promuovere politiche imperialiste e di trascinare il Paese in conflitti armati internazionali. [1, 2]

Le principali realtà che si battono contro la NATO

  • Partito Comunista di Turchia (TKP - Türkiye Komünist Partisi). È la principale forza politica apertamente anti-NATO. Il partito chiede l'uscita immediata del Paese dall'alleanza e la chiusura di tutte le basi militari straniere sul suolo turco. Il TKP organizza regolarmente manifestazioni e summit internazionali contro l'Alleanza Atlantica. [1, 2]
  • Partito di Liberazione Popolare (HKP - Halkın Kurtuluş Partisi). Un altro partito di orientamento socialista e antimperialista, noto per scendere in piazza contro la presenza militare USA e NATO nel Paese. [1]
  • Movimenti della società civile e sindacati. Diverse piattaforme democratiche e sindacali (come le piattaforme locali del lavoro e della democrazia) si uniscono spesso alle proteste, focalizzandosi sulla critica alle spese militari e chiedendo che le risorse vengano destinate ai bisogni della popolazione. [1, 2]
La linea di queste realtà si concentra sulla condanna delle politiche di riarmo e delle guerre condotte a livello globale. Inoltre c'è la richiesta di smantellamento di basi strategiche come quella di Incirlik, utilizzate dagli alleati occidentali; gestita congiuntamente dalle forze armate turche e statunitensi, ospita il 39º Stormo dell'Aeronautica USA ed è considerata uno dei siti strategici fondamentali della NATO nel Mediterraneo orientale. [1, 2, 3, 4, 5]




In un paese come la Turchia, dove il servizio militare è obbligatorio e la libertà di espressione è spesso messa a dura prova, il movimento pacifista rappresenta una realtà complessa e coraggiosa. Le organizzazioni che operano per la pace si intrecciano inevitabilmente con la difesa dei diritti umani, la risoluzione della questione curda e la lotta per i diritti delle donne, trovandosi spesso a navigare in acque politiche turbolente.

Abbiamo esplorato il panorama pacifista turco per individuare le realtà che maggiormente possono avere affinità con le finalità di PeaceLink: la promozione della nonviolenza, il dialogo interculturale, l'antimilitarismo e la costruzione di una cultura di pace.

Un mosaico di voci per la pace

Associazioni, movimenti e centri di ricerca: il pensiero pacifista

Barış Vakfı (Fondazione per la Pace) è un'organizzazione indipendente che riunisce intellettuali e attivisti di diverse appartenenze politiche. Il suo obiettivo principale è la ricerca di una soluzione democratica e pacifica alla questione curda, un tema centrale per la stabilità della regione. La sua natura pluralista e il suo impegno per il dialogo la rendono affine allo spirito del pacifismo internazionale.

Hafıza Merkezi (Centro per la Verità, la Giustizia e la Memoria) si occupa di giustizia transizionale, documentando le violazioni del passato per costruire le basi di una riconciliazione nazionale. Un lavoro fondamentale per superare le ferite del conflitto.

Istanbul Peace Research Center è invece un think tank che fornisce analisi scientifiche sui conflitti globali e la gestione delle crisi, contribuendo a una comprensione più consapevole delle dinamiche belliche.

Il pacifismo al femminile

Barış İçin Kadın Girişimi (Iniziativa delle Donne per la Pace) è stata una delle esperienze più straordinarie del pacifismo turco. Nata per unire donne turche e curde di diverso orientamento politico e religioso, ha documentato l'impatto della guerra sulle donne e ha partecipato attivamente ai tentativi di risoluzione del conflitto tra il 2013 e il 2015. Un esempio concreto di come il femminismo e il pacifismo possano intrecciarsi in modo potente, in perfetta sintonia con le sensibilità di PeaceLink.

Obiezione di coscienza e antimilitarismo

Vicdani Ret Derneği (Associazione per l'Obiezione di Coscienza) è una realtà di frontiera. La Turchia non riconosce l'obiezione di coscienza e il servizio militare è obbligatorio: questa associazione difende legalmente e sostiene pubblicamente gli obiettori, denunciando le violazioni dei loro diritti. Un impegno che tocca il cuore dell'antimilitarismo pacifista.

Le grandi associazioni per i diritti umani

İnsan Hakları Derneği (IHD - Associazione per i Diritti Umani) è la più antica organizzazione per i diritti umani in Turchia. Fondata nel 1986, considera la pace come un diritto umano fondamentale. Organizza campagne per il disarmo, conferenze e "tavoli per la pace sociale" per chiedere la fine dei conflitti armati interni. La sua visione olistica della pace la rende un partner i movimenti pacifisti internazionali.

Reti internazionali e progetti sul territorio

Young Peacebuilders of Turkey coinvolgono i giovani nella risoluzione nonviolenta dei conflitti, mentre la Servas Peace School Turkey promuove l'educazione alla pace e la comprensione interculturale tra le nuove generazioni.

Un potenziale di collaborazione

Queste organizzazioni condividono con il movimento pacifista internazionale valori fondamentali: la nonviolenza, il dialogo, il superamento dei conflitti attraverso mezzi democratici e il rispetto dei diritti umani. Alcune, come l'Associazione per l'Obiezione di Coscienza e l'Iniziativa delle Donne per la Pace, rappresentano esperienze particolarmente significative per il loro coraggio e la loro capacità di mobilitazione.

Per PeaceLink queste realtà turche possono essere potenziali alleate in iniziative comuni di sensibilizzazione, scambio di buone pratiche e sostegno reciproco. La costruzione di una rete pacifista internazionale passa anche attraverso la conoscenza e il riconoscimento di queste voci, spesso messe a tacere.


Link e risorse

Note: Il prigioniero politico curdo Gürkan Türkoğlu muore dopo 267 giorni di sciopero della fame
https://www.osservatoriorepressione.info/turchia-muore-in-carcere-il-prigioniero-politico-curdo-gurkan-turkoglu/

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