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Nasce il Fondo Salva Stati Europeo (ESM)

Come Premio la Libertà!

Settecento cinquanta miliardi : i primi soldi per garantire alle banche creditrici una Assicurazione sul debito pubblico degli Stati europei.
12 aprile 2012 - Ernesto Celestini

           

Il Fondo Salva Stati Europeo (ESM) sarà una struttura sovranazionale che si propone di concedere finanziamenti agli Stati in difficoltà in cambio della garanzia di una gestione rigorosa degli Stati non spontaneamente virtuosi.

Detta in questo modo sembra una ricetta salutare per evitare di sperperare oggi quello che domani dovranno pagare i nostri figli. Ma la verità è che, dopo aver già imposto, pur se con le lacrime, una "politica del sacrificio" tagliando servizi e aumentando le imposte, il governo nel silenzio della stampa e con la connivenza dei partiti sta trasferendo 125 miliardi di euro ad una organizzazione finanziaria intergovernativa.

Nasce così il Fondo Salva Stati Europeo (ESM) che, insieme ad altri 600 miliardi raccolti da altri paesi della UE, concederà finanziamenti agli stati in difficoltà, purché possa imporre "condizioni finanziarie rigorose" di cui dovrà farsi carico il popolo.

Questo significa che gli Stati democratici europei dovranno subordinare le loro scelte politiche nazionali all'approvazione di una élite finanziaria, non eletta, che godrà di immunità giurisdizionale e che potrà porre il veto su qualsiasi decisione che non abbia una giustificazione o convenienza finanziaria.

Il Welfare, lo Stato di diritto, lo Stato sociale, l'Indipendenza, la Libertà avranno un ruolo secondario rispetto alla finanza.

Volendosi abbandonare ad un eccesso di ottimismo (o di imbecillità) potremmo essere d'accordo sul principio per cui si deve spendere solo quel tanto di cui si dispone, come fa qualsiasi famiglia che viva del proprio lavoro, ma c'è un punto però che non permette di semplificare troppo.

Non si può dimenticare che la rovina finanziaria che stiamo attraversando è il risultato di una enorme truffa subita dalle popolazioni di tutto il mondo quando, con l'avvento delle teorie della globalizzazione, si è visto un crollo generalizzato del costo del lavoro ma non quello dei prezzi, che non hanno seguito la stessa curva, permettendo ai capitali di essere retribuiti in maniera inversamente proporzionale rispetto al lavoro. 

Quindi, da un lato, i lavoratori  hanno perso potere contrattuale ed economico, mentre dall’altro, il capitale ha realizzato un maggior provento che ha investito in  attività finanziarie e speculative.

E’ cambiato il panorama economico perché non solo la rendita del capitale, ma anche il capitale stesso, che è sempre stato reinvestito per far crescere l'economia e per procurare altra rendita all'imprenditore, ha trovato una collocazione molto più remunerativa: prestare soldi per consentire ai debitori di pagare i loro debiti.

Praticamente indebitarsi di più per rispettare le regole di un gioco, scritte però dall’avversario in campo.

Con il Fondo Salva Stati Europeo si è studiato un bellissimo strumento che permetterà alle banche di governare con mano salda la politica di tutti i paesi europei, assicurandosi contro qualsiasi rischio di inadempienza, pur lasciando formalmente validi i principi democratici in base ai quali si continueranno ad eleggere liberamente i rappresentanti degli Stati nazionali,  purché, una volta insediati nei loro ruoli politici, rispondano ed eseguano le linee guida elaborate da un organo superiore che potrà decidere impunemente la sorte di milioni di individui senza essere stati eletti né dal popolo, né da Dio.

Ora possiamo tornare al punto in cui dicevamo che non possiamo semplificare troppo: Una normale famiglia non risponde dei debiti dei padri e di quelli dei nonni ma solo di qualche fido o del mutuo per  la casa. Così non è per gli Stati,  perché i debiti che non riescono a ripagare non sono debiti da deficit corrente ma sono debiti antichi trascinati e gonfiati da interessi scalari manipolati al rialzo e da speculazioni finanziarie.

Se gli economisti fossero ascoltati attentamente e le loro dichiarazioni non strumentalizzate da politici, finanzieri e media, si capirebbe facilmente che tutte le manovre "lacrime e sangue"  non bastano per ridurre il Debito Pubblico, ma bastano sicuramente per pagare gli interessi correnti e con altre manovre potremo continuare a pagare gli interessi alle banche anche nei prossimi anni.   

Tutto questo stravolgimento delle istituzioni avviene mentre i maggiori partiti politici sono occupati a decidere come non perdere il loro elettorato alle prossime elezioni, senza rendersi conto che non esiste più un loro elettorato, perché dopo aver distrutto le ideologie ed aver vissuto per tanti anni lontani dal mondo reale, sono sprofondati in un problema morale che li ha annientati e non è stato ancora trovato un sistema economico capace di contrastare i danni, ormai irreparabili, creati da questo insensato neoliberismo.

La gente ormai non è più né di destra né di sinistra, non è più liberista, non è più socialista, è una maggioranza senza identità e purtroppo senza voce e troppo malleabile per non essere facilmente plasmata ed indirizzata da una piccola minoranza che manovra le scelte politiche indirizzandole con campagne mediatiche che, con una vista troppo miope, non riescono a vedere quello che succederà domani.

Note:

Lidia Unidemi, Studiosa di diritto ed economia” presso l’Università di Palermo, dopo aver dato le dimissioni dall'IdV, in questo video esprime una dura critica a governi e opposizioni che accettano di combattere la crisi finanziaria causata dalle Banche usando proprio gli strumenti messi a disposizione dalle stesse banche.
http://www.reset-italia.net/2012/04/06/lidia-undiemi-idv-orlando-di-pietro/

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