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FT: Monti non è l’uomo giusto per guidare l’Italia

Molti italiani sanno di dovere a Draghi il calo dei rendimenti obbligazionari
28 gennaio 2013 - Wolfgang Münchau
Fonte: Financial Times - 20 gennaio 2013

Mario Monti

La crisi finanziaria in Italia sembra essere svanita ma la crisi economica ha iniziato a crescere. E’ passato a mala pena un giorno senza notizie riguardanti il peggioramento della crisi del credito,  della caduta dell’occupazione, del consumo, della produzione e della fiducia nelle imprese. Ancora una volta, un governo europeo ha sottovalutato il prevedibile impatto di una politica di austerità. Soprattutto, non essendoci stata crescita per circa un decennio, l’economia italiana permane in una lunga e profonda recessione. Così come gli altri paesi del margine meridionale della euro zona, l’Italia deve affrontare tre opzioni. La prima è rimanere nell’euro ed assumersi da sola l’onere di una completa sistemazione. Con  questo si intende una sistemazione sia economica, in termini di costi unitari del lavoro e di inflazione; sia fisica.  La seconda opzione è rimanere nell’ eurozona, subordinata agli accordi condivisi tra nazioni creditrici e nazioni debitrici. La terza è di abbandonare l’euro. I governi italiani che si sono succeduti hanno provato una quarta opzione  -  rimanere nell’euro, concentrandosi solamente su sistemazioni fisiche a breve termine e aspettare.

Da quando conosciamo, attraverso la storia dell’economia, come finiscono questo tipo di episodi, la quarta opzione ci ha  portati in definitiva indietro alle opzioni uno, due o tre. La mia favorita potrebbe essere la seconda: rendere i membri dell’euro condizionati a sistemazioni simmetriche. Ma Mario Monti, primo ministro italiano, non ha affrontato Angela Merkel. Non ha informato la cancelliera tedesca che il continuo impegno del suo paese con la moneta unica avrebbe dovuto dipendere da un’adeguata unione bancaria dotata di piena decisione  e di una capacità assicurativa di deposito; un legame dell’eurozona; e  una politica economica più espansionistica da parte di Berlino. Nella sua intervista al Financial Times della settimana scorsa, Mariano Rajoy, primo ministro spagnolo, ha chiesto degli accordi simmetrici – nuovamente e piuttosto in ritardo, dopo che la Germania ha già pianificato un piano di austerità per il 2014. In vista di tutte le decisioni politiche già prese, l’opzione della sistemazione simmetrica sta pian piano svanendo.

Dove porteranno le elezioni italiane del prossimo mese? In qualità di primo ministro, Il signor Monti ha promesso riforme  e uno stop all’innalzamento delle tasse. Il suo governo ha provato ad introdurre modeste riforme strutturali che sono state ridotte a banalità macroeconomiche. Avendo iniziato come capo di un governo tecnico, è emerso come un forte capo politico. Il suo resoconto  è stato quello di aver salvato l’Italia dal precipizio, o meglio da Silvio Berlusconi, il suo predecessore Nel suo resoconto aveva puntato sul calo dei rendimenti obbligazionari, ma molti italiani sanno di essere in debito con un altro Mario – Draghi questa volta, presidente della banca Centrale Europea.

A sinistra Pier Luigi Bersani, segretario generale del Partito Democratico, che ha inizialmente sostenuto il piano di austerità, ha recentemente provato a prendere le distanze da queste politiche. È stato molto più titubante nei confronti delle riforme strutturali. I temi principali della sua campagna elettorale  sono la tassa sui ricchi, la lotta contro l’evasione fiscale, il riciclaggio del denaro e i diritti degli omosessuali. Ha affermato la sua volontà di far rimanere l’Italia nell’eurozona. C’è una possibilità minima che possa aver successo confrontandosi con la  signora Merkel in quanto si trova in una posizione migliore per collaborare con François Hollande, presidente francese e membro  Socialista.

A destra, l’alleanza di Berlusconi con la Lega Nord inizialmente indietro nei sondaggi ma sta ora risalendo. In questo modo l’ex primo ministro si è assicurato una buona campagna elettorale. Ha diffuso un messaggio contro il piano di austerità che ha avuto il consenzo di un’ elettorato disilluso. Ha inoltre criticato la Germania per la sua riluttanza ad accettare il legame dell’eurozona e di permettere alla Banca Centrale Europea di comprare i titoli italiani senza condizioni.

Si può interpretare ciò come una presa diposizione in favore della seconda opzione: insiste sulla sistemazione simmetrica o si esce. Tuttavia conosciamo molto bene il signor Berlusconi. E’ stato primo ministro abbastanza a lungo da aver dato forma ad un simile dibattito molto tempo prima. Per divenire credibile, deve produrre una strategia chiara che definisca le sue scelte nel dettaglio. Tutto ciò che abbiamo sono slogan televisivi. Giudicando dagli ultimi sondaggi, il risultato elettorale più probabile è rappresentato da uno stallo, forse nella forma di una coalizione Bersani-Monti di centro sinistra, possibilmente con una maggioranza in senato di centro destra, dove si applichino differenti regole di voto. Questo lascerebbe ognuno, più o meno,  in carica. Nessuno avrebbe il potere di attuare una qualsivoglia politica. Ognuno avrebbe il diritto di  porre il proprio veto.

Se questo fosse il caso, l’Italia potrebbe continuare a cavarsela, fingendo di aver optato per rimanere nell’euro ma senza la creazione di condizioni per essere un membro sostenibile. Nel frattempo, mi sarei aspettato che emergesse un consenso politico anti-euro  che, probabilmente, avrebbe vinto apertamente nelle successive elezioni o avrebbe innescato una crisi politica con, in definitiva, co lo stesso effetto. Come per Monti, la mia migliore ipotesi è che la storia gli abbia riservato un ruolo simile a quello svolto da  Heinrich Brüning, cancelliere tedesco dal 1930 al 1932. Anche lui fu parte di un’ opinione generale predominante stabilita che non aveva alternative all’austerità.

L’Italia ha ancora poche opportunità di fronte a se. Ma deve scegliere.

Tradotto da Angela Seggio per PeaceLink . Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte (PeaceLink) e l'autore della traduzione.
N.d.T.: Titolo originale: "Monti is not the right man to lead Italy"
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