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Non c'è cosa più terribile che possa riguardare due persone.

La tortura va combattuta anche in Italia

Le bellissime voci dei rifugiati raccontano. Al Palladium di Roma, l'evento-spettacolo "Di Untori e Altri Demoni" e la raccolta di firme per introdurre il reato di tortura
26 giugno 2013 - Lidia Giannotti

"Di Untori e altri demoni", Teatro Palladium di Roma (25 giugno 2013, l.giannotti)

 

In occasione della Giornata Internazionale contro la tortura, il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR), la campagna LasciateCIEntrare e Antigone, hanno organizzato un evento per denunciare la tortura comunque e ovunque, come pratica diffusa in paesi lontani ma anche come fenomeno presente da noi.

"DI UNTORI E ALTRI DEMONI"

 Untori e altri demoni - storie "succinte", accompagnate dalla narrazione della "Storia della colonna infame" di Alessandro Manzoni - è interpretato da 15 rifugiati che hanno affrontato esperienze molto dolorose, ma che ora offrono il loro impegno,  le loro bellissime voci e anche la loro ironia a questo spettacolo, che si è tenuto al teatro Palladium di Roma, con l'introduzione di Jean Leonard Touadi - che ha ricordato lo sciopero della fame di Marco Pannella e il referendum dei radicali - la proiezione di frammenti dal video ''Inside Carceri'''di Next New Media e dell’associazione Antigone e con la partecipazione di Erri De Luca. Lo scrittore ha ricordato la millenaria tradizione di accoglienza nel bacino del Mediterraneo, con la storia di Abramo e della fecondità che, grazie alla generosità dimostrata verso alcuni esuli, ebbe in dono la sua famiglia.

"TOGETHER WITH VITO"

In questo video - ideato e realizzato da Artigiani Digitali - le immagini del Progetto "Together with Vito" del Consiglio Italiano per i Rifugiati, un laboratorio di riabilitazione psicosociale per mezzo del teatro. I protagonisti sono rifugiati sopravvissuti a tortura, i formatori e i registi Nube Sandoval e Bernardo Rey ed Erri De Luca, che sostiene da sempre la Campagna LasciateCIEntrare: http://youtu.be/Cw2Slgwavzg

NEL NOSTRO PAESE SI FINGE DI NON SAPERE 

Nel nostro paese si dissimula il fatto che, nei confronti di persone in condizione di non potersi ribellare o difendere, sono stati spesso adottati comportamenti violenti che si sono tradotti in torture fisiche e psicologiche. Il coinvolgimento di uomini dello Stato fa sì che se ne parli poco, per tentare di eludere le giuste pretese di accertamento delle responsabilità;  a causa del timore di dover pagare un prezzo alle contrapposizioni ideologiche e di essere costretti all'interno di uno schieramento, viene meno persino la possibilità di analizzare i problemi che vengono denunciati.

Ci sono poi le “istituzioni totali”, quei luoghi - carceri e istituzioni affini - in cui "la legge" pare voglia concentrare migliaia e migliaia di persone, ma in cui fa poi fatica a entrare e ad abitare.

Non sempre chi si trova in questi luoghi merita la privazione della libertà (come conseguenza di un reato o perché pericoloso); non è così per gli stranieri richiedenti asilo in Italia trattenuti nei CIE (Centri di Identificazione e di Espulsione). Mai, comunque, è la legge a richiedere o consentire le condizioni riscontrabili oggi nelle carceri italiane, tutt'altro che rispettose della Costituzione: il sovraffollamento, i gravi disagi per la fatiscenza dei locali e le temperature inadeguate, o per la scarsa disponibilità di acqua, la carenza di cure o di soccorsi immediati e di personale, la mancanza di spazi e opportunità per l'istruzione e il lavoro. In definitiva, la mancanza di ogni occasione e speranza di poter condurre - subito o un giorno, scontato il periodo di detenzione - un’esistenza migliore e socialmente positiva.

I rifugiati stranieri rischiano poi di dovere affrontare - dopo sofferenze indicibili,  personali o a causa di quanto subito da famigliari ed amici – ulteriori maltrattamenti, mortificazioni e situazioni di vera e propria disperazione.

Tutto questo fa sì che si parli poco di tortura (anche quando una vittima perde la vita, o decide di togliersela o di lasciarsi andare). E fa sì che non si parli abbastanza neppure delle torture abituali - o persino legali - in altri paesi, che non ci sia una voce chiara di condanna, se si escludono le associazioni che se ne occupano.  

LA PROPOSTA DI LEGGE PER CUI FIRMARE

E' importante firmare la proposta di legge di iniziativa popolare per introdurre il reato di tortura in Italia.  Questa legge servirà anche a far sì che il nostro Governo assuma posizioni più chiare di condanna rispetto al ricorso alla tortura in molti paesi. L'italia ha ratificato nel 1989 la Convenzione ONU contro la tortura altre pene o trattamenti crudeli, inumani e degradanti, e recentemente il Protocollo opzionale alla Convenzione. E' quindi è tenuta ad individuare questo reato, per poterlo prevenire e punire. 

Per informazioni sulle iniziative in corso e per firmare:

http://www.cir-onlus.org/Comunicato%20stampa%2024%20giugno%202013.htm

http://www.3leggi.it/

Note:

PER SAPERNE DI PIU'
La situazione secondo Amnesty International http://lepersoneeladignita.corriere.it/2013/06/26/italia-il-reato-di-tortura-manca-da-un-quarto-di-secolo/

L'evento del 25 giugno 2013 al Palladium
http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/1102462/giornata-internazionale-contro-la-torturatra-teatro-e-sofferenza.shtml

Il video "INSIDE CARCERI"
http://www.internazionale.it/news/documentari-cultura/2012/12/02/inside-carceri/

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