Peacelink é iscritta al Registro Europeo della Trasparenza da quasi due anni
Mentre a Roma non esistiamo, a Bruxelles siamo considerati cittadini europei
Ma perché su Ilva, sulla Xylella, su Brindisi, etc, sulla partecipazione attiva dei cittadini alla vita democratica c'è sempre una coltre spessa e impenetrabile che ti fa pensare: per loro non esistiamo, non ce la faremo mai, non ci ascoltano?
4 aprile 2016
Antonia Battaglia (PeaceLink Bruxelles)
La partecipazione delle associazioni e dei cittadini alla vita democratica dell'Europa è un dato di fatto, sempre più concreto. Peacelink é iscritta al Registro Europeo della Trasparenza da quasi due anni.
il Registro é aperto a tutti, come lo sono le iniziative alle quali abbiamo preso parte. Contattare le istituzioni è aperto a tutti, è un diritto di tutti.
Perché tanto saranno la solidità degli argomenti, dei documenti spediti/portati/inviati e delle tesi che si sosterranno durante le riunioni a fare la differenza. Insomma, se dici baggianate che non hanno seguito e riscontro, te lo fanno capire.
Perché questo post?
Perché da stamane ho lavorato tanto con diversi uffici delle istituzioni EU sui diversi temi che portiamo avanti qui a Bruxelles, e ogni volta, nonostante si parli di grandi battaglie che si vincono con gli anni e la pazienza, c'è la volontà di ascoltare, di lavorare, di acquisire la documentazione, di proporre soluzioni e di cercare una via di risoluzione delle questioni che giovi alla comunità intera. Sono naïve, lo so, é un mio difetto ma mi aiuta a non mollare.
E ogni volta mi chiedo: ma perché non mi è mai accaduto lo stesso con le istituzioni italiane? Ma perché su Ilva, sulla Xylella, su Brindisi, etc, sulla partecipazione attiva dei cittadini alla vita democratica c'è sempre una coltre spessa e impenetrabile che ti fa pensare: per loro non esistiamo, non ce la faremo mai, non ci ascoltano?
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