Dopo il voto referendario

"Basta con la guerra civile e ideologica, basta con la polemica"

Ieri sera Renzi ci ha detto ancora una volta che esercitare la democrazia equivale a condurre "una vecchia battaglia ideologica e politica". Ce l'ha con il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e con le tante associazioni che hanno animato la campagna referendaria
18 aprile 2016
Antonia Battaglia

"L'Italia torni a fare l'Italia".

La conferenza stampa di Renzi (di ieri sera) poteva essere una canzone di Tiziano Ferro, ma purtroppo non lo è.

La sgridatina al popolo comincia con la lista delle crisi occupazionali (sottotitolo: crisi volute da voi, popolo che volete bloccare petrolio e sviluppo).

Ci cita, noi che abbiamo l'Ilva, "la madre di tutte le crisi". Vuol far pensare che "sta con noi". Michele Emiliano

Ce l'ha con il Presidente Michele Emiliano (l'ho "intravisto" tra le sue parole almeno 4 volte; Renzi deve aver visto la faccia di Emiliano su ogni scheda elettorale che ha immaginato, tutto il giorno, un'apparizione dietro l'altra ...).

Ce l'ha con "gli addetti ai lavori", le associazioni, con chi, non avendo la stampa nazionale a portata di pubblicazione, usa facebook e twitter per diffondere "demagogia".

Noi, popolo contro le trivellazioni, siamo tutti demagogici.

Un messaggio di divisione e odio quello di ieri sera. Gravissimo. Non certo il messaggio di un primo ministro che trae conclusioni (civili) sull'espressione di voto o di non voto del popolo che rappresenta.

Renzi ieri sera ci ha detto ancora una volta che esercitare la democrazia equivale a condurre "una vecchia battaglia ideologica e politica".

"Basta con la guerra civile e ideologica", dice, "basta con la polemica".

E conclude con un tocco veramente geniale, ci si chiede chi gli scriva i discorsi: "Le Regioni che vogliono erigersi a difensori del mare non si dimentichino dei depuratori".

Petrolio=Depuratori.

Sicuro sicuro Renzi?

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