Assegnato dall'UE un prestito di 8 miliardi con fondi SAFE per il riarmo

La sanità pubblica affonda mentre il governo compra le armi

Il Servizio sanitario nazionale ha accumulato negli ultimi quattro anni un definanziamento relativo di 18,8 miliardi di euro. E la spesa per il personale è inferiore di 36,8 miliardi.
13 ottobre 2026
Redazione PeaceLink

Secondo le cifre riportate dalla fondazione GIMBE nel suo rapporto del 2026, negli ultimi quattro anni il Servizio sanitario nazionale ha accumulato un definanziamento relativo di 18,8 miliardi di euro. Si tratta delle risorse che sarebbero state necessarie per mantenere il finanziamento della sanità in rapporto al PIL al livello del 2022. 

Il problema riguarda anche il personale. GIMBE stima che, rispetto allo scenario in cui la quota di spesa destinata al personale fosse rimasta ai livelli del 2012, la spesa cumulativa sia inferiore di 36,8 miliardi di euro. È un indicatore del progressivo ridimensionamento delle risorse pubbliche destinate a medici, infermieri e altri professionisti.

Un altro elemento riguarda la distribuzione dei professionisti sanitari. Secondo i dati OCSE richiamati da GIMBE, un medico su quattro e un infermiere su cinque non lavorano nel Servizio sanitario nazionale. Infatti molti lavorano nel settore privato o in altri ambiti. Il dato evidenzia quanto sia importante rendere il servizio pubblico capace di attrarre e trattenere personale qualificato. Un raffronto fra spese sanitarie a carico dei cittadini (42 miliardi) e prestiti militari della UE (8 miliardi)

Anche la spesa sostenuta direttamente dalle famiglie è significativa. Nel 2025, secondo i dati citati da GIMBE, gli italiani hanno speso di tasca propria 42,4 miliardi di euro per la sanità. Non tutta questa cifra riguarda prestazioni che il servizio pubblico avrebbe dovuto erogare, ma il dato mostra il peso economico delle cure sui cittadini e la necessità di garantire un accesso più equo ai servizi sanitari.

In questo quadro, 8 miliardi destinati al riarmo - la notizia è di oggi - potrebbero rappresentare una risorsa importante per rallentare il declino della sanità pubblica. Si potrebbe avviare un piano straordinario per assumere personale, ridurre le liste d'attesa, rafforzare l'assistenza domiciliare e territoriale, migliorare i servizi di salute mentale e rinnovare le apparecchiature diagnostiche. Una parte delle risorse potrebbe essere destinata alle Regioni con maggiori difficoltà, per ridurre le disuguaglianze nell'accesso alle cure.

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