Amministrative ed ambiente, i Socialisti Autonomisti scrivono a Florido
«L’indomani della pubblicazione de L’Espresso dal titolo Puglia “Il pozzo dei veleni” mette in scena il mare, l’Ilva con i suoi fumi di diossina che inquina anche il cielo mentre la scena politica del centrosinistra della città sembra dominata da tempo da lei che non ha voluto le primarie, dividendo un centrosinistra unito». Inizia così la lettera aperta che Francesco Bruno dei Socialisti Autonomisti ha inviato al presidente della Provincia Gianni Florido, candidato sindaco nella prossima tornata elettorale. Una missiva in cui Bruno pone l’accento in particolare sulla candidatura di Florido ed il suo effetto «deflagrante» sulla coalizione di centrosinistra. «L’unità della coalizione - scrive Bruno - sarebbe stata per Taranto l’unità della città, una valida forza interlocutrice di fronte a tanti cittadini confusi, disorientati, delusi della giunta Di Bello. E un Presidente della Provincia così attento, perché ha consentito la rottura di questo valore?». Una scelta che potrà «generare problemi che possono aggravare la governabilità della città di Taranto» «Taranto - prosegue Bruno - è una città che ha perso la sua identità. Dove la Procura della Repubblica in questi anni è stata impegnata nei confronti di una classe politica corrotta, divisa, velenosa». A finire nel mirino del socialista anche le critiche espresse da Florido all’inchiesta de L’Espresso. «Lei recita una parte - è l’accusa di Bruno - che offende l’onestà di molte intelligenze che sono presenti nel territorio della nostra provincia. Lei sa che i Tarantini e gli abitanti dei paesi limitrofi non vedono più il cielo stellato, che le patologie tumorali sono fortemente in aumento come dimostrano i dati che arrivano dall’organizzazione mondiale della sanità». «Anche qui - aggiunge Bruno - esprimo un forte dissenso signor Presidente. A Taranto l’aria è irrespirabile, e l’acqua sempre più inquinata. Nella nostra provincia si muore di tumore. Bisogna avere il coraggio di rompere la nostra vita moderna. Condivido in pieno ciò che scrive l’espresso». L’altro punto sul quale si concentra l’attenzione del socialista è la questione dello smaltimento dei rifiuti. Una questione di cui «L’Espresso non ha scritto un rigo». «Per esempio la compressione sul terreno dei rifiuti e il loro isolamento per mezzo di argilla e materiale impermeabile - spiega -non da più garanzie, provoca gravi danni dell’atmosfera». «Per questi motivi - conclude Bruno - ho sentito la necessità e il dovere morale di inviarle questa mia lettera in un momento in cui la politica tarantina è in crisi. Non c’è sfida, speranza alla ricostruzione di una città migliore. Taranto città fantasma, malata. Che ne sarà dei figli che nascono?».
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