Mercurio a Taranto. Solidarietà ai querelati da parte del Wwf
Apprendiamo dagli organi di stampa della querela presentata dall’Ilva spa nei confronti di Alessandro Marescotti, Francesco Sorrentino e Giulio Farella relativamente alle emissioni di mercurio nelle nostre acque da parte dell’azienda siderurgica.
La Sezione di Taranto del WWF Italia esprime tutta la sua solidarietà a Marescotti, Sorrentino e Farella ringraziandoli per il grande contributo di conoscenze che stanno offrendo alla città di Taranto per quanto riguarda le problematiche ambientali connesse alle attività delle aziende presenti nella nostra città e soprattutto nell’area industriale. Confidiamo come sempre nel lavoro della Magistratura affinché quanto prima faccia chiarezza di questa paradossale situazione. Inoltre, così come è stato fatto per la diossina, sarebbe il caso che gli Organi competenti monitorassero accuratamente anche il mercurio in modo da avere un quadro reale della situazione
La cosa che ci preoccupa di più è il tentativo mediatico, che leggiamo tra le righe di questa querela, di voler screditare le associazioni ambientaliste e comunque tutti coloro che giustamente denunciano il gravissimo degrado ambientale a Taranto, tacciandoli di “catastrofisti e di fomentatori di pubblico allarme”. Vogliamo porre in risalto che le denunce degli ambientalisti non sono assolutamente frutto delle loro fantasie o di considerazioni personali, ma sono il risultato di un serio lavoro di studio, di ricerche, di contatti con studiosi ed esperti e di analisi di documenti che spesso sono poco noti alla collettività, poiché il diritto sacrosanto all’informazione non sempre viene rispettato o non è a molti accessibile. Per quel che riguarda Taranto l’allarme è reale e la denuncia è un dovere.
In quest’ultimo periodo stiamo assistendo ad una grande presa di coscienza di molti tarantini nei confronti dello stato ambientale della loro città, come dimostrano i tanti dibattiti, comunicati stampa, lettere ai giornali. Evidentemente tutto questo preoccupa chi ha sempre visto Taranto come un porto franco dove tutto è possibile poiché nessuno si ribella. I cittadini di Taranto non sono più disposti a subire passivamente scelte e condizioni che possono influire negativamente sulla qualità della loro vita e sulla salute propria e di quella dei propri cari. Ci auguriamo che questo processo di consapevolezza non venga inibito e che gli organi competenti Comune, Provincia, Regione e Magistratura ne prendano atto dando risposte concrete ai cittadini. Le associazioni ambientaliste ed i cittadini tutti continueranno, vigili, nella loro azione di denuncia, di informazione ed anche di allarme, se tutto ciò può essere utile ad accrescere la consapevolezza della gente che un ambiente sano è un diritto primario di tutti.
Articoli correlati
Il decreto del Tribunale di Milano impone il fermo degli impianti inquinantiILVA, una lotta durata 18 anni
La dichiarazione dell'avvocato Maurizio Rizzo Striano, protagonista dell'azione inibitoria accolta dal Tribunale civile di Milano.27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Rassegna stampaTribunale ordina fermo stabilimento ILVA di Taranto per rischi salute
Sospensione, a partire dal 24 agosto 2026, dell'attività produttiva dell'area a caldo dello stabilimento. Il procedimento è nato dalla causa mossa da alcuni attivisti dell'associazione Genitori tarantini. Dopo tanti decreti salva-ILVA adesso giunge un salutare decreto salva-cittadini.27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Il decreto del Tribunale civile di MilanoILVA, un decreto finalmente a favore della salute di cittadini e lavoratori
Il Tribunale ha disapplicato l'ultima AIA dopo un'azione inibitoria presentata dall'associazione Genitori tarantini e ha ordinato la "sospensione" dal 24 agosto dell'attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto.26 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
La vicenda Sea Watch ricorda quella dell'ILVA di TarantoLa priorità dimenticata: salvare vite umane
In questi anni vi è stato un conflitto istituzionale che ha evidenziato quanto sia dannoso mettere la tutela degli esseri umani al secondo posto. Per Sea Watch e per ILVA i magistrati sono dovuti intervenire. Al referendum costituzionale invitiamo a votare NO per difendere la magistratura.22 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Sociale.network